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I passi della Media Education nella scuola primaria

Nel mondo odierno, la quotidianità è ricca di nuovi mezzi di comunicazione. Il loro uso non è priorità solo di una piccola cerchia ma raggiungibili da tutti. I dati statistici, rivelano come sempre più è l'uso dei mezzi di comunicazione specie tra i giovani. Ora più che mai, scuola e media sono chiamate non solo a confrontarsi ma a collaborare per il benessere dei più piccoli e della società. L’effetto che i media producono può essere negativo o positivo ma ciò dipende dall’uso che se né fa. I mass media sono fonte d’informazione, valori e cultura ma nello stesso tempo si basano sul principio economico. Principio che coordina la divulgazione dei programmi incentrandosi sull’auditel, dimenticando principi pedagogici e sociologici. Conoscere e sapere come usare le nuove tecnologie permette, non solo fruire al meglio dei media, ma anche essere consumatori coscienti dei servizi offerti. Si sente l’esigenza di alfabetizzare adeguatamente sia adulti sia bambini alla nuova lingua universale. A questo bisogno si aggiunge la necessita di educare, specie i ragazzi, all’uso appropriato del mezzo di comunicazione in modo da togliere il bambino da “dentro” il televisore per collocarlo “davanti”. L’obiettivo è di fornire gli strumenti necessari per assumere un atteggiamento critico. Solo così si forma il cittadino che abita la modernità. Nasce, da queste esigenze odierne, l’attività educativa finalizzata a sviluppare nei giovani un’informazione e comprensione critica sui media, le tecniche da loro impiegate per costruire messaggi e produrre senso, i generi e i linguaggi specifici: la media education. La scuola per riprendersi il suo ruolo deve farsi, quindi, promotrice della media education, e sviluppare nello studente una nuova competenza: la competenza mediale. Ma cos’è realmente la media education? A quali condizioni entra nella scuola? Come si realizza? Quali sono gli effetti sulla società? .

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4 Introduzione Vivere nella società moderna significa stare ogni giorno a contatto con le nuove tecnologie. Il loro esistere scandisce il tempo, la relazione, lo spazio. La mattina alle 7:30 suona la radiosveglia, alle 8:00 Francesco, otto anni, è già in cucina a fare colazione: non può perdersi i suoi cartoni preferiti prima di andare a scuola. Per il papà la sveglia suona prima e si vede uscire da casa, indaffarato, con l’ultimo modello di notebook e andare a lavorare. La mamma accompagna Francesco alla fermata, aspetta con lui l’arrivo dell’autobus per poi tornare a casa e accendere la televisione per guardare il suo programma preferito mentre stira i panni. A scuola, tra una lezione e l’altra, Francesco fa vedere ai suoi compagni il suo ultimo gioco scaricato sul cellulare touchscreen, regalatagli dagli zii lontani per il suo compleanno. Al ritorno a casa, nell’ora del pranzo, a tenere compagnia alla famiglia è la televisione con il suo telegiornale, la soap della mamma, i cartoni di Francesco. Dopo un breve riposo è l’ora dei compiti ma la televisione, il telefono e Internet non sono lontani: mentre la televisione trasmette i programmi privilegiati, Francesco studia comunicando costantemente con i suoi amici col telefono. Alle 18:30, finiti i compiti, rientra papà che, stanco, si siede sul divano leggendo un quotidiano. Mamma invece è su Internet e cerca di acquistare una nuova maglia che nella mattinata aveva visto indossare dalla sua attrice preferita. Francesco è impegnato con il suo videogioco. Alle 20:00 tutti a tavola con il telegiornale e “Striscia la notizia”. Le serate poi variano: la maggior parte delle volte, la famiglia guarda un film e Francesco si addormenta sempre sul divano; altre volte la mamma preferisce leggere un romanzo rosa, mentre il papà finisce il lavoro che si porta a casa, Francesco invece rimane in compagnia con i suoi videogiochi. Nella

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Maria D'ottavio Contatta »

Composta da 107 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.