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Fosco Maraini: raccontare Tibet, raccontare l'uomo

Viaggiare non vuol dire solo “recarsi in luoghi lontani per affari, interessi o divertimenti” ma è qualcosa di molto più profondo; vuol dire immergersi, conoscere, stupirsi. Viaggiare significa accrescere le proprie conoscenze, alimentare e arricchirsi di nuove emozioni e dare agli occhi nuove vedute.
Diversi sono i motivi che nel corso della storia hanno spinto le persone a compiere viaggi; principalmente motivi commerciali o di espansione verso nuove terre.
Questo testo prenderà in esame un viaggiatore italiano, Fosco Maraini, nato a Firenze nel 1912 e morto nel 2004. La sua vita è stata per gran parte dedicata ai viaggi in particolare in Giappone, dove ha anche vissuto per otto anni con la moglie e le figlie, e in Tibet.
Si viaggerà con lui proprio in questa terra, il Tibet, con i due libri che ne narrano le vicende, Segreto Tibet (1951) e Case, amori, universi (1999). Si scoprirà attraverso Case, amori, universi cosa ha spinto Maraini ad interessarsi del Tibet e come gli si è presentata l'occasione di potervisi recare. Si partirà con lui sul piroscafo e ci si incamminerà a piedi, una vota arrivati nel Sikkim, fino al Tibet. Si conosceranno, con Segreto Tibet, le persone che sono con lui, i mercanti, i lama, i bambini ed si entrerà nelle case dei tibetani che Maraini ci presenterà.
Si dimostrerà infine come il suo approccio ai luoghi e con le persone, sia del tutto diverso; non ha fini commerciali o interessi da vario genere, ha solo la voglia di conoscere e di approfondire, per capire come si viva in quelle parti e come siano quelle genti.
Si capirà come, attraverso la conoscenza delle persone, si possa arrivare ad una conoscenza più approfondita dei luoghi, delle tradizioni, del cibo, e questo servirà anche a chi, come un lettore che non si rechi in tali luoghi, voglia conoscere, attraverso un'opera letteraria, un luogo così lontano ed affascinante.

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4 CAPITOLO I Introduzione: chi era Fosco Maraini Studiare Fosco Maraini ci fa comprendere come la sua opera rifletta il suo sì pieno e totale alla vita che è stata sempre vissuta con intensità, intelligenza, curiosità ed ironia, doti che raramente ritroviamo tutte insieme in una stessa persona. 2 Opera e vita in lui viaggiano sempre di pari passo, l’una si rispecchia nell’altra senza dimenticare che molte volte è il caso che detta la direzione degli avvenimenti. Caso a cui Fosco Maraini si abbandona sempre, traendone continui ed imprevisti benefici. 3 Non ci si sbaglierà, quindi, a parlare di Fosco Maraini come etnologo o antropologo o fotografo oppure orientalista o poeta e scrittore o alpinista o professore universitario piuttosto che giornalista o viaggiatore, perché tutte queste caratteristiche si manifestano nel personaggio e si riflettono nelle sue opere. Maraini, inoltre, rivendica con orgoglio la sua laurea in scienze naturali perché ritiene che la formazione scientifica dia “una quadratura mentale utile anche in ambito letterario, imponendo sobrietà e precisione” 4 permettendo quindi un’esposizione più sobria e diretta altrimenti difficile da trovare con la lingua italiana, così “gassosa perché cresciuta sui trattati dei teologi e sui testi dei giuristi” 5 che premia quindi l’astratto sul concreto. Nei suoi scritti troviamo sempre l’amore per la sobrietà e la precisione linguistica che derivano dai suoi studi scientifici, nonché una profonda conoscenza della materia indagata, qualunque essa sia, e una sbalorditiva e millimetrica puntualità del linguaggio 6 . Non assume mai, però, l’aria dell’erudito 2 F. Marcoaldi, “Homo ludens, homo sapiens” p. XI. 3 Ibidem p. XII. 4 Ibidem p. XIII. 5 Ibidem p. XIII. 6 Ibidem p. XIV.

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Silvia Veglianti Contatta »

Composta da 52 pagine.

 

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