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La metodologia LCA (Life Cycle Analysis). Sfide e potenzialità per il futuro.

Il crescente interesse degli ultimi decenni nei confronti delle tematiche ambientali è stato il terreno fertile indispensabile per la nascita della metodologia della Life Cycle Analysis. Verso la fine degli anni ’60, inizio anni ’70, ci si iniziava a rendere conto che per molti prodotti una porzione preminente degli impatti ambientali era dovuta non tanto alla fase di utilizzo del prodotto, ma alla sua produzione, trasporto o fine vita. Gradualmente, l’importanza di indagare questi aspetti assunse sempre più rilevanza. Questo approccio assolutamente innovativo e in contrapposizione con i metodi tradizionali di valutazione aprì una breccia nel sistema, e nacquero rapidamente numerose iniziative orientate al ciclo di vita, con lo scopo ultimo di dare un contributo alla riduzione degli impatti ambientali di una produzione tramite una conoscenza più approfondita dei suoi processi.
Il Life Cycle Assessment (in italiano “Valutazione del Ciclo di Vita”) si è affermato come uno degli strumenti fondamentali. Esso è un metodo oggettivo di valutazione e quantificazione dei carichi energetici ed ambientali e degli impatti potenziali associati ad un prodotto, processo o attività lungo l’intero ciclo di vita (“dalla culla alla tomba”). Grazie all‘impulso derivante dalle politiche europee su ambiente, energia, risorse e rifiuti, a cui si sono affiancate anche numerose iniziative private, l‘LCA e l‘approccio di ciclo di vita stanno diventando sempre più strumenti necessari per la definizione di politiche pubbliche e per la competitività delle imprese.
In questo lavoro di ricerca, dopo una parte iniziale in cui si tratta la metodologia nel suo complesso (la struttura, i metodi di implementazione, le applicazioni e i punti deboli) si passa ad indagare alcune delle tematiche più attuali nel campo dello studio del ciclo di vita.
Nella parte centrale si affronta un tema ad oggi molto attuale nella comunità scientifica internazionale. La metodologia LCA è originariamente nata a fini comparativi nel settore industriale (il prodotto A è “migliore” rispetti al prodotto B?), ma negli ultimi decenni è stata utilizzata per scopi diversi in settori disparati. Molte volte alla comunità scientifica è capitato di porsi la seguente domanda: uno studio LCA può essere valido anche al di fuori del contesto che l’ha prodotto? Ovvero, uno studio LCA è “oggettivizzabile”? Fino a che punto, cioè, i risultati ottenuti in uno studio LCA possono essere utilizzati anche al di fuori dell’ente originario, sia esso pubblico o privato? Ad esempio, ci si potrebbe chiedere: uno studio LCA sulla produzione di patate nella provincia di Torino potrebbe essere utilizzato per indicare gli impatti ambientali della produzione di patate nella provincia di Vercelli?
Nell’ultima parte si cerca infine di scoprire il ruolo che lo studio del ciclo di vita potrebbe rivestire nel prossimo futuro nelle politiche macroeconomiche rivolte a una transizione dei sistemi di produzione tradizionali verso sistemi più sostenibili nel lungo periodo. Come rendere più efficace la metodologia? Quali sono gli ostacoli che essa dovrà affrontare e quali i miglioramenti necessari affinché possa sviluppare tutte le potenzialità che si intravedono oggi?

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6 INTRODUZIONE “In order to survive and lead fulfilling lives all humans must satisfy certain needs. One of the strategies that people adopt to satisfy their needs is the consumption of a wide spectrum of goods and services which are traded on global and local markets. These different products or services generally have a long story occurring over time and space. It starts with the extraction of raw materials, the production and transportation of the components of the product, followed by the production of the product itself up to its consumption and final disposal or recycling. This story is called the cradle-to-grave life cycle. The Integrated-Product Policy of the European Union states: All products cause environmental degradation in some way, whether from their manufacturing, use or disposal.” (C. Basset-Mens, H. van der Werf, LCA FOOD, 2007) 1 Il crescente interesse degli ultimi decenni nei confronti delle tematiche ambientali è stato il terreno fertile indispensabile per la nascita della metodologia della Life Cycle Analysis. Verso la fine degli anni ’60, inizio anni ’70, ci si iniziava a rendere conto che per molti prodotti una porzione preminente degli impatti ambientali era dovuta non tanto alla fase di utilizzo del prodotto, ma alla sua produzione, trasporto o fine vita. Gradualmente, l’importanza di indagare questi aspetti assunse sempre più rilevanza. Questo approccio assolutamente innovativo e in contrapposizione con i metodi tradizionali di valutazione aprì una breccia nel sistema, e nacquero rapidamente numerose iniziative orientate al ciclo di vita, con lo scopo ultimo di dare un contributo alla 1 http://www.lcafood.dk/

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Economia

Autore: Francesca Giordana Contatta »

Composta da 147 pagine.

 

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