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Le Emozioni: Comunicarle Analogicamente, Interpretarle digitalmente

L’idea di scrivere una tesi sull’emozioni e l’espressione di esse attraverso la comunicazione non verbale nasce dal fatto che mi ha sempre incuriosita la personalità e l’interiorità delle persone con le quali mi trovo a relazionarmi.
In un mondo come quello odierno, dove siamo sempre tutti di corsa, e gli scambi faccia a faccia sono sempre meno frequenti, l’emotività è spesso accantonata, o per lo meno non le è dedicato il tempo necessario.
Il primo capitolo di questa tesi descrive cosa sono le emozioni e come esse sono state definite dai vari psicologi. In particolare James che le definisce “percezioni degli stati corporei” [James1901] e Oatley secondo il quale le emozioni sono stati mentali dotati di funzioni psicologiche coerenti e che risultano riconoscibili secondo criteri empirici e teorici”[Oatley1992].
La mia attenzione è stata colpita anche dagli studi di Darwin che le considera uno strumento a disposizione degli uomini per adattarsi all’ambiente. Le emozioni sono state studiate anche da Plutchik, il quale ha offerto, a mio giudizio, il contributo più importante, perché le ha descritte e ha individuato quelle primarie, riuscendo a inserire nel suo schema, il fiore di Plutchik, oltre che le emozioni primarie anche quelle secondarie e i diversi livelli d’intensità. Queste teorie sono funzionali per dimostrare la tesi di Ekman e Friesen secondo i quali le espressioni delle emozioni sono universali.
Questa teoria che condivido, mi ha spinto a ricercare, nel secondo capitolo, le varie forme di comunicazione non verbale delle emozioni, e un esempio interessante è quello dei disegni dei bambini. Essi trasmettono molte informazioni sulla loro emotività, sulla loro personalità, sul loro modo di vivere nell’ambiente e sugli eventuali traumi o problemi che non riuscirebbero a descrivere in altri modi.
Il terzo capitolo tratta di strumenti, come l’empatia, utili per relazionarsi agli altri e capire le emozioni di coloro coi quali ci rapportiamo. A questo scopo sono importanti anche i neuroni a specchio, che ci fanno capire come gli altri vivono le stesse situazioni che viviamo noi.
Il terzo capitolo descrive il progetto ERMIS, un progetto che attraverso l’analisi delle espressioni del volto, la postura, il tono della voce e il contenuto della conversazione, riesce a identificare le emozioni provate da chi è al di là dello schermo. Tale progetto, che prevede le varie tipologie d’impiego, tra i tanti utilizzi, potrebbe ad esempio essere usato per registrare i feedback dei partecipanti a un’ipotetica teleconferenza e, associandolo a un tutorial, si potrebbero modificare contenuto e velocità di somministrazione delle informazioni trasmesse.
Il quarto capitolo contiene due interessanti applicazioni per il riconoscimento automatico delle emozioni. Uno è il visual recognition, che come si evince dal nome è specializzato nel riconoscimento delle emozioni leggendo le espressioni del volto. Il visual recognition è in grado di individuare soprattutto le emozioni primarie.
Un altro software simile è quello ideato da Ekman, il METT, che prevede diversi livelli di difficoltà, è un modo per allenarsi a riconoscere le emozioni guardando i diversi aspetti che il volto assume quando si provano alcune emozioni, ed è possibile controllare l’esattezza delle nostre risposte al termine del test.
Questi programmi, supportati da studi e ricerche psicologiche dimostrano che effettivamente vi sono espressioni del volto universali, che sono messe in atto quando si provano determinate emozioni.

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PREFAZIONE L’idea di scrivere una tesi sull’emozioni e l’espressione di esse attraverso la comunicazione non verbale nasce dal fatto che mi ha sempre incuriosita la personalità e l’interiorità delle persone con le quali mi trovo a relazionarmi. In un mondo come quello odierno, dove siamo sempre tutti di corsa, e gli scambi faccia a faccia sono sempre meno frequenti, l’emotività è spesso accantonata, o per lo meno non le è dedicato il tempo necessario. Il primo capitolo di questa tesi descrive cosa sono le emozioni e come esse sono state definite dai vari psicologi. In particolare James che le definisce “percezioni degli stati corporei” [James1901] e Oatley secondo il quale le emozioni sono stati mentali dotati di funzioni psicologiche coerenti e che risultano riconoscibili secondo criteri empirici e teorici”[Oatley1992]. La mia attenzione è stata colpita anche dagli studi di Darwin che le considera uno strumento a disposizione degli uomini per adattarsi all’ambiente. Le emozioni sono state studiate anche da Plutchik, il quale ha offerto, a mio giudizio, il contributo più importante, perché le ha descritte e ha individuato quelle primarie, riuscendo a inserire nel suo schema, il fiore di Plutchik, oltre che le emozioni primarie anche quelle secondarie e i diversi livelli d’intensità. Queste teorie sono funzionali per dimostrare la tesi di Ekman e Friesen secondo i quali le espressioni delle emozioni sono universali. Questa teoria che condivido, mi ha spinto a ricercare, nel secondo capitolo, le varie forme di comunicazione non verbale delle emozioni, e un esempio interessante è quello dei disegni dei bambini. Essi trasmettono molte informazioni sulla loro emotività, sulla loro personalità, sul loro modo di 2

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Psicologia

Autore: Ilaria Venturino Contatta »

Composta da 74 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.