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La comunicazione web dei musei di arte contemporanea

Obiettivo della presente tesi è quello di cercare di analizzare e comprendere in quali modi essi dialogano con il mondo esterno, studiandone in particolare l’attuale comunicazione telematica.
L'analisi partirà dalla comunicazione web tradizionale, ossia quella affidata ai siti internet ufficiali dei vari musei: si ripercorreranno gli inizi del rapporto tra mondo museale e universo della Rete, e si osserverà il modo in cui esso ha continuato a svilupparsi fino ad arrivare al giorno d'oggi, in cui praticamente tutti i musei del mondo dispongono ormai di un proprio spazio caratterizzante che, ben lungi dall'essere solo una sorta di biglietto da visita online, è sempre più venuto ad assumere notevole importanza. Poter contare su un sito web efficace e ricco è infatti, per i musei, un elemento indispensabile per diversi aspetti quali il guadagnare visibilità, il farsi conoscere da un pubblico potenzialmente globale e il poter comunicare in modo continuo e davvero interattivo con tutte le persone interessate alle loro attività.

Successivamente si studierà la relazione, ancora piuttosto giovane "anagraficamente" ma già ricca di interessanti spunti di analisi, tra i musei di arte contemporanea e il Web 2.0, concentrandosi in particolare sulle ragioni che spingono un numero sempre maggiore di istituzioni museali e centri espositivi ad approfondire la conoscenza e utilizzare attivamente tecnologie quali, ad esempio, Facebook, Twitter o YouTube. Tutte queste piattaforme stanno infatti dimostrando ampiamente di poter essere strumenti preziosissimi nell'affiancamento e nel potenziamento della comunicazione telematica dei musei, essendo in grado di fornire loro nuove possibilità di promozione delle proprie attività e, soprattutto, di contatto diretto con il pubblico. Il capitolo finale sarà invece interamente dedicato al rapporto dei musei e dei centri espositivi di arte contemporanea torinesi con il Web. Attraverso interviste dirette ai responsabili della comunicazione delle tre principali realtà cittadine (Castello di Rivoli, GAM e Fondazione Merz) si cercherà di comprendere meglio quali sono, a loro giudizio, le principali opportunità e i rischi insiti nell'utilizzo del web tradizionale e delle tecnologie di ultimissima generazione da parte dei musei, riflessione fondamentale per poter affrontare l'argomento e allargare l'analisi anche da un punto di vista "interno".

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1 INTRODUZIONE I MUSEI CONTEMPORANEI. DA SEPOLCRI DELL'ARTE A CATTEDRALI DELLA POSTMODERNITA'. In un saggio del 1955 1 , il filosofo e sociologo tedesco Theodor Adorno rifletteva sulla assonanza tra museo e mausoleo, sostenendo che tra i due termini esistesse una somiglianza non solamente a livello fonetico ma anche, e soprattutto, in termini di ruolo, e arrivando a definire i musei come dei veri e propri sepolcri delle opere d'arte. Posizioni piuttosto simili sono peraltro riscontrabili in altri pensatori di primissimo piano: secondo Hans-Georg Gadamer il museo determina una separazione assoluta dell'arte dalla vita 2 , Heidegger allargava la critica al concetto stesso di collezione, a suo giudizio responsabile di un allontanamento delle opere dal loro reale mondo 3 , mentre l'esistenzialista francese Maurice Merleau-Ponty arrivava a definire le istituzioni museali come delle lugubri necropoli, davvero ben lontane dal poter essere considerate come i luoghi ideali per l'arte 4 . Da tutte queste considerazioni emergeva così un'immagine dei musei piuttosto negativa: quelli che sarebbero dovuti essere i templi della 1 Theodor Adorno, “Valery Proust Museum”, 1955 in Prismen, traduzione italiana “Valery, Proust e il museo”, in Prismi – Saggi sulla critica della cultura, Giulio Einaudi Editore, Torino 1972 2 Hans Georg Gadamer, “Verità e Metodo”, Bompiani Editore, Milano 2001 3 Martin Heidegger "L'origine dell'opera d'arte", Edizioni Marinotti, Milano 2000 4 Maurice Merleau-Ponty, ”Il linguaggio indiretto e le voci del silenzio”, in Segni, Net Libri, 2003

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Stefano Bosellli Contatta »

Composta da 189 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.