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Ogni plebe m'insulta e rossa e nera - Fogazzaro, la sua arte, la scienza, la Chiesa

Si ripercorre per sommi capi la storia dell'evoluzionismo in Italia nella seconda metà dell'Ottocento e si analizza poi l'opera di Fogazzaro, soprattutto romanzi e conferenze al fine di approfondire come lo scrittore si sia avvicinato alla teoria dell'evoluzione. Infine si analizza l'atteggiamento della Chiesa nei confronti dello scrittore anche per i decenni successivi alla morte, sino alle recenti prese di posizione durante gli ultimi due pontificati.

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1 «Ogni plebe m’insulta e rossa e nera» Fogazzaro, la sua arte, la scienza, la Chiesa Introduzione Nella primavera del 1893 Fogazzaro scrive la poesia Notte di passione pubblicata poi alla fine del 1894, per l’esattezza il 30 dicembre, il giorno prima di terminare la stesura di Piccolo mondo antico. A quella data Fogazzaro ha tenuto già tre conferenze di argomento piø scientifico che letterario sulla evoluzione, attirandosi, nonostante il notevole successo di pubblico, le critiche da due fronti: quello scientifico e quello ecclesiastico. Con il primo verso di quella poesia «Ogni plebe m’insulta e rossa e nera» Fogazzaro rileva e lamenta in forma sintetica e incisiva questi attacchi concentrici, frutto di una incomprensione che lo amareggia. Ma fu davvero incomprensione o fu qualcosa di diverso o di peggio? Il mondo della scienza gli rimproverava soprattutto il fatto di essersi occupato da dilettante di una materia che non era la sua; la Chiesa invece vedeva in lui, come in altri cattolici che avevano accettato la nuova teoria dell’evoluzione, un pericolo interno che minava l’ultima base sulla quale era fondato il credo

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Gian Cosimo Grazzini Contatta »

Composta da 229 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 652 click dal 20/12/2012.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.