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Le sfide della globalizzazione per i prodotti alimentari di qualità

L’oggetto di analisi della tesi è l’opportunità che il comparto dei prodotti tipici potrebbe rappresentare per il nostro Paese nella crisi economica internazionale. La sua valorizzazione, infatti, appare come un elemento decisivo di rilancio dello sviluppo rurale che punti al ripristino e alla rivalutazione della storia, del paesaggio, della cultura e delle tradizioni dell’agricoltura multifunzionale. Lo studio è strutturato in tre capitoli, nei quali si analizza il tema sotto l’aspetto generale evidenziandone punti di forza e criticità.
Nel primo capitolo viene messa in evidenza l’evoluzione del concetto di ruralità attraverso i tre modelli teorici: ruralità agraria, ruralità industriale e post-industriale.
Il secondo capitolo contiene la descrizione delle caratteristiche delle produzioni tipiche dal punto di vista della politica della qualità.
Il terzo capitolo si concentra sulla valorizzazione delle produzioni tipiche certificate del nostro sistema agricolo alimentare, come sfida sul mercato interno e internazionale.

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- 5 - Lavoro contadino – foto di Mario Giacomelli INTRODUZIONE Durante gli ultimi 150 anni, l’agricoltura è stata uno dei settori fondamentali dello sviluppo dell’Italia, capace di garantire crescita e stabilità a tutto il sistema economico nazionale. Nel corso del XX secolo, questo settore ha mutato completamente la sua struttura e il suo rapporto con la società, soprattutto a partire dalla fine della II guerra mondiale. Il movimento di lotta e di rivendicazione del mondo contadino nel secondo dopoguerra ha conosciuto una decisa intensificazione, e con ciò ha favorito importanti processi di ammodernamento. A tale proposito vanno citate la Riforma Fondiaria (attraverso la quale, grazie a interventi caratterizzati da enormi lavori di bonifica e di trasformazione, le terre migliorate sono distribuite tra coloni prima e tra assegnatari poi) e il cosiddetto “Lodo De Gasperi”, una proposta di Legge, avanzata nel 1946, dall’allora Presidente del Consiglio Alcide De Gasperi, che aveva l’obiettivo di stabilire rapporti più equi e corretti tra proprietari, latifondisti e contadini, per la maggior parte braccianti. In sintesi, la Legge prevedeva di risarcire ai contadini i danni di guerra e imponeva ai latifondisti di assumere mano d’opera disoccupata. In questo modo, si tentava di riavviare i cicli produttivi, offrendo un impiego a chi non lo aveva e, sul piano economico, si operava per realizzare una maggiore circolazione di denaro e per sottrarre alla miseria una delle classi sociali più deboli.

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Roberta Di Carlo Contatta »

Composta da 79 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.