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La memoria di lavoro nella malattia di Alzheimer: recenti acquisizioni

Informazioni tesi

  Autore: Sara Coradeschi
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Firenze
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Psicologia
  Relatore: Nicoletta Berardi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 61

L'AD (Alzheimer disease) è una malattia degenerativa caratterizzata da un'iniziale, profonda amnesia degli eventi recentemente vissuti. Durante il suo decorso ingravescente si sviluppano deficit in altre funzioni:linguistiche, visuospaziali, attenzionali e di ragionamento. Cambiamenti degenerativi nelle strutture medioteporali provocano un severo e precoce deficit anche nella memoria dichiarativa. Col progredire della malattia le persone non solo presentano deficit di memoria, ma risultano deficitarie nelle funzioni strumentali mediate dalla corteccia associativa e possono pertanto presentare afasia, aprassia, fino a presentare disturbi neurologici e poi internistici.Il profilo degenerativo dell'Alzheimer consiste in atrofia neuronale, soprattutto in alcuni distretti corticali,e incrementata presenza di aggregati neurofibrillari e placche amiloidi proprio come fu descritto per la prima volta da Alois Alzheimer nel 1906. Questa patologia richiede anni prima che i sintomi diventino manifesti. Solo recentemente si è iniziato ad approfondire la presenza di deficit di memoria di lavoro nei soggetti AD. In questo mio lavoro di tesi mi sono occupata di questo aspetto dei deficit cognitivi in AD.

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Pagina 4 Breve resoconto sul concetto di memoria di lavoro La memoria di lavoro (working memory) è “un sistema per il mantenimento temporaneo e per la manipolazione dell’informazione durante l’esecuzione di differenti compiti cognitivi, come la comprensione, l’apprendimento e il ragio- namento” (Baddeley, 1986, p 46). In psicologia cognitiva tale concetto rappresenta una modificazione ed e- stensione di quello di memoria a breve termine, ossia un magazzino di me- moria temporanea a capacità limitata che fu inizialmente proposto da Atkin- son e Shiffrin nel 1971. Tale modello proponeva che l’informazione dal com- portamento passasse attraverso una serie di memorie sensoriali che erano essenzialmente parte di un processo di percezione prima di raggiungere una memoria a breve termine o di lavoro. Questo formava un serbatoio di limitata capacità necessario per la registrazione della nuova informazione nella me- moria a lungo termine e per la sua manipolazione e riutilizzazione. Ne 1974 Baddeley e Hitch proposero di sostituire il sistema unitario con uno tripartito:tale modello di memoria di lavoro era costituito da un controllore at- tenzionale, l’esecutivo centrale;e da due sistemi sussidiari: il taccuino visuo- spaziale che mantiene e manipola le immagini visive e il loop fonologico che svolge una funzione simile nell’informazione basata sulla parola. Tale model- lo pone costante enfasi sui ruoli funzionali di altri processi cognitivi come l’apprendimento,il ragionamento e la comprensione.

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