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Storia di vita: un'italiana in Francia tra le due guerre

Le migrazioni hanno giocato un ruolo rilevante nella storia dell’uomo. Ma nella storia della donna?

Questa storia è una storia che parte da Aulla, il mio paese. Come ogni racconto popolare, inizia con una partenza. Il protagonista si allontana per superare delle prove e ritornare “eroe”. Nel nostro caso, l’eroina si chiama Ines Renzi, ed è una mia prozia. La sua storia si inserisce nei grandi avvenimenti del secolo, e nei grandi avvenimenti umani complessi, ambigui, che danno il senso di una autenticità vissuta.
E’ una storia che dovevo raccontare per me, per la mia famiglia, per tentare di ricostruire un mondo che ci appartiene, ma che sembra infinitamente distante.
Un mondo che emerge da un vecchio album fotografico che aspira a essere portavoce, testimone del tempo.

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Introduzione Chi esce riesce (detto popolare) Le migrazioni hanno giocato un ruolo rilevante nella storia dell’uomo. Ma nella storia della donna? Fino ad alcuni decenni fa la storia dell’emigrazione femminile era del tutto assente nel panorama storiografico. Ciò non significa che le donne fossero estranee al fenomeno migratorio. L’immagine che si aveva delle donne coinvolte nel processo migratorio era prevalentemente quella stereotipata di soggetti deboli abbandonati dai familiari emigrati, oppure se ne esaltava il ruolo di custodi dei valori familiari nell’attesa del ritorno a casa di un padre, di un marito, di un figlio. In questa lettura del processo migratorio le donne vengono del tutto occultate o appaiono in un ruolo del tutto passivo 2 . Soltanto di recente, a partire dagli anni ’80 con lo sviluppo degli studi di genere, la condizione della donna, coinvolta direttamente o indirettamente nel fenomeno migratorio, si è rivelata essere uno degli aspetti di una realtà molto più complessa che si è venuta delineando negli studi sull’emigrazione 3 . Le italiane che partono in realtà sono tante, e molteplici sono le loro storie di vita; tante quanto le differenti Italie che si lasciano alle spalle. Differenti per appartenenza regionale, certo, ma anche perché provenienti dalla campagna o dalla città; differenti per classe e stato sociale rispetto al sistema produttivo, ma anche per la struttura familiare che ne condiziona i ruoli, i comportamenti e le scelte. Un destino sociale imposto, quello delle donne, contro biografie scelte, quelle degli uomini. Tutte le storie meritano di essere illustrate, ma alcune più di altre, perché mostrano un maggiore desiderio di libertà che induce alla partenza, perché fanno riflettere su modi di essere “alternativi” anche se il contesto culturale di partenza è “chiuso”, perché rivedono il livello di decisionalità della donna all’interno della coppia e della famiglia, o 2 A.A.V.V. Storia dell’emigrazione italiana - Partenze, a cura di Piero Bevilacqua, Valentina De Clementi e Emilio Franzina Roma 2001, p.257. 3 A.A.V.V. Memoria e storia dell’emigrazione femminile da Ponte Buggianense nel ‘900, a cura di Adriana Dadà, Pacini Editore, Pisa, 1999, catalogo della mostra Il lavoro di balia. 6

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Melania Sebastiani Contatta »

Composta da 48 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1234 click dal 10/09/2012.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.