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Letteratura italiana dell'Ottocento in opuscoli per nozze, del fondo Corradi di Pavia

Approfondimento sulla letteratura italiana dell'Ottocento attraverso opuscoli per nozze.

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4 1. LE RADICI SECOLARI DELLO SCRIVERE PER NOZZE 1.1 Dalle origini all’invenzione della stampa La tradizione di scrivere per nozze risale a tempi lontani e si fissa nella realtà quotidiana come un vero e raffinato genere letterario che durante i secoli ha subito non poche trasformazioni, passando dagli eleganti versi dei classici latini e greci, a quelli più stucchevoli dell’Arcadia settecentesca, per raggiungere la sua massima evoluzione nell’Ottocento e defilarsi quasi definitivamente con il nuovo secolo. Le radici del variopinto albero della composizione letteraria per nozze affondano fino a toccare le pagine ispirate della Sacra Scrittura: la sua ricchezza di immagini poetiche la rende un capolavoro letterario affascinante sia per il suo messaggio religioso, sia per la delicatezza delle sue espressioni artistiche. L’origine del matrimonio è siglata a partire dalla Genesi 1 , ma la Bibbia, in particolare l’Antico Testamento, offre anche una visione più letteraria del legame coniugale. Il Libro dei Salmi, il testo biblico più composito per tematiche, ma animato da una profonda unità di stile poetico e di spirito, tratta dell’argomento nuziale nel Salmo 45, un pittoresco salmo reale, unico nel suo genere, che celebra le nozze di un re davidico (probabilmente Salomone) con una principessa straniera; anche se così lontano nel tempo, il salmo considerato sembra ricalcare i tradizionali modelli di dediche ben auguranti degli opuscoli ottocenteschi: si apre sottolineando la necessità di scrivere qualcosa per l’occasione: «Modula il mio cuore un piacevole motivo,/ al re declamo il mio poema».(Sl 45,2); seguono le lodi agli sposi: per lo sposo vengono ricordate le sue doti di coraggio e di onestà: «Il più bello sei tu fra i figli dell’uomo,/ sparsa è la grazia sulle tue labbra.[...] Hai amato la giustizia, hai odiato l’iniquità,» (Sl 45,3-8); per la sposa viene evidenziato invece il distacco dalla casa paterna: «Ascolta, o figlia, e vedi;/ protendi il tuo orecchio e dimentica/ il tuo popolo e la casa di tuo padre».(Sl 1 Gn 1, 27-28.

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Francesca Rebuffi Contatta »

Composta da 817 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 5737 click dal 20/03/2004.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.