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Anione perclorato nelle acque minerali

L’anione perclorato ClO4 - è un inquinante emergente. Nonostante il suo largo impiego come additivo nei combustibili per i missili, come propellente solido nei razzi, come principio attivo in alcuni farmaci, solo a partire dagli anni ’90 si è scoperta una vera contaminazione da perclorato.
È stato ritrovato in varie matrici ambientali a partire da suoli contaminati, ad esempio, da attività militari oppure dall’uso di fertilizzanti contenenti perclorato. Questa contaminazione si è estesa alle acque di falda e superficiali che rappresentano la risorsa idrica per la popolazione.
L’assunzione del perclorato può avere effetti negativi sulla salute e in particolar modo, inibendo l’assorbimento dello iodio da parte della tiroide, può causare l’ipotiroidismo.
La sua ubiquità e la sua tossicità, hanno indotto molti Stati a regolamentare la presenza del perclorato nell’ambiente e ad imporre delle concentrazioni limite nelle acque potabili e minerali per la tutela della salute.
La legislazione italiana ancora oggi non regolamenta la presenza di perclorato nell’ambiente; inoltre, nella letteratura scientifica non ci sono studi riguardo la determinazione del ClO4 - in Italia in nessun tipo di matrice.
Queste considerazioni ci hanno spinto a valutare la presenza del perclorato nelle acque minerali, di largo uso in Italia.
A tal fine, in questo lavoro di tesi, è stato sviluppato un metodo semplice e sensibile per la determinazione del perclorato nelle acque minerali. Il metodo consiste nella separazione dell’anione dalla matrice acquosa con la cromatografia a fase inversa e nella sua rivelazione e quantificazione mediante la spettrometria di massa tandem (LC-MS/MS). Inoltre, sono stati determinati gli anioni comunemente presenti nelle acque mediante la cromatografia a scambio ionico con rivelatore conduttimetrico (IC-CD). Le concentrazioni degli anioni sono state confrontate con i valori riportati in etichetta.

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1 RIASSUNTO L’anione perclorato ClO 4 - è un inquinante emergente. Nonostante il suo largo impiego come additivo nei combustibili per i missili, come propellente solido nei razzi, come principio attivo in alcuni farmaci, solo a partire dagli anni ’90 si è scoperta una vera contaminazione da perclorato. È stato ritrovato in varie matrici ambientali a partire da suoli contaminati, ad esempio, da attività militari oppure dall’uso di fertilizzanti contenenti perclorato. Questa contaminazione si è estesa alle acque di falda e superficiali che rappresentano la risorsa idrica per la popolazione. L’assunzione del perclorato può avere effetti negativi sulla salute e in particolar modo, inibendo l’assorbimento dello iodio da parte della tiroide, può causare l’ipotiroidismo. La sua ubiquità e la sua tossicità, hanno indotto molti Stati a regolamentare la presenza del perclorato nell’ambiente e ad imporre delle concentrazioni limite nelle acque potabili e minerali per la tutela della salute. La legislazione italiana ancora oggi non regolamenta la presenza di perclorato nell’ambiente; inoltre, nella letteratura scientifica non ci sono studi riguardo la determinazione del ClO 4 - in Italia in nessun tipo di matrice. Queste considerazioni ci hanno spinto a valutare la presenza del perclorato nelle acque minerali, di largo uso in Italia. A tal fine, in questo lavoro di tesi, è stato sviluppato un metodo semplice e sensibile per la determinazione del perclorato nelle acque minerali. Il metodo consiste nella separazione dell’anione dalla matrice acquosa con la cromatografia a fase inversa e nella sua rivelazione e quantificazione mediante la spettrometria di massa tandem (LC-MS/MS). Inoltre, sono stati determinati gli anioni comunemente presenti nelle acque mediante la cromatografia a scambio ionico con rivelatore conduttimetrico (IC-CD). Le concentrazioni degli anioni sono state confrontate con i valori riportati in etichetta.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali

Autore: Rossella Tedesco Contatta »

Composta da 86 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2082 click dal 25/09/2012.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.