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Studio delle sindromi neurocomportamentali e delle asimmetrie posturali nel prematuro. Valutazione neuropsicomotoria e trattamento riabilitativo

Lo scopo di questo lavoro è stato quello di richiamare l’attenzione su due importanti conclusioni; il tentativo di individuazione delle sindromi neurocomportamentali non lesionali ha voluto perseguire una finalità non solo nosologica ma anche e soprattutto terapeutica. L’inquadramento sindromico ha consentito infatti una migliore evidenziazione delle problematiche neurocomportamentali ed una più precisa individuazione degli interventi da attuare nella presa in carico del bambino e di tutta la sua famiglia. Le sindromi neurocomportamentali non lesionali non significano che nella successiva vita del bambino si debbano obbligatoriamente manifestare degli handicap ma non si può assumere comunque un atteggiamento di attesa per vedere se da piccole alterazioni nello sviluppo del lattante risultino successivamente delle menomazioni vere e proprie (così come diceva la Flehmig)(105). Non si può essere autorizzati infatti, dopo tutti gli studi che sono stati condotti in questo ambito della Neuropsichiatria Infantile, ad attendere passivamente un eventuale sviluppo patologico senza intervenire con un trattamento mirato e appunto individualizzato. Inoltre un’altra importante conclusione sta nel fatto che nel corso degli anni è stato osservato come l’accudimento abilitativo a casa, iniziato immediatamente dopo le dimissioni ospedaliere, permette di effettuare un programma di cure e assistenza personalizzata in grado di favorire uno sviluppo neurocomportamentale migliore e un adattamento idoneo del bambino all’ambiente(106-107). In questo modo si può innescare un utile processo di maturazione che porterà di conseguenza ad un miglioramento della qualità di vita del bambino ossia dei parametri vitali e ad una stabilità neurocomportamentale (85); l’intervento è necessario che inizi già nel corso della degenza nel Reparto di Terapia Intensiva coinvolgendo la coppia genitoriale che mediante indicazioni specifiche e consigli operativi potrà già essere pronta. al momento della dimissione e conseguentemente l’invio presso una struttura riabilitativa avverrà in maniera naturale e non traumatica.

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Capitolo primo IL BAMBINO A RISCHIO NEUROEVOLUTIVO 1.1 Il parto pretermine e il neonato prematuro Il parto pretermine ossia un parto il cui travaglio ha luogo tra la 20esima e la 37esima settimana completa di gestazione, rappresenta una condizione patologica dell’ostetricia molto frequente al giorno d’oggi, interessa tra l’8 e il 12% delle gravidanze ed è responsabile da solo di più dei 2/3 della mortalità/morbilità neonatale. L’ipotesi patogenetica del parto pretermine considerata più valida è quella unitaria, definita sindrome della risposta infiammatoria intrauterinam (1), consistente nell’attivazione della via del parto per mezzo della sintesi di prostaglandine da parte del miometrio e delle membrane amniocoriali che sono responsabili delle contrazioni uterine e delle modificazioni cervicali; questa ipotesi spiega come possano agire i fattori di rischio considerati più importanti per il parto pretermine come stress materno, presenza di infezioni a carico delle vie genitali e basse condizioni socio- economiche (2). Gli altri fattori di rischio, non meno importanti possono essere classificati in (3): - Fattori di rischio materni: età materna (al di sotto dei 18 anni o al di sopra dei 40 anni), basso livello socio-economico, primi parità, peso pregravidico, basso aumento ponderale, uso di droghe e alcool, fumo, stress, malattie acute o croniche; - Fattori di rischio ostetrici: precedente aborto spontaneo o precedente parto pretermine (15-80% ricorrenza), anomalie cervicali o uterine; - Fattori di rischio riguardanti la gravidanza in corso: gravidanza gemellare, oli-poliamnios, malformazioni fetali, IUGR (ritardo di crescita fetale), perdite ematiche, gestosi, infezioni. Il non completo sviluppo degli organi e apparati comporta dei problemi di adattamento alla vita extra-uterina: per questo motivo i neonati pretermine hanno un rischio di mortalità più elevato rispetto a quelli nati a termine. Il parto pretermine quindi può essere uno dei tanti motivi scatenanti che può dare vita al quadro del neonato a rischio neuro evolutivo, il quale infatti può aver subito anche altri tipi di eventi

Laurea liv.I

Facoltà: Medicina e Chirurgia

Autore: Cristina Pettograsso Contatta »

Composta da 128 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1658 click dal 21/11/2012.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.