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La comunicazione pedagogica come prassi di comunicazione autentica

Affronta il tema sulla comunicazione pedagogica e considerare le implicazioni necessarie hanno permesso di evidenziare che condizione basilare perché si possa comunicare in modo efficace in tutti i contesti nei quali la vita dell’individuo si svolge, è intrecciare con altri individui rapporti sociali all’insegna della volontà reciproca di comprensione, fiducia, rispetto, collaborazione, solidarietà.
È attraverso la comunicazione corretta, lo scambio dialogale interattivo, l’acquisizione di valori e di competenze linguistiche e comunicative che il bambino può diventare persona autonoma, responsabile, cosciente delle scelte in ogni ambito sociale; è una vera e autentica comunicazione, e quella pedagogica si pone in questi termini, che facilita la conversione interiore dell’uomo e l’inversione di tendenza del sistema sociale attuale.
Nell’era della comunicazione, come è definita l’attuale per la sbalorditiva disponibilità di mezzi di comunicazione di massa, l’uomo soffre di “cattiva solitudine”. Si assiste ad un progressivo indebolimento del valore della persona e ad un appiattimento addirittura un’eclisse dei valori etici e sociali. La crescente disponibilità di beni materiali sollecita i giovani a desiderare il soddisfacimento dei piaceri e dell’utile immediato.

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5 INTRODUZIONE Nell’era della comunicazione, così è definita l’attuale, il discorso sulla comunicazione pedagogica nasce dalla constatazione di una realtà sociale sconfortante e di portata sempre più ampia che gli studiosi di psicologia, sociologia, pedagogia hanno evidenziato in varie parti del mondo. Ai giovani è mancata la comunicazione pedagogica vera, non sono stati adeguatamente educati al dialogo, alla reciproca comprensione ed accettazione e all’empatia. Evidentemente le modalità educative messe in atto e l’avere orientato negli ultimi decenni l’attività pedagogica prevalentemente verso l’acquisizione di sapere scientifico, dato il vertiginoso progresso in questo settore, hanno fatto trascurare la relazione umana. La dimensione relazionale era molto superficiale, apparente, caratterizzata da una certa indifferenza e scarsa disponibilità ad ascoltare e capire l’altro. Questo atteggiamento, per niente comunicativo, ha per tanto tempo stabilito una comunicazione distorta creando nel giovane in formazione difficoltà a relazionarsi con gli altri. La pedagogia, scienza dell’educazione, ha periodicamente spostato l’attenzione privilegiando ora l’educatore ora l’educando, con mutamenti sotto l’aspetto contenutistico, metodologico, didattico.

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Claudia Pizzo Contatta »

Composta da 186 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.