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Samuel Beckett tra drammaturgia e biografia

Samuel Beckett ha segnato un’epoca, è riuscito ad imporre e proporre la propria poetica anche ai più tradizionalisti, ha rivoluzionato ogni schema ed indagato nel profondo dell’essere umano.
Nel corso degli anni la sua Opera è stata studiata fin nei minimi dettagli e numerosissime ne sono state le interpretazioni date dalla critica che ha riconosciuto nell’autore irlandese un punto di riferimento essenziale nell’ambito della storia teatrale, e letteraria in genere, novecentesca.
E’ facile però, mitizzando, disumanizzare.
E’ proprio quanto è accaduto a Beckett.
La foga di individuare spunti di ricerca sempre nuovi ha infatti posto in secondo piano l’ingrediente fondamentale insito in ogni suo lavoro: la componente biografica.
Per tal motivo nostro scopo è stato quello di raccontare l’uomo attraverso il drammaturgo percé è proprio nel teatro che Beckett ritrovò il campo del reale confronto con se stesso: solo le tavole del palcoscenico sono infatti riuscite a renderlo totalmente consapevole e partecipe della propria arte.
Due sono le fasi di attività drammaturgica dell’autore irlandese da noi maggiormente approfondite: il periodo che precedette la creazione di Aspettando Godot, e cioè quello in cui il giovane Beckett si avvicinò per la prima volta al palcoscenico, ed il lasso di tempo che va dagli anni '60 agli anni '80. Furono questi infatti i momenti che realmente segnarono la vita e la carriera di Beckett, ma sono proprio questi i più trascurati dalla critica.
Quella da noi ripercorsa non è certamente la storia di un divo, né di un mito, ma di un uomo raccontato attraverso la propria arte.
Samuel Beckett è stato un autore che nella semplicità della quotidianità ha ritrovato l’essenziale strumento creativo, un Premio Nobel che ha fatto di tutto per non ostentare i propri successi e che ne è stato quasi infastidito, uno scrittore che ha scelto, nei suoi ultimi anni, il silenzio come primaria forma d’espressione.

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INTRODUZIONE Samuel Beckett ha segnato un’epoca, e’ riuscito ad imporre e proporre la propria poetica anche ai piu’ tradizionalisti, ha rivoluzionato ogni schema ed indagato nel profondo dell’essere umano. La sua genialita’ ha dato luogo ad una serie interminabile di studi ed approfondimenti, il suo viso domina spesso, ancora oggi incontrastato, le copertine di riviste e rotocalchi d’arte e cultura, le sue opere sono sconosciute solo a pochi. Aspettando Godot e’ divenuta una frase ricorrente del parlare quotidiano ed il suo creatore e’ ormai considerato un mito. Nel corso degli anni l’Opera beckettiana e’ stata indagata fin nei minimi termini e numerosissime ne sono state le interpretazioni date dalla critica che ha riconoscuito nell’autore irlandese un punto di riferimento essenziale nell’ambito della storia teatrale, e letteraria in genere, novecentesca. E’ facile pero’, mitizzando, disumanizzare. E’ proprio quanto e’ accaduto a Beckett. Il timido ragazzo irlandese, troppo alto ed eccessivamente magro, in continuo contrasto con la famiglia e disilluso dall’amore, e’ stato totalmente dimenticato e risucchiato dalle elucubrazioni sorte attorno alle sue opere.

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Francesca Magini Contatta »

Composta da 165 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 10260 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.