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Il viaggio circolare. La migrazione Transnazionale e di ritorno: il caso albanese

Informazioni tesi

  Autore: Klementina Grimci
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Teramo
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Politiche Internazionali e delle Amministrazioni
  Relatore: Everardo Minardi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 122

Le migrazioni internazionali generano una moltitudine di risorse materiali, sociali e culturali, in grado di rendere il migrante il protagonista assoluto del nuovo secolo; “ponte tra due culture”, elemento di raccordo, a distanza, tra individui e famiglie, vettori di trasferimenti fondamentali per lo sviluppo economico e sociale, ma soprattutto soggetti in grado di migliorare lo sviluppo umano, per loro stessi, per le comunità di origine e per quelle di accoglienza.
Questi sono i presupposti alla base di questa tesi che studia il fenomeno dei movimenti migratori, facendo riferimento alla mobilità transnazionale e a quella di ritorno.
Viene dapprima affrontato il tema dei “social network” ovvero "i complessi legami interpersonali che collegano migranti, migranti precedenti, e non-migranti nelle aree di origine e di destinazione, attraverso vincoli di parentela, amicizia e comunanza di origine" e che incidono sui motivi, sulle cause della migrazione ma anche sui percorsi e sulla scelta della destinazione, così come, successivamente sulla tipologia di inserimento e di integrazione. la tesi sulla necessità di superare il concetto di "cittadinanza nazionale" a favore di forme di cittadinanza duali, multiple o sovranazionali.
Non si può trascurare che i migranti, sebbene assenti, siano agenti di grandi trasformazioni socioculturali ed economiche delle società da cui sono partiti e da cui sono spesso solo fisicamente distanti.
il fenomeno della migrazione di ritorno. agenti di sviluppo, di crescita economica e di riduzione della povertà del paese di nascita e, per dirla con le parole di Kofi Annan, dei soggetti “triple win”, per loro stessi, per i paesi di destinazione e soprattutto per quelli di origine. Che cosa sono le migrazioni di ritorno? Per quali ragioni alcuni decidono di risiedere in modo duraturo nel paese d’accoglienza mentre altri, ad un certo punto, preferiscono rientrare nel paese di nascita? Quali sono le caratteristiche socio-demografiche di questi individui? Qual è il loro impatto sullo sviluppo economico dei paesi d’origine? A questi interrogativi, che sono al centro del dibattito pubblico attuale riguardo alla gestione delle migrazioni internazionali, cercheremo di dare una risposta nel corso del secondo capitolo. La nostra analisi si focalizza dapprima sul concetto di migrazioni di ritorno. Un numero considerevole di termini ed espressioni sono stati coniati per spiegare questo tipo di movimento dei migranti ma, ad oggi, il concetto resta vago e non costituisce l’oggetto di una definizione formale universalmente condivisa.Successivamente consideriamo le determinanti della decisione di ritornare. Attraverso l’analisi di diversi approcci, ci chiediamo in particolare, se il rientro costituisce un fallimento o un successo del progetto migratorio. Non si possono, inoltre, trascurare le condizioni del paese d’origine e quelle del paese ospitante, così come le principali motivazioni individuali, che giocano un ruolo fondamentale e che possono spingere o meno il migrante a “tornare indietro”.
Dopo le caratteristiche particolari dei “rientrati”, approfondiamo l’influenza positiva che il ritorno esercita nelle aree di provenienza. Quando i migranti scelgono di ritornare nel loro paese di nascita, a prescindere dal fatto che si tratti di un’opzione temporanea o permanente, le loro esistenze hanno quasi sempre conosciuto un mutamento radicale, le loro competenze e professionalità si sono modificate e il più delle volte sono migliorate; il loro contributo al progresso economico, sociale e politico del loro Paese d’origine è dunque suscettibile di produrre un effetto notevole.abbiamo deciso di rivolgere un’attenzione particolare alle pratiche transnazionali e al ritorno dei migranti albanesi, in maniera tale da inquadrare meglio i fenomeni descritti precedentemente.
Come è avvenuto per altri concetti sociologici – quello di comunità per esempio- una versione “forte” di transnazionalismo, come un nuovo tipo di migrazione in grado di sconvolgere i concetti stessi di “insediato” o “integrato”, non trova evidenza empirica, tantomeno nell’esperienza italiana . Si riscontano però alcune pratiche che possiamo definire transnazionali e che assumono i caratteri di veri e propri stili di vita.Tra gli obiettivi, esaminare i comportamenti che gli albanesi realizzano tra le frontiere, facendo riferimento ad alcuni “indicatori di transnazionalità” .
L’ultima parte della presente trattazione è dedicata ai migranti di ritorno in Albania. L’Albania ha cambiato faccia e continua a correre verso la modernità; così, a vent’anni dal grande esodo, molti migranti di allora scelgono di tornare a casa, per restare vicino alla famiglia e sfruttare le opportunità di un’economia in modesta ripresa. “Lamerica” non è più desiderabile come un tempo e le immagini delle flotte di disperati in cerca di fortuna si perdono nella memoria del mare.

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5 Introduzione Le migrazioni internazionali generano una moltitudine di risorse materiali, sociali e culturali, in grado di rendere il migrante il protagonista assoluto del nuovo secolo; “ponte tra due culture”, elemento di raccordo, a distanza, tra individui e famiglie, vettori di trasferimenti fondamentali per lo sviluppo economico e sociale, ma soprattutto soggetti in grado di migliorare lo sviluppo umano, per loro stessi, per le comunità di origine e per quelle di accoglienza. Questi sono i presupposti alla base di questa tesi che studia il fenomeno dei movimenti migratori, facendo riferimento alla mobilità transnazionale e a quella di ritorno. Sebbene le migrazioni –intese come abbandono di un determinato luogo dove si è svolta la vita del singolo individuo o del gruppo fino a quel momento, per insediarsi in modo temporaneo o permanente in un altro territorio- abbiano una storia coeva alla stessa esistenza degli uomini sul nostro pianeta, è sopratutto nell'ultima parte del XX secolo che si osserva un'intensificazione delle migrazioni internazionali, tanto da identificare questo periodo come l'età delle migrazioni. Rispetto solamente a qualche decennio fa, la circolazione di persone, idee, merci e capitali tra luoghi diversi e spesso lontani, si è

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