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Viabilità romana nella Gallura sud-orientale

Informazioni tesi

  Autore: Maurizio Ceretta
  Tipo: Diploma di Laurea
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Storia
  Relatore: Pier Luigi Dall'Aglio
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 65

Le finalità di questo lavoro sono molteplici. Una di queste è, in generale, la comprensione dell'importanza della viabilità nella storia romana della Sardegna. Il lavoro centrale degli studi è stato, prima di tutto ricostruire, tramite le fonti a disposizione, il tracciato oggetto degli studi. Ciò è stato possibile sia con l'utilizzo della bibliografia a disposizione, sia con la cartografia, sia con, soprattutto, l'impiego della tecnologia GIS. Durante gli studi, proprio l'uso dei mezzi informatici ha portato alla luce una serie di importanti errori sui calcoli delle miglia romane.
Lo scopo principale del presente studio è quello di capire il reale percorso della strada romana a Portus Tibulas Caralis dell'Itinerarium Provinciarum Antonini Augusti e le mansio connesse ad essa. Questo è stato possibile ricalcolando le miglia romane indicate dall'Itinerario Antonino e cercando la possibile reale ubicazione sul territorio.
Lo studio dei tracciati ha portato inevitabilmente l'attenzione verso tutto ciò che esiste di strettamente connesso ad essi. Il popolamento nei centri che sorgevano lungo la strada, il tipo di economia, il controllo del territorio, hanno un'importanza imprescindibile per capire l'organizzazione generale del territorio e delle sue genti.
Il risultato, stravolge tutte le notizie apprese fin'ora. In questo tratto stradale nessuna mansio (tranne Olbia) corrisponde alla località odierna , indicata dagli studiosi. Naturalmente in queste località, è molto probabile che sorgessero dei centri abitativi o comunque delle strutture, ma non corrispondono alle stazioni di sosta dell'Itinerario Antonino.

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1 - GEOGRAFIA DELLA SARDEGNA La Sardegna è, per estensione, la seconda isola del Mediterraneo, l'ottava in Europa e la quarantaseiesima nel mondo: misura 24.090 kmq, è compresa tra i 38° 51' 52'' e i 41° 15' 42'' di latitudine nord e tra gli 8° 8' e 9° 50' di longitudine est. Posta al centro del Mediterraneo occidentale, a nord è bagnata dalle acque delle Bocche di Bonifacio che la separano dalla Corsica appena 12 km, a est dal Mar Tirreno, a ovest dal Mar di Sardegna e infine a sud dal Canale di Sardegna che si interpone con l'Africa settentrionale. Il territorio è prevalentemente collinare (67,9 %); le poche pianure occupano appena il 18,5 % della superficie totale, la più estesa pianura è la piana del Campidano, situata a sud-ovest dell'isola; le montagne occupano il 13,6 %. L'unico lago naturale è quello di Baratz situato a nord-ovest dell'isola nella provincia di Sassari. Tutti gli altri specchi d'acqua presenti sono stati creati artificialmente allo scopo di garantire una riserva d'acqua, non solo potabile ma anche per usi agricoli. Il bacino più importante e di capienza maggiore è il Lago Omodeo, nel centro-ovest dell'isola, nella provincia di Oristano. I fiumi sono a carattere torrentizio. Il fiume più lungo è il Tirso (152 km), seguito dal Flumendosa (127 km). Gli stagni costieri sono una caratteristica ecologica dell'isola, sono presenti in numero notevole su tutto il territorio, occupando più di 12.000 ettari. Sono l'habitat ideale per varie specie animali, soprattutto per il fenicottero rosa. Le coste della Sardegna (con una lunghezza totale di 1.849 km) sono in gran parte alte e rocciose, rettilinee per chilometri ma molte volte terminano in promontori, con ampie e profonde insenature spesso circondate da isolette. La Sardegna è una terra molto antica, con rocce che risalgono al Paleozoico Antico (300 milioni di anni). L'Isola non possiede rilievi montuosi 4

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Parole chiave

gis
archeologia
sardegna
olbia
viabilità
romana
san teodoro
coclearia
itinerario antonino

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