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Strumenti pubblici di Enterprise Creation: L. n. 488/92. Business Plan e Cases Study

Informazioni tesi

  Autore: Antonio Palomba
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1999-00
  Università: Libera Univ. Internaz. di Studi Soc. G.Carli-(LUISS) di Roma
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia Aziendale
  Relatore: Ernesto Monti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 318

Il lavoro svolto è orientato all'analisi critica degli strumenti pubblici di creazione d'impresa (Legge 488/92) e della struttura dei fondi comunitari di sviluppo europei. In aggiunta, la Tesi in oggetto analizza la metodologia di redazione del Business Plan, anche in funzione degli indicatori economici, finanziari e patrimoniali richiesti dalla normativa in materia di incentivazione d'impresa.

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Introduzione 1 Introduzione La convergenza rispetto ai parametri imposti dal Trattato di Maastricht1 è stato il primo obiettivo ampiamente raggiunto dall'Italia da quando si è avviato faticosamente il processo di unificazione sovranazionale2, nonostante ciò abbia comportato politiche economiche molto austere ai partners europei ed in special modo all'Italia3. Per il nostro paese, che si è trovato tra quelli più distanti dai parametri fissati, la politica di rigore ha comportato, fra l'altro, tagli elevati alle risorse pubbliche nazionali destinate ad incentivare gli investimenti e lo sviluppo. Tale politica ha, in parte, ridotto il livello di risorse finanziarie private da destinare ad investimenti produttivi, o, quantomeno, ha creato tra gli imprenditori un clima di attesa e di incertezza per il futuro, certo non propizio a favorire nuove opportunità di crescita economica. Bisogna anche dire che il nostro sistema imprenditoriale, così flessibile da poter 1 L'art. 109 J del Trattato stabilisce che la sostenibilità della finanza pubblica risulta dal conseguimento di una situazione di bilancio pubblico non caratterizzata da un disavanzo eccessivo secondo la definizione dettata dall'art. 1040 del Trattato. Per non incorrere in una situazione di disavanzo eccessivo, ogni Stato deve rispettare i seguenti due parametri: a) il rapporto tra disavanzo e PIL non deve superare il 3%; b) il rapporto tra debito pubblico e PIL non deve superare il valore di riferimento del 60%, ove tale rapporto sia superiore a tale soglia, occorre che esso si stia riducendo in misura sufficiente e si avvicini al valore di riferimento con ritmo adeguato. Cfr. M. Arcelli, Il rientro del debito pubblico, Accademia Nazionale dei Lincei, 24 aprile, 1998; M. Arcelli, Economia e politica monetaria, Padova, CEDAM, 1996. 2 Il processo di unificazione europeo segna una svolta fondamentale, nel febbraio del 1992, con la firma del Trattato di Maastricht. Per una completa ed approfondita cronologia dei principali avvenimenti che hanno condotto alla Unione Monetaria Europea, cfr. F. Papadia - C. Santini , La Banca Centrale Europea, Bologna, Il Mulino, 1998. 3 Il premio Nobel Paul Samuelson afferma:"Per rispettare il cammino di convergenza stabilito dagli accordi di Maastricht, gli europei si sono accollati tre anni di austerità molto dura". Cfr. Ministero del Tesoro e del Bilancio, Dalla Lira all'Euro , in "Periodico ministero Tesoro e Bilancio", Anno I, n. 1, marzo 1998, pag. 20.

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Parole chiave

business plan
creazione di impresa
finanziamenti pubblici
fondi comunitari
pmi
incentivi alle imprese
legge n. 488-1992

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