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La valutazione degli effetti delle politiche pubbliche: aspetti teorico metodologici e applicazione al POR FESR 2007-2013 in Lombardia

Informazioni tesi

  Autore: Riccardo Secomandi
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Bergamo
  Facoltà: Economia
  Corso: Scienze economiche
  Relatore: Alberto Brugnoli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 121

In un periodo di cambiamento come quello che stiamo vivendo in questi anni, l’importanza e i modi con cui lo Stato interviene nel sistema economico insieme ai responsabili politici, sono messi fortemente in discussione.
La valutazione degli effetti delle politiche pubbliche si offre quindi come strumento di accountability sia interno che esterno. In questo elaborato infatti si dimostrerà che è utile sia per la pubblica amministrazione, in quanto permette di indicare le politiche più efficaci nel raggiungere gli obiettivi prefissati, sia per rendere più consapevoli i cittadini delle azioni del settore pubblico.
In particolare, ci si è soffermati sul significato dei termini “valutazione” e “politiche pubbliche”, per poi entrare nel dettaglio dei principali concetti teorici sottostanti la valutazione degli effetti delle politiche pubbliche. Infine si sono descritti, anche attraverso esempi applicativi, i metodi più frequentemente utilizzati: i metodi sperimentali e i metodi non sperimentali.
Nella seconda parte invece si è riassunta l’esperienza di tirocinio in Éupolis Lombardia, durante la quale ho svolto una vera e propria applicazione della valutazione di impatto.
Per implementare questa valutazione in un primo tempo si sono contestualizzate le politiche pubbliche analizzate, successivamente si è costruito un modello input - output uniregionale per la regione Lombardia e infine si sono proposte delle simulazioni sulle ipotesi di spesa del POR FESR 2007-2013. Le conclusioni raggiunte sono state poi rafforzate utilizzando l’applicativo on – line per valutazioni di impatto: [email protected]
Si è cercato quindi di far risaltare le complessità teoriche, metodologiche e pratiche che il valutatore deve affrontare ed inoltre di evidenziare le potenzialità di questo tipo di valutazione, infatti dalle simulazioni effettuate sul modello “base” costruito si possono già trarre importanti informazioni da mettere a disposizione dei policy makers.
Questo lavoro lascia aperta anche una futura linea di ricerca che, grazie alla disponibilità di ulteriori informazioni, potrebbe portare alla costruzione di modelli più sofisticati in grado di rispondere anche a domande valutative più complesse.

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1 CAPITOLO INTRODUTTIVO “Conoscere per deliberare” Luigi Einaudi 1964, p.2 Origine e obiettivi della tesi Ho iniziato a conoscere il tema della valutazione delle politiche pubbliche durante il corso di Politica Economica, tenuto dal Prof. Brugnoli. La mia attenzione è stata catturata in particolare nel momento in cui sono stati esposti i primi casi applicativi, infatti per me era cosa totalmente nuova apprendere che sia possibile esprimere in modo scientifico il successo di una determinata politica. Iniziai ad approfondire personalmente questo argomento e lo portai persino fuori dalle aule dell’Università. Mi sto riferendo all’esperienza avuta nel piccolo comune dove vivo, Monte Marenzo, nel quale sono membro della Commissione Giovani. Questa commissione ha tra le sue funzioni quella di monitorare e verificare progetti, attività e interventi rivolti a bambini, ragazzi e adolescenti. Da lì capii che tra il dire dei manuali e il fare della realtà c’era veramente un mare di difficoltà e questo lavoro forse è la risposta a questa sfida, che ancora oggi è comunque aperta. Per capire l’importanza della valutazione, ho dovuto approdare in una realtà metropolitana come quella della città di Milano, dove ho vissuto due esperienze che definitivamente mi hanno convinto ad approfondire in maniera seria questa tematica. La prima è il convegno del 23 marzo 2012, promosso dalla Fondazione Cariplo e dalla Fondazione Pera, alla quale hanno partecipato il senatore Pietro Ichino e il presidente di Fondazione Cariplo, Giuseppe Guzzetti, in cui si è discusso degli esperimenti controllati come metodo pragmatico per disegnare politiche pubbliche più efficaci. La seconda è il mio tirocinio presso Éupolis Lombardia (Istituto superiore per la ricerca, la statistica e la formazione di Regione Lombardia) dove, con l’aiuto del Dott. Dal Bianco, ho provato personalmente a sviluppare una valutazione d’impatto vera e propria, descritta nella seconda parte dell’elaborato.

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