Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Il ruolo delle Organizzazioni Internazionali nella disgregazione della Jugoslavia: genesi, sviluppo e legittimità dell'intervento Nato in Kosovo.

La Jugoslavia è un «ingovernabile miscuglio di due alfabeti, tre religioni, quattro lingue, cinque nazionalità, sei repubbliche costituenti». Il presente lavoro nasce dall’idea di studiare a fondo le cause e lo sviluppo di una stagione che ha sconvolto, in tempi a noi così vicini, il cuore di un’Europa che muoveva i primi passi al di fuori dell’equilibrio bipolare e le cui cicatrici risultavano ancora ben visibili per chiunque, come il sottoscritto, attraversasse quei luoghi come semplice turista nei primi anni del nuovo secolo. L’attenzione sarà rivolta al ruolo delle Organizzazioni Internazionali nel processo disgregativo della Jugoslavia ed in particolare a quella parte dei conflitti che ha creato maggiori controversie a livello internazionale, ovvero l’intervento della Nato in Kosovo del 1999. Nel dettaglio gli interrogativi a cui questo lavoro cercherà di dare risposta sono i seguenti: vi sono elementi, all’interno dei principi e della consuetudine del diritto internazionale, che possano garantire legittimazione ai modi e ai termini in cui la Nato ha posto in essere l’intervento militare in Kosovo? Può la motivazione «umanitaria» legittimare a priori un’azione armata unilaterale, da parte di un insieme di nazioni, in caso di inerzia delle istituzioni preposte al mantenimento della pace?

Mostra/Nascondi contenuto.
4 INTRODUZIONE La Jugoslavia è un «ingovernabile miscuglio di due alfabeti, tre religioni, quattro lingue, cinque nazionalità, sei repubbliche costituenti». La frase, attribuita allo storico jugoslavo Matja Duric (Neglie, 2002), descrive perfettamente la realtà dello Stato nato sulle macerie dei conflitti del novecento in quella regione, i Balcani, che s’è guadagnata il triste appellativo di «polveriera d’Europa». Una polveriera che non ha esitato a riesplodere nell’ultima decade del ventesimo secolo, non appena il venir meno della morsa unificante del regime di Tito ha scoperchiato le tensioni di una società pesantemente attraversata da antiche rivalità, consolidati rancori e potenti pulsioni nazionaliste mai del tutto sopite durante il mezzo secolo di «tregua» imposta dalla Repubblica Socialista Federale (1) . I conflitti del periodo 1991-1999 hanno visto la partecipazione di una molteplicità di attori di cui, ancora oggi, risulta difficile tracciare contorni esatti: i governi delle Repubbliche Federate, i rappresentanti delle maggioranze e minoranze etniche al loro interno, i comandanti degli eserciti, organizzazioni non governative di varia natura, formazioni paramilitari, criminalità organizzate, senza dimenticare le due principali Organizzazioni Internazionali coinvolte, ovvero l’Onu e la Nato. E’ questo inestricabile groviglio che, spesso, ha reso difficile la piena comprensione degli avvenimenti e ha messo seriamente in difficoltà (e in pericolo) gli uomini intervenuti sul campo. Il presente lavoro nasce dall’idea di studiare a fondo le cause e lo sviluppo di una stagione che ha sconvolto, in tempi a noi così vicini, il cuore di un’Europa che muoveva i primi passi al di fuori dell’equilibrio bipolare e le cui cicatrici risultavano ancora ben visibili per chiunque, come il sottoscritto, attraversasse quei luoghi come semplice turista nei primi anni del nuovo secolo. L’attenzione sarà rivolta al ruolo delle Organizzazioni (1) Nel novembre del 1945, a seguito del referendum che abolisce la monarchia, nasce sotto la guida di Tito la Repubblica Federativa Popolare di Jugoslavia, rinominata Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia nel 1963.

Laurea liv.I

Facoltà: Sociologia

Autore: Emiliano Bonatti Contatta »

Composta da 40 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 4299 click dal 23/10/2012.

 

Consultata integralmente 3 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.