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Fusioni e Acquisizioni: il caso Intesa Sanpaolo.

La tesi tratta l’argomento delle fusioni e acquisizioni, con riferimento al caso Intesa Sanpaolo. L’obiettivo è quello di esaminare le fusioni e acquisizioni secondo la logica della creazione di valore, verificando, con il supporto di un’ampia letteratura, l’ipotesi secondo cui gli elementi che più influenzano il successo a lungo termine delle M&A siano le motivazioni alla base di tali operazioni, assieme a determinati fattori e strategie nella conduzione del processo. Il caso aziendale riportato tratta la fusione tra le banche Intesa e Sanpaolo IMI, esaminando performance e risultati nel periodo pre-fusione e confrontandoli con quelli post-fusione. L'analisi include considerazioni sia dal punto di vista degli aspetti più tecnici, come l'integrazione dei sistemi informativi, sia elementi correlati al fattore umano e all'impatto sulla clientela. Completano il caso aziendale una swot analysis e l'elaborazione di un set di CSFs sulla base di quanto esaminato e dedotto.

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6 Introduzione La consapevolezza odierna è quella di vivere in un mondo fortemente interconnesso, in cui lo spazio del commercio globale include la quasi totalità dei paesi del mondo. Questo comporta una crescita continua delle grandi imprese multinazionali, un aumento dei flussi di investimento esteri assieme ad un mercato finanziario che è diventato oramai globale. Le imprese sono sempre più alla ricerca di profitti e vantaggi calcolabili su scala mondiale, attraverso la presenza e l’espansione delle proprie attività in più mercati o paesi. In questo contesto, le operazioni di fusione e acquisizione rappresentano uno dei modi più efficaci, e allo stesso tempo rischiosi, per trasferire risorse e creare nuova ricchezza. In caso di successo, l’impresa consegue maggiori profitti, aumenta la quota di mercato posseduta ed espande il proprio business. Le M&A, infatti, consentono una crescita molto più rapida di quella interna, ma presentano un notevole fattore di rischio. Si è calcolato che circa la metà di tutte le fusioni avvenute ad oggi siano state un fallimento o non abbiano prodotto i vantaggi sperati. Già alla fine degli anni ottanta si parlava di ‘sindrome da acquisizione’, con particolare riferimento alle insoddisfazioni dei team di manager e CEOs dopo i processi di M&A 1 . Inoltre, la maggior parte delle operazioni di fusione e acquisizione ha portato perdite significative per gli azionisti della compagnia acquirente 2 , soprattutto dalla fine degli anni novanta. Perella, Vice-Chairman di Morgan Stanley, ha dichiarato che: ‘…mergers and acquisitions transactions are opportunities that bear some considerable risk’. Appare quindi evidente che si tratti di operazioni di innovazione e di forte impatto sull’economia domestica e globale, che potrebbero e dovrebbero originare vantaggi per entrambe le imprese coinvolte. Tuttavia, le difficoltà sono notevoli. Il problema principale risiede nella determinazione di costi e benefici, e nella valutazione 1 MARKS-MIRVIS, cit. in ROCK M.L. (1990), Fusioni e Acquisizioni. Aspetti strategici, finanziari ed organizzativi, McGraw-Hill, Milano, p. 19. 2 WESTON J.F., WEAVER S.C. (2001), Mergers and Acquisitions, McGraw-Hill, New-York, p. 7.

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Economia

Autore: Stefania Ronga Contatta »

Composta da 240 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.