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Particolari fenomeni della distruttività umana: la necrofilia e il carattere necrofilo

L'obiettivo principe che questo lavoro si propone di perseguire è compiere un'analisi teorica e comparativa dei diversi aspetti della necrofilia, qui inquadrata nell’ampio e complesso panorama della distruttività umana, assunta come prospettiva di riferimento. La proposta nasce dall’idea di leggere questa specifica perversione ora per il suo aspetto proprio di parafilia e perversione sessuale, ora avvicinandone le più attenuate ma non meno particolari espressioni del carattere necrofilo frommiano, considerato nella sua essenza d’indole o tendenza. Entrambe sono ponderate nel loro emergere in maniera ovattata nei più diversi aspetti della vita quotidiana, oppure ancora nella loro manifesta e silenziosa violenza, costituendo terreno fertile per comportamenti devianti e crudeli più o meno gravi. E’ di primaria importanza chiarire un necessario distinguo rispetto al quale si svilupperà l’elaborato: tenuto conto della contestualizzazione generale in cui è inserito il tema della necrofilia, se ne trattano due ambiti di appartenenza ben distinti, il primo di vera a propria perversione, il secondo come un aspetto della perversità relazionale, quindi privo del lato “fattuale” che si mostra invece nel caso della perversione; ad accomunarli, è qui un procedere che verrà letto in maniera circostanziata rispetto a una tendenza distruttiva secondaria, che varia anch’essa le proprie sfumature, in relazione all’ambito in cui viene elaborata e trattata, di perversione o di perversità. Parte del lavoro si propone di presentare possibili spunti di riflessione in relazione alla pregnanza di quell’idea che portò Fromm a ipotizzare un’estensione a livello sociale del carattere necrofilo, provando a confrontarla con le caratteristiche collettive diffuse, visibili e attuali, e seguendo come guida il modello descritto dall’autore stesso, per caratteristiche e modalità d’esibizione. L’inquadramento generale cui qui ci si riferisce è quello proprio della distruttività umana, a lungo discusso e scandagliato dalle più diverse scienze umane, con pazienti disamine imperniate sulle espressioni crudeli che risiedono nelle pieghe nascoste dell’animo umano. Se ne considera l’influenza sulle azioni, sulle relazioni, fino ai modi di pensare o di distorcere bisogni fondamentali, come il bisogno di socialità o l’idea di potenzialità e progresso. La realtà di interesse è quel fenomeno che può accogliere alterazioni delle dinamiche relazionali, che rende perversi i rapporti ora in via sessuale, ora in senso di tendenza e carattere; è in questo quadro complesso che si è scelto di collocare e ambientare la trattazione delle due principali manifestazioni necrofile. In senso generale, nella letteratura sono stati molti i contributi rilevanti, qui assunti come guida e riferimenti: dagli studi di Fromm fino ai più recenti teorici del bisogno di socialità, che hanno aperto uno spiraglio di speranza sul discernimento riguardo alla natura distruttiva umana. Ognuna ha aggiunto nel tempo un tassello conoscitivo per la comprensione di fenomeni collegati, dall’aggressività al narcisismo. Qui ci si concentra in special modo sulla manifestazione aggressiva-necrofila, in via retrospettiva e che punti a scavalcare il singolo significato per giungere al significante, provando a ragionare sui punti chiave e problematici di una questione d’ingente interesse, sia in relazione a comportamenti generalizzati che in qualità di panacea che predispone fenomeni devianti.

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Capitolo I, “Distruttività, violenza e aggressività: i nodi della natura umana". 1.1 Imprescindibilità dell'aggressione nelle diverse forme di vita: prospettive etologiche e ambientali. Fenomeni come aggressività, violenza e distruttività rappresentano manifestazioni comportamentali ed espressive umane che spesso, pur investendo ambiti di senso ben distinti, vengono assimilate sotto uno stesso contesto semantico. L’alta variabilità caratteristica di quest’espressioni include azioni che possono essere ricondotte alla più generale categoria delle aggressioni, fino ad agiti distruttivi privi di un fine pratico, a omicidi, suicidi, atti sacrileghi, guerre o anche tacite modalità di pensiero. Gli approcci di studio al fenomeno e le teorie elaborate a riguardo, sembrano presentare come elemento comune un fulcro d’interpretazione razionalizzante, che vede nel comportamento distruttivo e nelle sue derive sadiche e necrofile le strutture fondanti di pulsioni innate dell'uomo, da lui inscindibili poiché costitutive. Le discipline psicologiche e antropologiche, proponendosi di studiare la spinta mortifera umana e i profili di rilievo che questa detiene nei più diversi aspetti dell'esistenza, si sono concentrate su situazioni controverse, soprattutto se si considera come l’argomento possa facilmente affrancarsi dalla ricerca empirica per sconfinare nella mera speculazione filosofica, ridimensionando di conseguenza l'oggetto d'indagine. Altra variabile di problematicità è la tendenza che, nel corso del tempo, si è andata cristallizzando rispetto a percezione e reazioni rivolte ai diversi fenomeni distruttivi: se 5

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Martina Cervelli Contatta »

Composta da 108 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.