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La Responsabilità sociale delle imprese e le certificazioni ambientali: Iso 14001

Informazioni tesi

  Autore: Antonio Pennacchio
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Napoli - Federico II
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia aziendale
  Relatore: Alberto Azzi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 82

Il presente lavoro vuole illustrare i motivi per cui oggi si è finalmente arrivati ad una diffusa coscienza ambientale da parte di tutta l’opinione pubblica. L’ambiente, un tempo considerato di nessuno, diventa nell’era moderna, prima una problematica da risolvere, poi un’opportunità da non lasciarsi sfuggire.
L’uomo, sin dall’inizio delle sue origini, ha sempre sacrificato il pianeta, senza grandi sforzi, a discapito di qualsiasi motivo di arricchimento.
Si è, cosi pian piano, esaurito tutto quello che un tempo si riteneva infinito, e se il problema ambiente non volesse essere affrontato di sua spontanea volontà, ben presto la sua salvaguardia avrebbe costituito un obbligo rivolto a tutti. Cresce, infatti, la concezione che tutto si esaurisce prima o poi e se non vogliamo pregiudicar la vita dei nostri figli bisogna suonare la sveglia, un campanello di allarme prima che sia troppo tardi, prima che il pianeta entri in una fase irrimediabile, cioè dalla quale non si può più tornare indietro.
Tantissime sono le responsabilità imputate alle imprese dei nostri tempi, che, nel soddisfare bisogni, talvolta inutili, hanno da sempre trascurato tutto ciò che la circondasse, pregiudicando il proseguo, non solo delle attività produttive, ma dell’intero pianeta. Forte è l’impegno da parte dei governi, ma non tutti sembrano aver sviluppato purtroppo una coscienza ambientale vera, che ora come mai è fondamentale. Nella prima parte del lavoro svolto, l’intento è quello di mostrare i motivi ed i confini entro i quali lentamente è venuta a formarsi una coscienza ambientale. Le catastrofi aumentano e non danno segno di flessione, sale l’apprensione dell’opinione pubblica, crescono gli incontri fra i delegati dei governi di tutto il mondo nell’intento di adottare, seppur inizialmente su base volontaria, un programma condiviso. Si parte da Stoccolma nel 1972, con una semplice “dichiarazione di diritti” fino ad arrivare al protocollo di Kyoto I, primo documento vincolante e primo grande successo in un campo ostile come quello ambientale, con l’Europa protagonista-promotrice.
La Seconda parte dell’analisi portata avanti fa, invece, una brave panoramica su quello che è il comportamento esterno di un’organizzazione, in particolar modo di un’azienda. L’azienda è un epicentro di interessi che instaura rapporti con un numero notevole di soggetti. In relazione a ciò, il suo obiettivo è quello di distinguersi per un comportamento socialmente responsabile, volto ad apparire all’esterno, come modello da seguire; tutto ciò accrescerà involontariamente la sua immagine ed il suo valore economico. Si parlerà, cosi, di aziende socialmente responsabili nel settore della qualità, in quello sociale, ma in particolar modo in quello ambientale. Le imprese vengono etichettate come dei veri e propri “attori ambientali” in grado di assumersi le proprie responsabilità non solo limitatamente al perimetro che le circoscrive, ma a livello planetario.
La Rsi, come verrà poi accuratamente spiegato, ha una sua esistenza a partire dalla creazione dei Sistemi della Qualità”.
Le aziende, infatti, nell’intento di sviluppare accurati metodi di controllo (in un primo momento) e di creazione (in un momento successivo) della qualità, realizzano un vero e proprio codice di comportamento da tenere presente in tutte le fasi delle attività che essa stessa svolge, a partire dall’acquisto di una materia prima fino allo smaltimento dei rifiuti.
Quindi è con la diffusione dei Sistemi di Qualità, che si rileva una crescita della responsabilità sociale nelle aziende, prima limitatamente nei confini organizzativi, poi successivamente, abbracciando l’intero globo che lo circonda.
La Qualità assumerà nel tempo tanta importanza, da diventare un’importante leva di marketing. Cresce, infatti, per le aziende il bisogno di comunicare all’esterno il suo operato, al fine di conseguirne dei benefici. Nella parte conclusiva del lavoro, portato alla discussione, si analizza a fondo le certificazioni ambientali che un’organizzazione può adottare. Emerge sempre più un “consumatore ecologicamente orientato”, disposto a pagare di più per prodotti che rispettino determinati standard. E’ quindi, oggi, assume notevole importanza trasmettere, con i vari strumenti messi a disposizione dal legislatore, l’impegno che un’organizzazione pone al riguardo di una tematica cosi importante come è quella ambientale. Si sviluppano, le prime Politiche Ambientali e i primi SGA (Sistemi di Gestione Ambientale). Tutte le grandi aziende, nell’era moderna, adottano un modello di SGA (ISO 14000 o EMAS), nonostante la fatica che gli stessi hanno incontrato nella loro diffusione, prima a livello normativo, poi a livello pratico.

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III INTRODUZIONE Il presente lavoro vuole illustrare i motivi per cui oggi si è finalmente arrivati ad una diffusa coscienza ambientale da parte di tutta l’opinione pubblica. L’ambiente, un tempo considerato di nessuno, diventa nell’era moderna, prima una problematica da risolvere, poi un’opportunità da non lasciarsi sfuggire. L’uomo, sin dall’inizio delle sue origini, ha sempre sacrificato il pianeta, senza grandi sforzi, a discapito di qualsiasi motivo di arricchimento. Si è, cosi pian piano, esaurito tutto quello che un tempo si riteneva infinito, e se il problema ambiente non volesse essere affrontato di sua spontanea volontà, ben presto la sua salvaguardia avrebbe costituito un obbligo rivolto a tutti. Cresce, infatti, la concezione che tutto si esaurisce prima o poi e se non vogliamo pregiudicar la vita dei nostri figli bisogna suonare la sveglia, un campanello di allarme prima che sia troppo tardi, prima che il pianeta entri in una fase irrimediabile, cioè dalla quale non si può più tornare indietro. Tantissime sono le responsabilità imputate alle imprese dei nostri tempi, che, nel soddisfare bisogni, talvolta inutili, hanno da sempre trascurato

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