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''Y todo era burla y mentira''; la magia di Celestina tra Fernando de Rojas e Feliciano de Silva

Obiettivo precipuo del presente lavoro è indagare la questione della magia ne La Celestina di Fernando de Rojas (1499-1502), al fine di stabilire se il finale tragico sia dovuto all’intervento della magia nera, portatrice di punizione divina, o semplicemente ad errori commessi dai personaggi, puniti per i loro peccati dal codice etico immanente al testo. Ancora, la riflessione si concentra sull’azione del diavolo nella trama e, quindi, sul vero significato della frase di Pármeno “y todo era burla y mentira”.
Il secondo obiettivo è l’esplorazione del cambiamento di Celestina nella Segunda Comedia de Celestina di Feliciano de Silva (1534). La ricerca si estende al perché la maga e ruffiana finisca per limitare le sue attività al secondo dei mestieri (abbandonando gli artifici magici), nonché alla motivazione del suo avvicinamento alla religione, con la definitiva acquisizione di consapevolezza in Celestina del fatto che il demonio si è beffato di lei.

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2 Introduzione La prima parte del presente lavoro è incentrata sulla ricostruzione del percorso evolutivo compiuto dalla magia nella letteratura, dalle origini ai Secoli d’Oro, per poi focalizzarsi sull’opera di Fernando de Rojas, La Celestina. Comedia o Tragicomedia de Calisto y Melibea composta tra la fine del Medioevo e l’inizio del Cinquecento e sul ruolo consistente svolto in essa dalla magia. Ci si è soffermati poi sulla figura della hechicera e alcahueta Celestina, ampliando la riflessione anche alla tradizione europea. È stato possibile avvalersi di una ricca bibliografia per spiegare il ruolo di Celestina e della philocaptio (magia che consiste nel fare innamorare qualcuno) e capire se il finale tragico dei personaggi è dovuto all’intervento della magia nera portatrice di punizione divina o semplicemente agli errori commessi dai protagonisti che vengono puniti per i loro peccati. La riflessione si concentra anche sull’azione del diavolo nella trama e quindi sul vero significato della frase di Pármeno “y todo era burla y mentira”. Nell’ultimo capitolo si è analizzata la Segunda Comedia de Celestina, continuazione dell’opera di Rojas, scritta da Feliciano de Silva e di poco posteriore alla prima. Per l’analisi di quest’opera non è stato possibile consultare un’amplia bibliografia, in quanto i contributi critici prodotti sono veramente esigui. Celestina è viva e dopo essersi rifugiata da un arcidiacono, finge la sua resurrezione dagli Inferi e ritorna nel luogo dove sono morti Calisto e Melibea. Silva presenta una Celestina vicina alla fede cristiana e che non vuole più utilizzare la magia per fare da tercera ai due nuovi amanti Felides e Polandria. L’attenzione, quindi, si è concentrata sul passaggio di Celestina da hechicera ed alcahueta a solo alcahueta, sulla veridicità della sua conversione e sulla raggiunta consapevolezza che la hechicería è sempre distruttiva. Avrà capito il significato della frase di Pármeno? Celestina è giunta alla conclusione che Plúton si è solo preso gioco di lei? Nel presente lavoro si tenterà di fornire parziale risposta a queste domande, focalizzandosi sull’involuzione di Celestina dal punto di viste delle arti magiche da Rojas a Silva.

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Ornella Nolfe Contatta »

Composta da 66 pagine.

 

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