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Buongiorno Siora Mascara

Venezia continua a fermare il tempo e a farci rivivere, con emozione, il passato. Qualsiasi cosa in lei parla della sua storia: dai palazzi alle chiese, alle gondole al modo stesso di vivere che essa impone.
Molti sono i percorsi attuabili per capire questa città unica al mondo; la tesi “Buongiorno siora (signora) Mascara (maschera)” si propone di far conoscere e di rivivere Venezia attraverso un oggetto che ne ha a lungo caratterizzato la storia e il costume: la maschera.
Camminando per le calli veneziane, si è spesso attratti dalle variopinte botteghe che espongono maschere dalle forme più diverse, vere icone di una tradizione antica che torna a vivere tutti gli anni durante il Carnevale.
La tesi approfondisce il legame della maschera con la sua tradizione storica, così da immergersi nel passato e coglierne il valore di in un tempo in cui la maschera rappresentava a tutti gli effetti il volto della città.
Basata fondamentalmente su fonti letterarie ed artistiche, la tesi si propone di fornire delle indicazioni che consentano di analizzare le origini, gli usi, i costumi e le curiosità della maschera nel contesto della Serenissima.
Il percorso prende spunto da una riflessione di carattere antropologico, legata alle motivazioni che hanno portato e portano l’uomo ad indossare una maschera; all’effetto che questa provoca nella persona che la indossa e alle relazioni che si instaurano con gli altri.
Delle numerose tipologie di maschere che si sono susseguite a Venezia nel corso della sua storia ne sono prese in considerazione quattro che, ancora oggi, dopo diversi secoli, persistono e conservano immutata la loro esemplarità: la Bauta, il Medico della Peste, la Moretta e la Gnaga.
Infine considerando che la maschera a Venezia, o meglio la sua creazione, ha sempre rappresentato una delle più diffuse fonti di lavoro e guadagno della città, viene descritta l’arte dei maschereri e l’associazione che, ai tempi della Repubblica, li raggruppava.

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  INTRODUZIONE   Ancora oggi, mentre sembra dominare tutto ciò che è effimero, Venezia continua a fermare il tempo e a farci rivivere, con emozione, il passato. Qualsiasi cosa in lei parla della sua storia: dai palazzi alle chiese, alle gondole al modo stesso di vivere che essa impone. Molti sono i percorsi attuabili per capire questa città unica al mondo; questa ricerca si propone di farla conoscere e di riviverla attraverso un oggetto che ne ha a lungo caratterizzato la storia e il costume: la maschera. Camminando per le calli veneziane, si è spesso attratti dalle variopinte botteghe che espongono maschere dalle forme più diverse, frutto della rielaborazione di modelli antichi o risultato della fantasia dell’artista attuale. Nelle vetrine si possono così ammirare curiose maschere moderne proposte accanto ad altre legate a un lontano passato di Venezia, vere icone di una tradizione antica che torna a vivere tutti gli anni durante il Carnevale. Credo però che fermarsi a questo semplice accostamento, senza approfondire il legame della maschera con la sua tradizione storica, non permetta di immergersi nel passato, non consenta di coglierne il valore autentico, proprio di in un tempo in cui la maschera rappresentava a tutti gli effetti il volto della città. La mia ricerca, basata fondamentalmente su fonti letterarie ed artistiche, si propone quindi di fornire delle indicazioni che consentano di analizzare le origini, gli usi, i costumi e le curiosità della maschera nel contesto della Serenissima. Il mio percorso prende spunto da una riflessione di carattere antropologico, legata alle motivazioni che hanno portato e portano l’uomo ad indossare una maschera; all’effetto che questa provoca nella persona che la indossa e alle relazioni che si instaurano con gli altri. 1

Laurea liv.I

Facoltà: Scenografia e costume

Autore: Francesca Silvestri Contatta »

Composta da 62 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 402 click dal 10/01/2013.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.