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Comunicazione e disabilità. La pratica motoria come strumento di relazione

Informazioni tesi

  Autore: Francesca Monaco
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Salerno
  Facoltà: Scienze della Formazione
  Corso: LM-68 - Scienze e tecniche dello sport
  Relatore: Emiliana Mangone
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 92

In questi anni è cresciuta in me l’esigenza di soffermarmi sui benefici fisici, umani e relazionali che lo sport porta a questi ragazzi: la citazione di Gandhi, sopra riportata sposa perfettamente l’idea che voglio trasmettere dello sport praticato dai ragazzi diversamente abili.
Partendo da queste riflessioni maturate, ho pensato che l’elaborato finale potesse essere un’occasione per dimostrare nel concreto quello che da sempre è un mio pensiero: i ragazzi disabili possono trarre beneficio dallo sport, in quanto possono avere miglioramenti sia sulla comunicazione che sulla socializzazione.
L’obiettivo che ha accompagnato il mio lavoro è stato quello di capire, veramente, il ruolo dello sport nella disabilità, in particolare indagando i benefici che esso comporta a livello psico-fisico.
L’elaborato è composto da alcuni capitoli introduttivi nettamente improntati sulla disabilità, sulla comunicazione, sulla socializzazione e sullo sport: argomenti centrali nel successivo lavoro di strutturare la ricerca presentata poi nell’ultimo capitolo.
In particolare nel primo capitolo viene descritto cos’è lo sport e quali sono le sue principali funzioni; dunque vengono descritte le funzioni di ‘aggregazione’, ‘socializzazione’ e ‘integrazione sociale’.
Quello che si evidenzia è che lo sport costituisce un linguaggio universale che supera le barriere linguistiche, culturali ed in qualche modo anche quelle sociali. Esso, favorendo l’instaurarsi di relazioni e stimolando la disciplina e il rispetto delle regole, svolge un ruolo insostituibile d’integrazione.
Inoltre viene palesato come lo sport assolva al compito di favorire lo sviluppo della personalità, del carattere, della socialità e di conseguenza dell’identità sportiva ma anche personale.
Il secondo capitolo affronta il tema della comunicazione, sia intesa come modalità attraverso cui si instaurano e si sviluppano le relazioni sociali sia come strumento per affermarsi ed esprimersi nel mondo.
Inoltre sarà chiarito cos’è la comunicazione empatica e l’importanza del ‘mettersi nei panni dell’altro’.
Si parlerà a tal proposito dell’esistenza di neuroni specchio; questi neuroni consentono di spiegare fisiologicamente la capacità di relazionarci con gli altri. È importante però sottolineare che la capacità empatica entra in azione solamente quando quell’emozione o quell’azione la si è già provata o compiuta in prima persona.
Oltre alla comunicazione si parlerà anche dell’importanza della socializzazione.
La socializzazione è un processo complesso di integrazione di un individuo in una società o in un gruppo.
Entrando a far parte di un’associazione sportiva o iniziando semplicemente a fare attività fisica, si viene in contatto con un insieme di norme, valori, modelli e ruoli che formano la persona sia come sportivo, sia come uomo. Con lo sport, infatti, si possono acquisire facilmente valori come: il rispetto degli altri, (compagni e avversari), il rispetto delle norme, la solidarietà, il senso dello sforzo, della disciplina e della vita di gruppo.
Inoltre, praticare sport porta alla conoscenza di nuove persone con cui spesso si istaurano rapporti di amicizia e non solo limitati al contesto sportivo, infatti, molti ragazzi, accompagnati spesso dai propri genitori, si incontrano dopo le attività sportive o in luoghi pubblici come pub, pizzeria e parco, o in case di uno del gruppo, anche solo per chiacchierare. Grazie a questo i ragazzi si sentono maggiormente parte di un gruppo e per questo aumenta il sentirsi accettato dall’altro e di conseguenza anche l’autostima.
Il terzo capitolo, affronta la storia dello sport per disabili ed analizza la concezione del disabile nel XXI secolo, oltre a chiarire la differenza tra i diversi tipi di disabilità.
Nell’ultimo paragrafo del capitolo si parlerà dell’ Adaptive Rowing, meglio conosciuto come canotaggio per disabili. La nascita dell’adaptive rowing è un ulteriore passo in avanti verso l’integrazione totale delle persone diversamente abili, una possibilità in più di provare le stesse emozioni che prova un canottiere normodotato nel sentire la velocità della barca in sincronia con il proprio sforzo e soprattutto la possibilità di godere un fiume, un lago e spesso il mare vogando.
Ma ancora di più l’adaptive rowing consente di aumentare la propria autostima, di sfogare tensioni e di introdursi in nuovi ambienti sociali dove si è tutti atleti e quindi tutti uguali, senza dimenticare tutti quei benefici fisici che la medicina da decenni riconosce allo sport.
Nel quarto ed ultimo capitolo sarà analizzata, con l’ausilio di grafici, i risultati dell’indagine svolta, il cui scopo è stato di dimostrare come lo sport sia importante per una persona disabile, soprattutto in relazione ai processi di comunicazione e socializzazione.

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5 INTRODUZIONE “La forza non deriva dalle capacità fisiche, ma da una volontà indomita.” M.T.Gandhi. L’idea di questo lavoro di tesi nasce da un’esperienza lavorativa che porto avanti da due anni come coordinatrice e operatrice di atletica leggera per disabili insieme con “Tutti a Scuola Onlus” e “l’Accademia del Remo e dello Sport”. In questi anni è cresciuta in me l’esigenza di soffermarmi sui benefici fisici, umani e relazionali che lo sport porta a questi ragazzi: la citazione di Gandhi, sopra riportata sposa perfettamente l’idea che voglio trasmettere dello sport praticato dai ragazzi diversamente abili. Partendo da queste riflessioni maturate, ho pensato che l’elaborato finale potesse essere un’occasione per dimostrare nel concreto quello che da sempre è un mio pensiero: i ragazzi disabili possono trarre beneficio dallo sport, in quanto possono avere miglioramenti sia sulla comunicazione che sulla socializzazione. L’obiettivo che ha accompagnato il mio lavoro è stato quello di capire, veramente, il ruolo dello sport nella disabilità, in particolare indagando i benefici che esso comporta a livello psico-fisico. L’elaborato è composto da alcuni capitoli introduttivi nettamente improntati sulla disabilità, sulla comunicazione, sulla socializzazione e sullo sport: argomenti centrali nel successivo lavoro di strutturare la ricerca presentata poi nell’ultimo capitolo. In particolare nel primo capitolo viene descritto cos’è lo sport e quali sono le sue principali funzioni; dunque vengono descritte le funzioni di ‘aggregazione’, ‘socializzazione’ e ‘integrazione sociale’. Quello che si evidenzia è che lo sport costituisce un linguaggio universale che supera le barriere linguistiche, culturali ed in qualche modo anche quelle sociali. Esso, favorendo l’instaurarsi di relazioni e stimolando la disciplina e il rispetto delle regole, svolge un ruolo insostituibile d’integrazione.

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