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“Fuoco Amico” di A.B. Yehoshua nella critica israeliana

Questa tesi si propone di analizzare la reazione suscitata dal romanzo "Fuoco Amico" di A. B. Yehoshua nel panorama della critica letteraria israeliana e la ricezione, al suo interno, dei temi affrontati dall'autore, anche in relazione alla sua
modalità di presentarli.
L'analisi sarà divisa in cinque capitoli: nel primo, ad un breve riassunto del romanzo seguiranno un'analisi della struttura del libro e alcune considerazioni generali sulle tematiche affrontate.
Il secondo sarà dedicato al tema dell'antisemitismo e alla simbologia legata agli spiriti urlanti nel grattacielo Pinsker, di cui si parla nel romanzo.
Il terzo capitolo sarà consacrato al tema religioso e al modo in cui viene proposto nel romanzo; il quarto affronterà la simbologia del viaggio e le sue implicazioni, mentre il quinto ed ultimo capitolo proporrà un'analisi della lingua ebraica utilizzata da Yehoshua.

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Introduzione Abraham B. Yehoshua è nato a Gerusalemme nel 1936 da una famiglia che, in linea paterna, vi risiedeva da cinque generazioni (la madre era invece emigrata dal Marocco). Ha frequentato il ginnasio Rehavia e ha poi studiato Filosofia e Letteratura ebraica presso l'Università Ebraica di Gerusalemme. Ha vissuto e insegnato a Parigi dal 1963 al 1967. Dal 1972 insegna Letteratura comparata all'Università di Haifa e ha insegnato, come professore esterno, presso le Università di Harvard, di Chicago e di Princeton. Ha anche vinto numerosi premi letterari tra cui il prestigioso Premio Israele. Nella sua prima raccolta di racconti, La morte del vecchio, pubblicata nel 1962, si nota una tendenza al surrealismo e una ricca simbologia che, sullo stile di Agnon, permettono di suddividere ogni racconto in più strati. I racconti successivi saranno più tendenti al realismo così come i romanzi, sebbene siano spesso presenti delle situazioni paradossali, estreme, ai limiti della credibilità. Yehoshua ha sperimentato molte forme espressive; per esempio in L'amante (1977) la storia è raccontata alternativamente dai vari personaggi mostrando i diversi punti di vista; anche Un divorzio tardivo (1982) è raccontato a più voci ma c'è sullo sfondo un narratore nascosto. Il signor Mani (1990) presenta invece cinque conversazioni costruite con la tecnica del dialogo mancante (un dialogo in cui una delle due voci non è riportata), in cui il lettore segue, a ritroso, lo sviluppo della lingua ebraica. La sposa liberata (2001) «è un romanzo che presenta cambiamenti di io narrante e di punto d'osservazione, nel quale si alternano due voci, una parlante ebraico e una arabo, e che oltre alla trama principale contiene altre narrazioni secondarie» 1 e ne Il responsabile delle risorse umane (2004) la narrazione è più volte interrotta dall'intervento esterno di un “coro”, dalle voci degli “spettatori”. Per quanto riguarda Fuoco Amico (2006) ci troviamo di fronte a un “duetto” (come da sottotitolo) ed ecco che i capitoli sono dedicati alternativamente a due protagonisti mentre la voce narrante è la stessa. Si è scelto, in questa sede, di analizzare la reazione suscitata da questo romanzo nel panorama della critica letteraria israeliana e la ricezione, al suo interno, dei temi affrontati dall'autore, in relazione anche alla sua modalità di presentarli. L'analisi sarà divisa in cinque capitoli: nel primo, ad un breve riassunto del romanzo 5

Laurea liv.I

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere

Autore: Chiara Camarda Contatta »

Composta da 36 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 275 click dal 29/10/2012.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.