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Analisi degli strumenti pianificatori consensuali fra Pubblica Amministrazione e privati

La tesi affronta il problema della pianificazione urbanistica in collaborazione con i soggetti privati. La partecipazione al provvedimento amministrativo è andata sempre aumentando, come dimostra la fondamentale legge 241/1990, tanto da intaccare, almeno apparentemente, l'autoritatività stessa dei Comuni. La tesi quindi analizza inizialmente il background in cui questa evoluzione è avvenuta, passando poi a descrivere criticamente le varie forme di co-pianificazione fra Pubblica Amministrazione e privati. Si parte dalle figure previste dalla legge nazionale, tipiche, fino ad analizzare la nuova grande frontiera degli accordi "a monte", figure atipiche in piena disponibilità delle Regioni in base alla competenza legislativa concorrente sancita dall'art 117 Cost.. I numerosi problemi interpretativi e di ammissibilità trovano una sintesi nell'ultimo capitolo in cui, dopo aver analizzato sia l'esperienza toscana (ed altre avanzate), sia alcuni casi patologici di derive penali, si menzionano alcune teorie di soluzione del difficile rapporto pubblico-privato, o almeno di riduzione del rischio di abusi, ora della Pa, ora di poli di potere economico.

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Prefazione Questo lavoro si pone lo scopo di individuare ed analizzare gli strumenti urbanistici pianificatori consensuali previsti nel nostro ordinamento. Un simile obbiettivo, pur se espresso con apparente semplicità, presenta notevoli difficoltà. La normazione urbanistica vigente, vittima del tipico metodo legislativo all'italiana, fatto di emergenze ed interventi settoriali, costituisce un sistema poco coordinato e ricco di lacune, stretto fra le istanze della legislazione nazionale e le previsioni di quella regionale. Dottrina e giurisprudenza difficilmente presentano ricostruzioni concordi, ed allo stesso tempo le dinamiche economiche spingono sempre più verso la necessità di norme chiare e flessibili, capaci di consentire alla Pubblica Amministrazione il perseguimento dell'interesse pubblico generale in tempi rapidi. In questo quadro risulta opportuna una analisi razionale, in modo da distinguere innanzitutto quali siano i principi operanti in materia e come questi abbiamo trovato applicazione, traducendosi inizialmente nei piani consensuali di derivazione legislativa nazionale. Si passerà quindi ad una analisi più accurata delle singole figure, descrivendone le principali caratteristiche. A questo punto, una volta padroneggiati i modelli di piano delineati dal legislatore, si tratterà di analizzare le problematiche legate alla loro natura giuridica. Gli argomenti centrali di questo capitolo saranno la tipicità legislativa, caratteristica cardine dell'agire amministrativo, e la classificazione giuridica da parte di Giurisprudenza e Dottrina (sia in senso nazionalistico che regionalistico). Infine si valuteranno le potenzialità del modello consensuale, spinto alla sua massima espansione: l'accordo urbanistico “a monte”, estremo momento di consensualità nelle decisioni, anche strategiche, sul governo del territorio. Il tutto sarà inevitabilmente 4

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Riccardo Del Lungo Contatta »

Composta da 109 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.