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La formazione del prezzo nel Commercio Equo e Solidale

Questo lavoro si pone come obiettivo il confronto tra le due filiere di commercio principali: la filiera tradizionale e quella equo e solidale. Il confronto vuole far emergere le principali problematiche legate alla filiera tradizionale che hanno portato alla nascita del commercio equo e solidale.
Il focus sarà sulla formazione del prezzo nelle due filiere confrontate.
Lo scritto è strutturato in tre parti; la prima parte sarà dedicata alla teoria dei mercati e andrà ad analizzare i principali tipi di mercato.
La seconda parte sarà dedicata interamente alla nascita, agli obiettivi e alle caratteristiche del commercio equo e solidale.
La terza e ultima parte approfondirà quanto detto nel secondo capitolo mostrando nel dettaglio cosa accade nel commercio del caffè.

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3 Introduzione Questo lavoro si pone come obiettivo il confronto tra le due filiere di commercio principali: la filiera tradizionale e quella equo e solidale. Il confronto vuole far emergere le principali problematiche legate alla filiera tradizionale che hanno portato alla nascita del commercio equo e solidale. Lo scritto è strutturato in tre parti; la prima parte sarà dedicata alla teoria dei mercati e andrà ad analizzare i principali tipi di mercato: prima vedremo il regime di concorrenza perfetta, in cui sono presenti molteplici operatori, i prezzi sono indipendenti dalle scelte dei produttori poiché vengono a formarsi dall’incontro tra la domanda e l’offerta, in cui non ci sono barriere all’entrata e l’informazione è perfetta; faremo distinzione tra breve e lungo periodo e, attraverso utili grafici andremo a vedere cosa accade quando cambiano i livelli di reddito, i prezzi, la domanda e l’offerta. Successivamente analizzeremo cosa accade in un mercato con un regime di monopolio, che è la situazione diametralmente opposta, in cui è presente un unico produttore che impone il prezzo e limita la scelta del consumatore, in cui l’ingresso di altre aziende è reso difficile dalle forti barriere all’ingresso (brevetti, licenze, investimenti iniziali ingenti); vedremo che esistono molteplici tipologie di monopolio: legale, quando è istituito dallo Stato per rendere più efficiente il mercato; naturale, quando, per motivi tecnici, la produzione di un certo bene può essere gestita da un solo produttore; infine, i monopoli di fatto, che derivano dal possesso, da parte di un unico produttore, di un determinato bene. Dopo aver analizzato le due forme estreme di mercato, vedremo una forma intermedia: l’oligopolio, che è un regime caratterizzato dalla presenza di poche imprese che si dividono il mercato, (se le imprese sono solo due, si parla di duopolio), in cui esistono forti barriere all’ingresso (di natura tecnologica o strategiche) e in cui la caratteristica principale è il comportamento strategico delle imprese. La prima parte termina con un breve confronto tra le varie tipologie di mercato, sul diverso livello di benessere sociale che esse assicurano e una breve introduzione ai motivi della nascita del commercio equo e solidale. La seconda parte sarà dedicata interamente alla nascita, agli obiettivi e alle caratteristiche del commercio equo e solidale. Partiremo dalla definizione di commercio equo adottata a livello internazionale, alla quale si è giunti dopo varie modifiche, e vedremo, nello specifico, la definizione riportata nella Carta italiana dei criteri del commercio equo e solidale. Analizzeremo poi, attraverso varie tabelle come si comportano gli operatori delle organizzazioni verso i produttori, i consumatori e le istituzioni e approfondiremo, nel secondo

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Chiara Soldo Contatta »

Composta da 33 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.