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Islam, ideologia e sfera pubblica in Pakistan

Il presente lavoro non si prefigge di correggere i numerosissimi pregiudizi sull'Islam e la cultura islamica così forti ancora in occidente, spesso anche in ambienti insospettabili Ebbene, l'obiettivo di questa tesi ê cercare di capire in che modo l'Islam influisce sulla società e la politica in Pakistan, quali sono i soggetti più influenti e come essi hanno potuto diffondere la dottrina islamica nella vita politica del paese. Nella prima parte del nostro lavoro vedremo quanto i vari governi pakistani che si sono succeduti dal 1947 al 1958 siano stati costretti a venire a patti con l'ambiente religioso che li circondava. Nella seconda parte, invece, proveremo a dimostrare quanto i governi pakistani che si sono succeduti negli anni successivi (in poche parole, dal governo di Ayub Khan al governo del Generale Zia) abbiano invece strumentalizzato i principi dell'Islam esclusivamente a fini politici. In particolare, e con riferimento all'aspetto giuridico della vita del paese, proveremo a dimostrare che la maggior parte delle disposizioni cosiddette "islamiche" delle varie Costituzioni che si sono succedute in quel lasso di tempo potevano essere rimpiazzate o reinterpretate, a seconda dei diversi orientamenti ideologici dei vari governi. Nella terza e ultima parte del nostro lavoro, infine, proveremo a sottolineare alcuni importanti aspetti religiosi riguardanti la politica e la società pakistana, con particolare riferimento al ruolo del sufismo e a quel legame eterno tra modernità e tradizione che da sempre si instaura all'interno dell'Islam pakistano.

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6 Introduzione L’Islam tra dimensione religiosa e potere politico In questa tesi abbiamo voluto evidenziare quanto l’Islam influisca sulla vita politica e sociale del Pakistan, un paese che si trova da tempo al centro delle tensioni della politica internazionale ma anche degli squilibri geopolitici dell’area asiatica. È chiaro che in un’era come la presente, nella quale il sentimento religioso sembra in molte parti del mondo affievolirsi notevolmente, l’Islam è fra le religioni una delle più attive e vitali. Ma va fatta una precisazione importante, che del resto è stata già e meglio esemplificata da Alessandro Bausani 1 , uno dei più grandi studiosi dell’Islam dell’epoca contemporanea. Quando diciamo religione, nel caso dell’Islam, non si può fare riferimento al concetto di religione cui siamo abituati – atei o credenti – nel nostro mondo tradizionalmente “cristiano”. A questo riguardo, va citato uno scrittore pakistano, Ghulam Ahmad Parwez, che anni fa ha scritto un saggio dal titolo Islam: a challenge to Religion, cioè “L’Islam: una sfida alla Religione”. Per l’Islam infatti la religione (din, che usualmente si traduce poco esattamente con “religione” nelle lingue occidentali) è qualcosa che abbraccia sia la nostra religione che la nostra politica, è regola di vita, legge, mentre le mancano le connotazioni sacerdotali – ritualistiche essenziali della nostra nozione di “religione”. Si spiegano così alcuni casi apparentemente paradossali, come quello di coloro che, pur essendo scarsamente religiosi nel nostro senso, e quasi atei, quando l’India nel 1947 fu divisa nei due stati di Unione Indiana a maggioranza indù e Pakistan musulmano, hanno scelto il secondo: l’Islam era per loro un modo di vivere, un insieme di comportamenti, un ideale politico, o meglio una (forse non ben precisa) miscela di tutto questo. Va altresì sottolineata l’importanza politica dell’Islam nella tormentata epoca attuale: uno “stato islamico” (molti sono gli stati che si fregiano di questo aggettivo, dall’Iran al Pakistan e altri ancora) non è per nulla simile allo 1 Alessandro Bausani, L’Islam, Garzanti, Milano, 1995, p. 11.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Francesco Lerro Contatta »

Composta da 129 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.