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La diffusione della struttura divisionale: il caso Italiano

Informazioni tesi

  Autore: Mattia Galli
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Bergamo
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia aziendale
  Relatore: Giuseppe Delmestri
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 49

La tesi si basa sullo studio dell'evoluzione della struttura organizzativa divisionale nel tempo, partendo da Chandler fino ai giorni nostri.
Si inizia con un focus sugli stati uniti, patria natia di questa struttura, ma il lavoro mira ad analizzare il trend europeo e soprattutto quello Italiano.
E' stata anche svolta una ricerca sulle prime 50 aziende italiane per fatturato in modo da suddividerle per struttura adottata.
Tutti i trend analizzati, poi sono stati confrontati con quelli Tedeschi e Francesi in modo da avere una visione più ampia della situazione italiana.

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LA DIFFUSIONE DELLA STRUTTURA DIVISIONALE: IL CASO ITALIANO CAPITOLO 1: INTRODUZIONE ALLA TESI La tesi che ho svolto si basa sullo studio della struttura divisionale nel tempo, partendo da Chandler fino ai giorni nostri, seguendone l’evoluzione. Si è dovuto iniziare con un focus sugli Stati Uniti, patria natia di questa struttura, ma il lavoro mira a seguire gli sviluppi e i trend in Europa ed in particolare in Italia, per la quale ho svolto una ricerca empirica sulle prime cinquanta maggiori aziende Italiane per fatturato classificandole secondo la struttura divisionale adottata. Per far ciò ho dovuto analizzare singolarmente i singoli report annuali delle varie aziende italiane in modo da suddividere al meglio, senza però trovare difficoltà durante la loro lettura e la comprensione, perché molte di esse riportavano solamente degli organigrammi riguardanti la struttura, altri invece, a mio parere, erano esplicitate in maniera molto esaustiva. Successivamente ho eseguito una ricerca sui rispettivi trend organizzativi in Germania, Francia, e Gran Bretagna, durante gli anni di maggiore sviluppo della struttura organizzativa, messi a confronto, poi, con quelli italiani, sempre riferiti a quegli anni. Prima dell’analisi empirica ho effettuato una ricerca su alcuni articoli in lingua madre di Neil Fligstein e su riviste come “Studi organizzativi” e “sviluppo e organizzazione”. Tra questi mi sono riferito in particolare all’articolo di Richard L. Daft “come progettare le organizzazioni”, che mi ha permesso di riportare delle considerazioni contemporanee riguardo a questo tipo di struttura organizzativa. -La diffusione della struttura divisionale: Il caso Italiano- 3

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Parole chiave

italia
francia
organizzazione aziendale
germania
struttura divisionale
economia e gestione
chandler
50 imprese italiane

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