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La politica coloniale e amministrativa italiana in Eritrea dal 1880 al 1912

Informazioni tesi

  Autore: Michele Bella
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Catania
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze storiche
  Relatore: Federico Cresti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 62

In questo mio lavoro di tesi ho deciso di focalizzare la mia attenzione su quelli che sono considerati i primi due periodi della fase coloniale, cioè le origini e successivamente il periodo della stabilizzazione dei sistemi coloniali.
La tesi ha come obiettivo di mettere in risalto la prima amministrazione coloniale italiana in quella che fu la prima colonia dell’allora regno d’Italia, l’Eritrea. Punto focale del mio discorso è il primo periodo amministrativo, cioè il periodo che va dal 1880 al 1912.
Spesso, quando si prendono in esame gli aspetti istituzionali e quindi amministrativi di una colonia, si vede in essa l’immagine riflessa della madrepatria. Effettivamente anche nella Colonia Eritrea, si riflesse, anche se rimpicciolita, l’Italia di fine secolo. Tuttavia, pensare che le istituzioni della colonia fossero semplicemente copie di quelle italiane, sarebbe un grave errore, esse furono una sorta d’incrocio fra il modello italiano (rodato da un’esperienza almeno decennale) e la realtà locale.
La scarsa esperienza maturata, le esperienze degli altri stati coloniali europei, le limitate risorse locali, l’esigenza di governare al massimo dell’efficienza con il minimo di spesa, furono fattori che condizionarono non poco l’amministrazione italiana, che ebbe un’organizzazione lenta e laboriosa.
Proprio questi sono i temi a cui dedicherò maggior spazio, mettendo in evidenza i limiti e le incertezze dell’amministrazione, ma nello stesso tempo, le qualità degli uomini ai quali fu affidato il compito di organizzare il sistema di governo coloniale.
Il mio lavoro è basato sull’analisi di alcuni testi particolarmente illuminanti sull’argomento trattato, e in particolare sui seguenti:
“Gli italiani in Africa orientale” di Angelo Del Boca (volume I)
“Oltremare” Storia dell’espansione coloniale italiana di N. Labanca
“L’Italia coloniale” di Silvana Palma
“L’Africa come carriera” Funzioni e funzionari del colonialismo italiano di Chiara Giorgi
“La colonia Eritrea” di Isabella Rosoni
“ Giustizia coloniale. Modelli e prassi penale per i sudditi d’Africa dall’età giolittiana al fascismo” di Luciano Martone
“Il dopo Adua” di Ferdinando Martini, governatore civile in Eritrea (1897-1907) di Massimo Romandini

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5 NB. PER QUANTO RIGUARDA I NOMI DÌ LUOGHI O CITTÀ UTILIZZERÒ LA NOMENCLATURA UFFICIALE A.O.I Introduzione Il colonialismo italiano fino a qualche tempo fa ha avuto una storiografia spesso deludente, i manuali di storia che dedicano spazio alla politica coloniale sono stati molto poveri e imprecisi, come se un avvenimento così importante fosse stato dimenticato. Ciò va rintracciato, tra le altri ragioni, nella peculiarità della decolonizzazione italiana che non scaturì da un processo di lotta tra la metropoli e i movimenti autoctoni anticoloniali, ma a seguito di una risoluzione dell’ONU che, nel 1949-50, sancì formalmente la perdita delle colonie all’Italia, negando qualsiasi diritto sugli ex possedimenti, ad eccezione del mandato di amministrazione fiduciaria sulla Somalia fino al 1960. Di conseguenza, da un lato le leadership locali, deboli e immature, non erano preparate al compito che le spettava, dall’altro l’Italia diventa un paese ex colonizzatore senza alcun dibattito perché rappresentava un’esperienza storica da cancellare. L’autoassoluzione dalle responsabilità belliche e coloniali fu possibile grazie sia ai partiti antifascisti, che introdussero l’equazione (semplicistica e storicamente infondata) fra colonialismo e fascismo, rimuovendo così dalla memoria i quarant’anni di colonialismo liberale precedenti, sia agli alleati che non vollero punire l’Italia sconfitta ma anche cobelligerante attraverso processi nei confronti d’italiani autori di crimini di guerra in Africa. L’attenzione per le ex colonie crollò drasticamente anche a causa di deboli legami mantenuti con i paesi africani perché gli italiani rimasti nell’ex impero, furono molto pochi, gli interessi economici assai esigui e scarsa la migrazione degli ex

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