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I piani di risanamentro attestato ex Art 67 comma 3 lettera d)

Informazioni tesi

  Autore: Matteo Rossi
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli studi di Genova
  Facoltà: Economia
  Corso: Amministrazione, Finanza e controllo
  Relatore: Marco Arato
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 198

Il lavoro esaminato in questo elaborato vede come tematica principe il piano di risanamento attestato, strumento di natura natura extragiudiziale, non prevedendo l’intervento dell’Autorità giudiziaria.
Occorre precisare che in corso d’opera alla stesura dell’elaborato, è intervenuta modifica radicale sancita dal D.L. 22 giugno 2012 n 83 “Misure urgenti per la crescita del paese” convertito in Legge n 134 dell’11 agosto 2012.
Tali modifiche sono state recepite sul presente lavoro che si prefigge di rilevare uno strumento nato per il salvataggio dell’impresa, visto sia sotto le sue sfaccettature giuridiche che quelle prettamente aziendale.
L’opera è strutturata in quattro capitoli. Il primo capitolo affronta una breve esplicazione del concetto di crisi e al rapporto tra scienze giuridiche ed aziendalistiche per la sua definizione. Con questa apertura, l’autore ha preferito specificare il “nuovo” (anche alla luce delle novizie apportate dal D.L. “Misure urgenti per la crescita del paese”) sistema delle esenzioni con uno specifico confronto tra la lettera d) e la lettera e) dell’Art. 67, Comma 3 della L.f., ossia quelle previste per gli strumenti di piano di risanamento attestato, accordo di ristrutturazione del debito e concordato preventivo. Il capitolo si conclude con un’analisi della Norma di comportamento n 11, emanata dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, che l’organo di vigilanza interno, ossia il Collegio sindacale, deve rispettare per avere visione oculata nella fase prodromica e perdurante della crisi del soggetto giuridico, nonché le linee comportamentali più appropriate da mantenere nella fase di svolgimento del piano. Vengono anche presi in esame le tre differenti tipologie di strumenti anti crisi, alla luce anche di alcuni interventi legislativi particolari.
Il capitolo secondo verte sull’analisi della norma in cui il piano di risanamento attestato è inserito (Art 67, comma 3, lettera d)) con un confronto oculare tra la previgente disciplina posta in modifica dal D.L. 83 del 22 giugno 2012. Si esaminano quindi: i profili oggettivi e soggettivi; una visione oculata dell’atto; la sua problematica pubblicitaria, alla luce della recente possibilità di iscrizione nel Registro delle imprese; un’analisi sulla possibilità o meno che il piano presenti un contenuto di tipo liquidatorio ed in chiusura un’analisi delle disposizioni previste dall’Articolo 217 – bis L.f. sui c.d. “reati fallimentari”.
Il terzo capitolo si suddivide in due parti: la prima chiarifica il riconoscimento degli aspetti della crisi all’interno del soggetto giuridico, con una disamina dei principi sanciti dal vendemecum “Linee guida per il finanziamento delle imprese in crisi” versione 2010. La seconda parte descrive la figura di attestazione, ossia del soggetto incaricato alla verifica de “la veridicità dei dati aziendali e la fattibilità” del piano: il professionista attestatore.
Si specifica quindi: il nuovo precetto di indipendenza, l’analisi del soggetto preposto all’assegnazione dell’incarico (con studio accurato di opportune pronunzie giurisprudenziali, nonché delle visioni dottrinali ed analisi normativa previgente ed attuale), i requisiti necessari, la predisposizione della relazione di attestazione alla luce dei dettami del documento ISAE 3400. In conclusione si è analizzata la problematica inerente alla responsabilità del professionista che espone attestazione contenente dati mendaci, tenendo conto anche dell’introduzione, dell’Articolo 236 – bis (Falso in attestazione e relazione) che attribuisce un nuovo regime delle pene.
L’ultimo capitolo del lavoro affronta i casi che hanno riscontrato problematiche rilevanti all’interno della disciplina. Nella prima parte vengono analizzati i rischi e le responsabilità a cui la banca può incorrere nel caso di interruzione o concessione abusiva del credito in presenza di piano di risanamento attestato. In ultimo viene rilevata la problematica inerente alle modifiche che possono incorrere ad un piano in corso di esecuzione e le modalità più appropriate per ottemperare a queste, ovvero alla nuova predisposizione ed attestazione dello strumento. Si precisa che in mancanza di giurisprudenza in materia, l’autore ha preferito porre sotto studio due casi di analogia: le modifiche agli accordi di ristrutturazione del debito delle società Gabetti e Sangemini con analisi delle diverse pronunzie dei tribunali.

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3 Introduzione Il lavoro esaminato in questo elaborato vede come tematica principe uno degli strumenti di composizione negoziale delle imprese in stato di crisi: il piano di risanamento attestato. Tale istituto trova come allocazione normativa l’Art 67 comma 3 lettera d), ossia viene ricompreso tra le esenzioni dall’azione revocatoria fallimentare introdotte attraverso il D.L. 35 / 2005, successivamente convertito in Legge n 80 / 2005. L’istituto preso in esame, al contrario degli altri strumenti deputati alla composizione negoziale della crisi, ossia la procedura concorsuale del Concordato preventivo ex Art. 160 L.f. e ss. ed accordi di ristrutturazione del debito ex art. 182 – bis L.f., risulta di natura prettamente extragiudiziale, ossia non prevede l’intervento dell’Autorità giudiziaria. Da questo elemento di partenza, a parere di chi scrive, possono nascere alcune problematiche rilevanti per regolamentare, nella maniera piø corretta, la procedura posta in analisi. Occorre sottolineare che il piano non viene classificato come procedura concorsuale riconosciuta dall’ordinamento. Per alcuni della dottrina poteva essere assimilato anche al Chapter 11 del Bankruptcy Code americano in quanto accordo che l’impresa in stato di difficoltà stipula con i propri creditori. Per tale motivazione, questo strumento risulta di particolare rilevanza, soprattutto nel periodo di crisi congiunturale che il nostro paese, in particolare le piccole - medie imprese, stanno affrontando. Occorre precisare che in corso d’opera alla stesura dell’elaborato, è intervenuta una modifica radicale sancita dal D.L. “Misure urgenti per la crescita del paese”: tale “mini – riforma”, ha previsto alcune specificazioni su questioni che, nel corso del tempo, si erano riscontrate in giurisprudenza e in dottrina. Tali modifiche sono state recepite sul presente lavoro che si prefigge di rilevare uno strumento nato per il salvataggio dell’impresa, visto sia sotto le sue sfaccettature giuridiche che sotto una visione prettamente aziendale. L’opera è strutturata in quattro capitoli, in modo da riuscire ad affrontare tutte le tematiche concernenti ai piani di risanamento. Il primo capitolo è destinato ad una breve esplicazione del concetto di crisi e quale sia il rapporto tra scienze giuridiche ed aziendalistiche per la sua definizione. Con questa apertura, l’autore ha preferito specificare il “nuovo” (anche alla luce delle novizie apportate in data 15 giugno 2012 con il D.L. “Misure urgenti per la crescita del paese”) sistema delle esenzioni con uno specifico confronto tra la lettera d) e la lettera e) dell’Art.

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