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Le implicazioni della moneta unica europea per i mercati obbligazionari internazionali: un'analisi di medio periodo

Informazioni tesi

  Autore: Stefano Attici
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1997-98
  Università: Università degli studi di Genova
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e Commercio
  Relatore: Mariagianna Sanacuore
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 141

Con il passaggio alla Terza Fase dell’ Unione Monetaria Europea (UME) una serie di radicali mutamenti, precedentemente concordati e programmati dalle competenti autorità dei Paesi partecipanti al processo d’integrazione, inciderà in misura assai significativa sui preesistenti assetti dei sistemi finanziari europei ed internazionali: la moneta unica genera implicazioni tali da indirizzare i mercati (che ormai devono essere considerati in una dimensione globale) verso nuovi equilibri, sia in ambito commerciale che finanziario.
Il 31 dicembre 1998 le banche centrali degli Undici, in accordo con la Commissione Europea ed i rispettivi ministri finanziari, hanno fissato i tassi di conversione “irrevocabili e definitivi” tra le singole valute nazionali ed il nascente euro. Dal 1° gennaio 1999 le specifiche normative nazionali in materia hanno acquisito efficacia legislativa: fondamentali sono, in particolare, le discipline relative allo statuto legale della moneta unica; inoltre, a partire da quella stessa data il Sistema Europeo delle Banche Centrali (SEBC) può utilizzare la nuova valuta per le operazioni di politica monetaria, mentre i settori bancario e finanziario hanno immediatamente completato la necessaria transizione (anche se in diverse situazioni viene temporaneamente predisposta la doppia indicazione degli importi). Dal 1° luglio 2002 il corso legale delle monete e delle banconote nazionali sarà abolito; infatti esse verranno definitivamente sostituite da quelle in euro, che comunque circoleranno già dal 1° gennaio 2002.
La ricerca è impostata in una prospettiva di medio periodo; di conseguenza vengono tralasciati gli effetti relativi allo scenario di breve termine, che presumibilmente sarà caratterizzato da una maggiore volatilità imputabile alle incertezze iniziali (che analizzeremo nel corso di questa tesi).
La struttura della ricerca prevede una prima parte dedicata alla valutazione generale delle prospettive inerenti alla moneta unica europea. Nel capitolo primo vengono esaminati i molteplici fattori che potranno essere determinanti nella definizione del ruolo e del peso raggiungibili dall’euro in ambito internazionale: i “fundamentals” complessivi delle economie partecipanti, le aspettative dei mercati, le scelte che prevedibilmente indirizzeranno le politiche economiche dei Paesi membri. Nel capitolo secondo viene analizzato il possibile utilizzo della nuova moneta a livello mondiale con riferimento a tre funzioni fondamentali, e cioè mezzo di pagamento, riserva di valore e valuta di denominazione per le attività finanziarie.
E’ evidente che ciascuna delle suddette tematiche richiederebbe uno specifico approfondimento, data la notevole complessità delle variabili economiche e politiche coinvolte nel processo di adeguamento al nuovo contesto. Pertanto vengono analizzati in modo più approfondito alcuni aspetti inerenti l’impatto sui mercati obbligazionari internazionali.
Quindi, la seconda parte della tesi verte specificatamente su tale tema, con particolare riferimento al comparto del reddito fisso. Nel capitolo terzo viene delineata la situazione attuale, che ovviamente costituisce lo scenario iniziale sul quale fondare qualunque ipotesi previsionale, con riferimento al fattore dimensionale ed al livello di efficienza delle strutture tecniche predisposte sui mercati europei ai fini di un rapido adeguamento all’euro. Successivamente, nel capitolo quarto si evidenziano i possibili effetti connessi ad una crescente integrazione tra i mercati, soprattutto in funzione della maggiore liquidità che con ogni probabilità sarà disponibile nel sistema; inoltre vengono ulteriormente specificate le aspettative per il segmento dei titoli obbligazionari, distinguendo tra emissioni pubbliche e private. Al riguardo, l’aspetto principale è costituito dalla forte competizione sovranazionale tra gli operatori del settore, sia investitori che prenditori di fondi.

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INTRODUZIONE In effetti, la moneta non è uno degli oggetti dell’attività di scambio ma, piuttosto, lo strumento sul quale gli uomini si sono accordati per facilitare lo scambio di un bene con un altro bene. Non rappresenta alcun ingranaggio del commercio: essa è il lubrificante che rende il movimento degli ingranaggi più liscio e scorrevole. David Hume Con il passaggio alla Terza Fase dell’Unione Monetaria Europea (UME) una serie di radicali mutamenti, precedentemente concordati e programmati dalle competenti autorità dei Paesi partecipanti al processo d’integrazione, inciderà in misura assai significativa sui preesistenti assetti dei sistemi finanziari europei ed internazionali: la moneta unica genera implicazioni tali da indirizzare i mercati (che ormai devono essere considerati in una dimensione globale) verso nuovi equilibri, sia in ambito commerciale che finanziario. Il 31 dicembre 1998 le banche centrali degli Undici, in accordo con la Commissione Europea ed i rispettivi ministri finanziari, hanno fissato i tassi di conversione “irrevocabili e definitivi” tra le singole valute nazionali ed il nascente euro. Dal 1° gennaio 1999 le specifiche normative nazionali in materia hanno acquisito efficacia legislativa: fondamentali sono, in particolare, le discipline relative allo statuto legale della moneta unica; inoltre, a partire da quella stessa data il Sistema Europeo delle

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