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Il perturbante mondo di Diane Arbus

La tesi ripercorre la vita e il lavoro della fotografa Diane Arbus, dagli esordi nella moda fino alle fotografie più dure, ritratti di persone smarrite e sole.
Diane Arbus rappresenta il sottomondo perturbante dei freaks, dei solitari, degli ubriachi, degli esagerati che stanno agli estremi.
Il suicidio donerà alle sue immagini una fama planetaria, come se, con la questa scelta definitiva, garantisse al mondo che le proprie operano sono sincere, partecipate, non voyeuristiche.

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3 I La sua vita Infanzia e contesto familiare Diane Nemerov, nasce nel 1923 a New York. Figlia di una ricca famiglia ebrea proprietaria dei magazzini Russek’s, è la seconda di tre figli, Renèe e Howard Nemerov, fratello maggiore di Diane che diventerà uno dei più grandi poeti americani. Erano dei bambini estremamente protetti, relegati in un mondo fittizio creato appositamente per evitare che potessero fare esperienza, giusta o sbagliata che sia, della realtà. “Lui e Diane erano inseparabili. Era come se avessero vissuto insieme un’esperienza segreta che li aveva profondamente legati. Howard ricorda che quando con Diane giocavano al parco con la sabbia, le bambinaie proibivano loro di togliersi i guanti bianchi”. 1 Fu proprio questo che spinse Diane, una volta diventata adulta, ad interessarsi a tutto ciò che riguardasse la verità, talvolta cruda e troppo diretta. “L’attrazione per l’universo della diversità la Arbus l’ha sempre spiegata come reazione a un ambiente familiare che aveva ossessivamente cercato di anestetizzare ogni suo rapporto e ogni sua relazione”. 2 Affermava Diane “una delle cose di cui ho sofferto di più nella mia infanzia è che nulla, nessuna contrarietà poteva accadermi. Ero chiusa in un clima di irrealtà che per me non era altro che la realtà”. 3 Era una bambina “coraggiosissima, definita da alcuni addirittura spericolata” 4 . Mostrava fin da piccola le particolari caratteristiche che l’avrebbero contraddistinta in futuro, “non si comportava come ci si sarebbe aspettati da una bambina. Era complicata di natura, saggia e incredibilmente intuitiva”. 5 Sapeva che essere nata in una famiglia benestante, per quante agevolazioni potesse portarle, l’avrebbe per sempre limitata. Amava i bambini, si rispecchiava in loro “creature isolate, segretamente violente” 6 ; furono pertanto utilizzati spesso come soggetti delle sue fotografie. Emblematiche due fotografie 1 P. Bosworth, Diane Arbus. Vita e morte di un genio della fotografia, Rizzoli, p. 25. 2 C. Marra, Fotografia e pittura nel Novecento. Una storia “senza combattimento”, Bruno Mondadori, Milano 1999, p. 157. 3 D. Arbus in Diane Arbus, p.5 4 Ivi, p. 15. 5 Ivi, p. 26. 6 Ivi, p. 27.

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Sara Alfieri Contatta »

Composta da 54 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.