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Innovazione tecnologica e organizzativa nel post-fordismo maturo. Il caso del World Class Manufacturing alla Fiat Auto

La presente tesi mira ad analizzare il tema dell’innovazione come caratteristica essenziale e fondamentale delle moderne economie capitalistiche le quali, per sopravvivere in un quadro di crescente competitività globale, hanno di volta in volta adottato modelli produttivi differenti, più congeniali alle loro caratteristiche istituzionali, sociali ed economiche. Lo studio parte dalla considerazione che le organizzazioni sono prima di tutto entità sociali più che economico-produttive e dalle quali discende l’idea che l’innovazione è innanzitutto frutto della genialità delle persone, delle loro conoscenze e delle loro esperienze. E’ questo mix di elementi che fa di una persona un innovatore, come a loro volta lo sono stati Frederick Winslow Taylor, Henry Ford e Taiichi Ohno.
Per comprendere in che senso l’innovazione così intesa si inserisce nel quadro dei nuovi modelli produttivi definiti post-fordisti, nell’elaborato viene esaminato l’excursus storico dal quale essi nascono, il terreno fertile da cui la produzione, in particolar modo quella automobilistica, ha iniziato il suo corso e dalla quale questi modelli dichiarano di discostarsi più o meno radicalmente. Si approfondiscono, dunque, il modello artigianale in contrapposizione a quello della produzione di massa, caratterizzanti rispettivamente il periodo pre-industriale e industriale diffuso. Si passa così ai principi tayloristici che sono alla base della rivoluzione scientifica del lavoro per concludere con la presentazione delle risposte post-fordiste, ovvero dei modelli “flessibili” e “snelli”, in netta contrapposizione con la standardizzazione e la produzione dei grandi volumi. Si tratta in particolar modo del modello toyotista che, dall’altra parte del mondo rispetto al nuovo continente, sul finire degli anni Ottanta, stava rivoluzionando l’industria e portando alla ribalta un nuovo modo di produrre, quello del just in time, della qualità totale e del miglioramento continuo.
La tesi, nella sua parte finale, vede il risvolto pratico delle considerazioni fatte precedentemente e passa ad esaminare il modello del World Class Manufacturing (Wcm) alla Fiat Auto: l’ultima evoluzione, di concezione giapponese, di una serie di rinnovamenti, di processo e di prodotto, che ha interessato la casa torinese negli ultimi trent’anni. Passando dalla fase dell’alta automazione e attraverso quella della fabbrica integrata, la Fiat è stata infatti investita dal susseguirsi di crisi cicliche e di scontri tra vecchi e nuovi schemi organizzativi.
Si procede con la rassegna degli obiettivi e degli strumenti del modello in questione, fino ad approdare ai risultati ottenuti ai giorni nostri. La ricerca si conclude dunque, con l’analisi cruciale delle implicazioni che il modello Wcm ha prodotto, e continua a produrre, sul nostro sistema di relazioni industriali. Una trattazione del tutto attuale, sui differenti punti di vista, quello aziendale, quello politico-sindacale e quello tecnico-giuridico per meglio comprendere la portata dell’intera vicenda e poter formulare alcune ipotesi circa l’effettiva efficacia del modello prescelto dal management Fiat.

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INTRODUZIONE __________________________________________________________________ 3 | P a g i n a Introduzione “L‟innovazione è ciò che distingue un leader da un follower” (cit. Steve Jobs) Il post-fordismo è stato caratterizzato dal susseguirsi di trasformazioni socio-economiche al centro dei dibattiti moderni sugli assetti economico- produttivi. Ha investito appieno i paesi industriali avanzati a cavallo tra la fine degli anni Settanta e gli anni Ottanta e il passaggio dal fordismo ai successivi paradigmi ha interessato non soltanto aspetti meramente economici, ma anche tecnici e soprattutto sociali. Meglio ancora sarebbe parlare di relazioni sociali, visti i mutamenti che concernono le condizioni di lavoro, i cambiamenti organizzativi adottati dalle imprese e la riorganizzazione dei rapporti sindacali. In questo elaborato si cercherà di fornire una visione dell’innovazione come caratteristica essenziale e fondamentale delle moderne economie capitalistiche le quali, per sopravvivere in un quadro di crescente competitività globale, hanno di volta in volta adottato modelli produttivi differenti, più congeniali alle loro caratteristiche istituzionali, sociali ed economiche. L’analisi dei processi innovativi, soprattutto negli ultimi anni, è una delle aree che è stata maggiormente studiata non solo dagli economisti dunque, ma anche da studiosi delle organizzazioni, giuristi e tecnologi, solo per citarne alcuni. Alla base di tutto ciò vi è la constatazione che le organizzazioni sono prima di tutto entità sociali più che economico-produttive e dalle quali discende l’idea che l’innovazione è innanzitutto frutto della genialità delle persone, delle loro conoscenze e delle loro esperienze. E’ questo mix di elementi che fa di una persona un innovatore, come a loro volta lo sono stati Frederick Winslow Taylor, Henry Ford e Taiichi Ohno. Il presente studio nasce pertanto dall’interesse di approfondire la conoscenza dell’innovazione, dei suoi aspetti tecnici e sociali oltre le implicazioni

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Alessandra Argento Contatta »

Composta da 179 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3714 click dal 11/10/2012.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.