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Pirateria e diritti umani

Con il termine pirateria si indica quell’attività di depredazione compiuta in danno di navi mercantili, in alto mare o ancorate nella zona portuale, la cui origine coincide addirittura con la nascita della navigazione.
La prima parte della tesi presenta un'introduzione generale che descrive l'evoluzione della pirateria fin dalla prima descrizione che ne diedero Plutarco e Cicerone.
Si prosegue con la descrizione degli aspetti giuridici e legali che fanno riferimento al Convention of Montego Bay, adottata dalle Nazioni Unite nel 1982.
A questa prima parte descrittiva segue un approfondimento su quali sono le attività intraprese dalle Nazioni Unite per combattere questo fenomeno, con un focus particolare sulla risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell'ONU che ha innovato il Convention of Montego Bay.
La terza parte della tesi presenta in breve le operazioni militari internazionali nel Golfo di Aden per contrastare la pirateria.
Si conclude con considerazioni personali e con il suggerire nuovi spunti di riflessione, come il rapporto tra pirateria e diritti umani, la questione della detenzione dei pirati e le leggi internazionali.

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ASPETTI GENERALI INTRODUZIONE A. Alle origini del fenomeno 1. Con il termine pirateria si indica quell’attività di depredazione compiuta in danno di navi mercantili, in alto mare o ancorate nella zona portuale, la cui origine coincide addirittura con la nascita della navigazione 2 . 2. Importanti sono le leggi approvate dall’antica Roma per combattere la pirateria. La legge “de pirati bus persequendis” del 100 a.C. trattava della sicurezza dei traffici marittimi della Roma, dei latini e degli alleati di Roma e la legge “Lex Gabinia” che conferì a Pompeo poteri eccezionali per estirpare la pirateria. 3. La prime definizioni dei pirati risalgono allo storico Plutarco che descrisse i pirati come coloro che attaccavano senza autorità legale , non soltanto le navi mercantili, ma anche le città marittime, e a Cicerone, il quale li chiama come hostes humani generis, termine questo riservato a intere comunità dedite alla pirateria e affermava che il pirata non è un nemico di guerra dei romani, ma è nemico comune di tutti 3 . 4. In seguito, tra il secolo XV e il XVII, la pirateria si trasforma in guerra di corsa. Una nave privata e armata, dotata di capitano ed equipaggio che operava una forma di guerra economica in supporto alle azioni degli Stati che rilasciavano loro la lettera di corsa era autorizzata a catturare beni o personale degli altri stati ed era chiamata “nave corsara”. 5. È solo con la nascita dello stato moderno e l’affermazione della sua sovranità su terra, mare adiacente e sui vascelli che percorrono le rotte marittime mondiali che il termine pirateria assume il significato odierno inteso come pericolo per la libera circolazione delle merci e per la sicurezza degli scambi commerciali. B. Entità del fenomeno 6. Il fenomeno della pirateria si è sviluppato ed esteso quasi incontrastato da misure repressive in quattro aree del pianetta: Nell’Africa Orientale gli attacchi vengono di norma effettuati in alto mare ma sono avvenuti anche a navi ancorate nei porti con uso delle armi e dirottamenti della nave in zone non note. Tutto questo accompagnato con la richiesta di riscatto per il rilascio della nave e dell’equipaggio. A causa dello sfasciamento dello stato somalo e il crollo dell’autorità statale somala non si sono verificate interventi di contrasto da parte delle autorità costiere o della polizia. Nell’oceano indiano gli attacchi da parte dei pirati interessano le acque portuali del Bangladesh con unità all’ancoraggio. I mezzi usati dai pirati sono piccole imbarcazioni con a bordo tre o cinque persone che effettuano l’abbordaggio della nave razziando provviste alimentari. La guardia costiera locale agisce ma i tempi di intervento sono lunghi e i pirati si allontanano sfuggendo alla cattura. Nel mare della Cina le acque prospicienti l’Indonesia sono valutate a rischio in modo particolare quelle portuali ove frequenti sono gli attacchi alle navi all’ancora. Questi attacchi mirano soprattutto al furto 2 Contro la pirateria hanno dovuto combattere tutte le grandi potenze dell’antichità che si affermarono nel Mediterraneo. Lo storico Tucidide racconta della lotta del re di Creta Minosse contro i pirati delle isole. La guerra del Peloponneso, Tucidide; la potenza ateniese attraverso la Lega di Delo, in età ellenistica, il regno dei Tolomei e Rodi assicurarono le vie marittime del Mediterraneo orientale, e la Roma repubblicana concesse poteri eccezionali a Pompeo Magno nella lotta ai pirati provenienti dalla Cilicia e da Creta, in “Pirati di ieri e di oggi” , Supplemento alla Rivista Marittima Dicembre 2009, pp. 12-18 3 Cicerone, De Officis, Libro I, § 107, Utet, Torino 1980.

Tesi di Master

Autore: Astrit Meta Contatta »

Composta da 41 pagine.

 

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