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The Mourning Garment: Robert Greene agli albori del romanzo moderno

Col mio lavoro ho voluto analizzare la figura del poco studiato drammaturgo inglese Robert Greene e come si sia sviluppata la sua poetica nel contesto storico, culturale e religioso della Londra Elisabettiana. Nel primo capitolo è stato illustrato il quadro di riferimento generale, la figura dei mecenati, la spaccatura tra due correnti di studiosi e letterati e la conseguente crisi della narrativa del cinquecento che ha portato il nostro Greene a situarsi nel mezzo. Nel secondo capitolo è stato analizzato precisamente il clima nel quale nasce The Mourning Garment, la polemica tra Greene e Johnn Florio fino ad arrivare a un'analisi dettagliata del romanzo di cui non esiste una traduzione italiana.

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7 Capitolo I Robert Greene e il suo tempo 1.1 Il tempo di Elisabetta, tratti generali Vissuto nel bel mezzo del regno di Elisabetta I, Robert Greene è stato un intellettuale tra i più importanti del XVI secolo, nonostante i posteri non l’abbiano considerato come tale e non gli abbiano conferito il prestigio che meritava. Insieme a Lodge e Peele, Marlowe e Nashe, ritenuti i “men of letters” della seconda metà del 1500, fu tra quella cerchia di intellettuali pregni di spirito delle Università britanniche che fecero dello scrivere la loro professione, un’attività che di certo non portò benessere nelle loro vite. Il periodo elisabettiano (1558-1603) fu costellato da grande splendore e benessere, derivato in buona misura dall’acume politico di Elisabetta I che, in un tempo in cui l’Europa era dilaniata dalle guerre religiose, vide nella pace tra le varie confessioni la base per una maggiore e più duratura armonia sociale e dunque per la stabilità politica. Il progresso economico e commerciale insieme alla fioritura dell’arte e della cultura, ci fanno definire questo periodo come Rinascimento Inglese. Elisabetta I prese le redini del regno alla morte di Maria Tudor, la quale, a causa della sanguinaria persecuzione dei protestanti, aveva assunto il soprannome di Bloody Mary. Elisabetta si trovò subito ad affrontare i gravi problemi religiosi che affliggevano il paese sin dal periodo del padre Enrico VIII, un tempo grande “difensore della fede” cattolica e poi artefice dell’Atto di supremazia col quale poneva il sovrano a capo della Chiesa inglese. Per prima cosa Elisabetta prese le distanze dalla rigidità cattolica propria della sorellastra Maria, e, sebbene fosse di fede protestante, decise di mantenere un atteggiamento fondamentalmente tollerante verso i cattolici, per quanto in Europa il suo regno fosse fortemente avversato dalle potenze cattoliche e dal Papa. Forse per raggiungere la pace sociale volle un'Inghilterra sostanzialmente calvinista dal punto di vista dottrinale con concessioni organizzative al cattolicesimo e al protestantesimo. In altri termini, lo spirito della “nuova” religione anglicana sarebbe stato il calvinismo (e cioè l'attivismo:

Laurea liv.I

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere

Autore: Ilaria Diana Contatta »

Composta da 46 pagine.

 

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