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CASA SA RUXI - Abitazione sostenibile in zona a clima mediterraneo

Informazioni tesi

  Autore: Giuseppe Clemente
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Cagliari
  Facoltà: Ingegneria
  Corso: Ingegneria Edile
  Relatore: Martina Basciu
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 197

Le continue problematiche di carattere ambientale del nostro pianeta, hanno suscitato gli interessi collettivi degli esponenti sia locali, sia nazionali, che hanno prodotto negli ultimi anni, sia singolarmente e sia sinergicamente unanimi, importanti documenti come programmi, trattati, direttive comunitarie, legislazioni nazionali, regionali, ecc., tutti a tutela del sistema ambientale. E’ il caso di Agenda 21, il programma delle cose da fare nel 21° sec e dedicato allo sviluppo sostenibile, sottoscritto nel ’92 a Rio De Janeiro da 180 paesi delle Nazioni Unite, i cui temi prioritari sono le emergenze climatico-ambientali e socioeconomiche che l’inizio del terzo millennio pone inderogabilmente dinanzi all’intera umanità. Altrettanto rilevante è il protocollo di Kyoto, un trattato internazionale in materia ambientale riguardante il riscaldamento globale, sottoscritto nel dicembre ’97 nell’omonima città del Giappone da più di 160 membri delle Nazioni Unite, secondo cui si impegneranno a ridurre nel periodo 2008-2012, le emissioni di gas serra in misura non inferiore al 5% rispetto a quelle registrate nel 1990. Nonostante questa estesa sensibilizzazione e le misure di sicurezza adottate, purtroppo però non mancano le violazioni e si manifestano quindi spiacevoli episodi contro natura.
Nell’impegno collettivo pro-ambiente, nel mio piccolo ho voluto anch’io fare la mia parte, sebbene con un lavoro solo fine a se stesso, ma comunque preparatorio e che un giorno potrebbe rendersi concreto in un vero e proprio contributo. Sul modello della casa passiva “Passivhaus” delle zone a clima freddo, e “Passive-On” delle zone a clima caldo e temperato, Casa Sa Ruxi è un esempio di progettazione ex novo di un’abitazione sostenibile in zona a clima Mediterraneo, finalizzata al risparmio energetico, alla conservazione delle risorse di energia non rinnovabili e alla tutela dell’ambiente, in linea con le recenti direttive della comunità europea, recepite anche a livello nazionale, in materia di prestazioni energetiche degli edifici e di protezione dell’ambiente. Una casa concepita il più possibile con l’impiego di materiali ecologici e biologici, a basso impatto ambientale, di sistemi passivi per la climatizzazione naturale estiva e invernale, e di unità tecnologiche attive a elevato rendimento energetico per il controllo endoclimatico condizionato, integrate con sistemi solari di energia rinnovabile per la produzione termica ed elettrica, che garantiscono una certa autonomia energetica e sanitaria.
Ambientata a sud della Sardegna, Casa Sa Ruxi custodisce la tradizione costruttiva di “casa che respira” e i caratteri architettonici distintivi, tipici del clima Mediterraneo delle zone che si affacciano sull’omonimo mare. Una casa pittorica arroccata sulla fascia costiera, il cui biancore delle superfici opache è esaltato dalla luce del sole e in armonia con i colori naturali del suo paesaggio, dall’intenso e profondo azzurro del cielo e del mare, al verde e marrone della vegetazione nella campagna circostante. A completare il quadro, la sua copertura è sormontata da un giardino pensile di piantine con fioritura stagionale, che offre alla casa integrazione nel paesaggio. Favorita dalla posizione geografica, la sua facciata principale orientata a sud è costituita da ampie vetrate con cui la casa dialoga con l’esterno e vanta di una preziosa panoramica veduta sul mare.
Dal Memorabili dello scrittore Greco Senofonte: “... non è forse vero che nelle case esposte a sud, il sole penetra in inverno sotto il portico, mentre in estate passa sopra di noi e sopra i tetti in modo da procurarci ombra?“. Come la casa di Socrate citata da Senofonte, Casa Sa Ruxi propone uno degli archetipi bioclimatici dell’area mediterranea, la casa greca. Le ampie vetrate a sud, infatti, permettono di beneficiare degli apporti solari gratuiti nel periodo invernale, quando il sole è basso, mentre la copertura a sporto, ricoperta dal giardino pensile, ripara come un berretto con visiera, dall’irraggiamento solare diretto estivo con il sole alto.
Un sistema di schermatura verticale parallelo alla facciata, formato da doghe orizzontali orientabili, integra la funzione dell’aggetto come elemento di protezione dal sole. Come un Claustrum o Mashrabìya, elementi caratteristici dell’architettura mediorientale, la schermatura è parte essenziale dell’edificio e ha anche funzione decorativa, di controllo dell’illuminazione e dei flussi d’aria, oltre ad assicurare la privacy dell’ambiente interno dall’occhio indiscreto del passante.

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1 Prefazione L’intensa attività dell’uomo associata allo sviluppo tecnologico e industriale, nonostante sia mirata all’accrescimento qualitativo e quantitativo degli standard di vita, è sempre più alle strette con i problemi che minacciano la salute del nostro pianeta. Deturpazione del paesaggio, inquinamento, depauperamento dell’ambiente, buco dell’ozono, e forse anche il riscaldamento globale, è solo la macro sintesi delle conseguenze dell’attività antropica. L’analisi di tutti gli aspetti negativi, senza dubbio per molti inquietanti, sarebbe un argomento troppo esteso e complicato, la cui trattazione richiede competenze specifiche di scienziati ed esperti nel settore. Tuttavia senza entrare troppo nel merito, alcuni aspetti sono comprensibili a tutti e non possono essere trascurati da chi come me, un giorno potrebbe essere chiamato a dare il proprio contributo alla trasformazione del territorio e del paesaggio, affinché possa restituire all’ambiente, nel miglior modo possibile e sotto nuove sembianze, ciò che in qualche modo gli è stato tolto per soddisfare l’esigenza di produzione. Mi riferisco all’impatto negativo sull’ambiente, all’emissione dei gas serra e in generale nocivi per la salute di ogni specie vivente e del pianeta, all’inquinamento dei suoli, delle acque e di quello acustico, allo sfruttamento delle risorse energetiche e materiali non rinnovabili. Si pensi ad esempio come queste ultime potrebbero non essere più disponibili alle generazioni future, considerando anche il fatto che la crescita demografica da cui dipende la loro richiesta è in continuo aumento. E che dire dell’acqua? Una buona riserva preservata dai ghiacciai è già in circolo nel ciclo evapo-condensazione, dove si mescola con le acque salate dei mari, con la miscela dei gas dell’aria e con quant’altro possa essere contenuta. È evidente che il riscaldamento globale aumenterà sempre più la capacità dell’aria di contenere il vapore acqueo, con conseguente riduzione della sua disponibilità allo stato liquido e di quella genuina se consideriamo anche l’inquinamento. Per queste ragioni e tante altre ogni intervento sul territorio, ogni nuovo insediamento, non può essere fatto solo in termini di costi ed economicità, come non deve prescindere da una valutazione d’impatto ambientale e da scelte progettuali dai seguiti salubri e in armonia con l’ambiente. Giusta scelta dei materiali e dei sistemi tecnologici di alimentazione energetica, sono la chiave d’ingresso a un nuovo modo di progettare, pulito, ecologico, compatibile, responsabile e rispettoso nei confronti dell’ambiente, per un’edilizia amica della natura e sostenibile nel tempo. In prima persona il ruolo del progettista dalla cui abilità, dedizione ed esperienza, dipenderà la bontà del manufatto sotto il profilo della sostenibilità. Le continue problematiche di carattere ambientale del nostro pianeta, hanno suscitato gli interessi collettivi degli esponenti sia locali, sia nazionali, che hanno prodotto negli ultimi anni, sia singolarmente e sia sinergicamente unanimi, importanti documenti come programmi, trattati, direttive comunitarie, legislazioni nazionali, regionali, ecc., tutti a tutela del sistema ambientale. E’ il caso di Agenda 21, il programma delle cose da fare nel 21° sec e dedicato allo sviluppo sostenibile, sottoscritto nel ’92 a Rio De Janeiro da 180 paesi delle Nazioni Unite, i cui temi prioritari sono le emergenze climatico-ambientali e socio- economiche che l’inizio del terzo millennio pone inderogabilmente dinanzi all’intera

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