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Lo sport: mezzo privilegiato nell'integrazione sociale del diversamente abile. Un'indagine esplorativa

Il presente lavoro di tesi nasce da un’esperienza personale ed ha lo scopo di approfondire i benefici fisici e relazionali che l’attività sportiva può avere per le persone diversamente abili. Il lavoro è composto da quattro capitoli: i primi tre approfondiscono il tema dello sport e della disabilità, nonché dell’integrazione del disabile, sia dal punto di vista storico-legislativo che sociale; l’ultimo capitolo invece è dedicata all’analisi dell’indagine esplorativa condotta sul tema dell’integrazione del disabile attraverso lo sport.
In particolare nel primo capitolo è affrontato il tema dello sport, dalle origini del termine fino alla nascita dello sport moderno, senza dimenticare il ruolo sociale che ha assunto oggi lo sport, fenomeno massivo e sempre più complesso.
Il secondo capitolo è invece dedicato al concetto di disabilità, e ne descrive l’evoluzione nel tempo, partendo dall’accezione negativa assunta dal termine in passato, fino alla “rivoluzione” dell’ ICF e del paradigma bio-psico-sociale.
Il capitolo tre mostra come nel tempo si sia evoluto il concetto di integrazione, e come esso sia legato al processo di costruzione identitaria. Inoltre il capitolo evidenzia, attraverso l’analisi di diverse teorie, l’importanza che assume lo sport nel processo d’integrazione sociale di una persona, soprattutto se disabile.
Per quanto riguarda l’indagine essa è stata condotta tramite la somministrazione di un questionario, ad un campione di disabili che praticano regolarmente sport. Tale indagine, a carattere esplorativo, nasce dall’esperienza personale, e vuole dimostrare, anche se limitatamente al campione scelto, l’esistenza di un riscontro pratico delle teorie esposte. L’ultimo capitolo è stato dunque dedicato alla descrizione dell’indagine e all’analisi dei dati raccolti. Tali dati mostrano che esistono, in effetti, riscontri pratici delle teorie esposte, cioè l’analisi conferma che lo sport può a tutti gli effetti considerarsi mezzo d’integrazione della persona diversamente abile.

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~ 6 ~ Introduzione Nel corso del XX secolo ha acquisito sempre più importanza il tema del movimento, infatti, numerosi studi hanno dimostrato come il movimento sia una caratteristica peculiare dell’essere umano, parte integrante della vita stessa. Pensiamo semplicemente al ruolo fondamentale che ha il movimento già all’inizio della vita: è con il corpo che il neonato percepisce, apprende e comprende; il corpo è lo strumento attraverso il quale il bambino si riconosce e si relaziona agli altri, entrando in contatto con un orizzonte di vita e di senso sempre più ampio. Si può quindi affermare che il movimento è la manifestazione principale dell’essere umano e dei suoi processi vitali. Diverse e numerose sono le teorie che pongono il corpo e il movimento alla base dello sviluppo umano. Piaget, Bruner, Gesell, hanno ampiamente dimostrato come l’azione motoria sia fondamentale per lo sviluppo intellettivo e cognitivo del bambino, nonché per lo sviluppo della sua personalità; Wallon, descrive l’uomo come unità biologica in cui il corpo rappresenta un mezzo di relazione con il mondo e con gli altri; per Freud e Klein il corpo è manifestazione del sé e dunque la relazione col proprio corpo influisce sullo sviluppo dell’identità personale; Ajuriaguerra, ritiene il movimento un linguaggio relazionale, utile nei rapporti con l’ambiente e con gli altri. Si palesa quindi l’importante ruolo che il movimento assume nella vita dell’uomo, un ruolo che è in un certo senso “determinato geneticamente” in quanto l’evoluzione dell’individuo è globalmente influenzata dai movimenti che esso è in grado di attuare. Forma particolare di movimento è lo sport. Esso ha da sempre assunto un ruolo di spicco nella società umana, dalle lotte nelle arene dell’Antica Grecia alle moderne gare delle nostre Olimpiadi. Lo sport però, in quanto attività antica e socialmente organizzata, si presenta come un fenomeno complesso, e dunque problematico.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Rita Fusco Contatta »

Composta da 95 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.