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Instabilità e crisi finanziaria: il caso dell'Irlanda

Informazioni tesi

  Autore: Marco Ferrando
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Scienze della Comunicazione
  Corso: comunicazione multimediale e di massa
  Relatore: Lino Sau
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 257

La tesi esamina la crisi finanziaria in Irlanda avvenuta dal 2008. La prima parte passa in rassegna le teorie di due studiosi che si erano concentrati su queste tematiche, Irving Fisher e Hyman Minsky. Segue un capitolo in cui si descrive il boom economico irlandese tra il 1987 e il 2001, che prese il nome di Tigre Celtica. Infine si da conto degli squilibri accumulatisi negli anni precedenti alla crisi, di come essa sia scoppiata e dei provvedimenti messi in atto per arginarla. L'apparato teorico di Minsky si dimostra adatto a spiegare anche questa crisi, e parecchie di quelle che in questi anni stanno investendo il sistema capitalista occidentale.

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1. Introduzione “[...] a complex financial system is indeed inherently flawed: in absence of adequate economic policy, booms and busts phenomena in financial markets fuelled by credit booms and busts may generate endogenous instability and systemic crisis” (Sau, 2009, p. 22). Questo scritto attinge ai propri fondamenti teorici dall'opera di due economisti che in vita non hanno probabilmente ottenuto i riconoscimenti che avrebbero meritato. Irving Fisher fu un protagonista del suo tempo, ma la valutazione errata della imminente crisi nel 1929 lo fece diventare inviso a buona parte della comunità accademica. Similmente, svariate delle tesi di un altro economista americano, Hyman Philip Minsky, sono state a lungo tenute da parte dal dibattito economico e politico statunitense, trovando in alcuni casi maggiore fortuna altrove – ad esempio nel Regno Unito. Lunghi periodi di stabilità, che si sono alternati nella seconda metà del secolo scorso a crisi finanziarie di portata minore, hanno contribuito a lasciare che la riflessione sui comportamenti del ciclo economico non ricevesse quell'attenzione che forse, proprio nei momenti di calma, essa merita, per non farsi cogliere alla sprovvista nelle emergenze. A Minsky toccò in sorte di morire pochi anni prima che le sue tesi venissero confermate dalla realtà, nel 1996. Le prime avvisaglie dei problemi finanziari odierni furono le crisi delle Tigri Asiatiche, a partire dal 1998 1 ; in questo caso gli scritti degli studiosi del ciclo economico erano stati riesumati una prima volta, alla ricerca di spiegazioni e contromisure convincenti da adottare 2 ; ma in concreto in pochi, nel mondo occidentale, diedero a queste crisi la rilevanza che meritavano, ritenendole fenomeni lontani, casuali e passeggeri. Esse erano invece l'avanguardia della tempesta finanziaria che si sarebbe poi estesa su scala globale, a partire dalla crisi dei mutui subprime negli USA nel 2007, con gli 1 A quello stesso anno risale la definizione di Minsky moment a proposito della crisi del debito russa, per indicare una situazione che rientrava nella teorià minskyiana dell'instabilità finanziaria; la definizione venne ripresa sul Wall Street Journal da Lahart (2007). 2 Le crisi asiatiche vennero gestite dal Fondo Monetario Internazionale con una serie di scelte molto criticate da molteplici direzioni, in quanto imponevano misure rigorose che secondo molti hanno allungato piuttosto che ridotto la durata delle recessioni. 5

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