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Il progetto di sicurezza complementare ed i limiti giuridico-operativi degli operatori della vigilanza privata

Dalla necessità di maggiore sicurezza degli ultimi anni è nata l’occasione per riformare anche il settore della vigilanza privata, traendo l’avvio dalla sentenza della Corte di Giustizia della Comunità Europea (C-465/05) “libertà di stabilimento - servizi di vigilanza privata - compatibilità della normativa italiana con il diritto comunitario” del 13 dicembre 2007 che ha dato origine al Decreto Legge 8 aprile 2008 n. 59, convertito in Legge 6 giugno 2008, n. 101 "Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 8 aprile 2008, n. 59, recante disposizioni urgenti per l'attuazione di obblighi comunitari e l'esecuzione di sentenze della Corte di giustizia delle Comunità europee.", pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 132 del 7 giugno 2008 di cui, l’articolo 4, ha portato a significative modifiche al Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza in materia di servizi di sicurezza privati.
In particolare è stata normata la c.d. “sicurezza complementare”, ovvero quella tipologia di servizi da svolgersi a mezzo di guardie particolari giurate, salvo che la legge disponga diversamente o vi provveda la forza pubblica.
La tesi riguarda uno studio sul progetto di sicurezza complementare, ovvero del progetto di affiancare alle forze di polizia ordinarie, solo ed esclusivamente con compiti che prevedono l'osservazione e la segnalazione, le forze di polizia privata. Vengono illustrati i limiti giuridico-operativi degli operatori privati, con approfondimento circa la figura giuridica e i compiti.

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1 Introduzione Proprio in questi giorni il livello di insicurezza percepita è aumentato notevolmente, incrementato sia per l’attentato avvenuto a Genova il 7 maggio all’amministratore delegato di Ansaldo Nucleare sia per quello di Brindisi del 19 maggio davanti all’Istituto Morvillo-Falcone con la morte di una studentessa. Il primo dei fatti citati riporta indietro la memoria agli anni 70-80, definiti gli “anni di piombo”, dove il terrorismo di destra e di sinistra imperversava nel Paese, il secondo invece toccava un luogo dove nessun tipo di criminalità aveva mai osato: violenza stragista contro dei ragazzi che stavano andando a scuola. Non a caso, in merito all’episodio di Brindisi, il Procuratore Nazionale Antimafia Grasso, rispondendo ai giornalisti affermava: “l'attentato esplosivo di stamane è terrorismo puro. Colpendo la scuola di Brindisi, sono state colpite tutte le scuole d'Italia”. L’insicurezza, oltre che per i clamorosi episodi soprariportati, è uno stato d’animo che alberga nell’intimo dell’individuo, rafforzato dai continui stillicidi di notizie di aggressioni, rapine, furti, truffe. In campagna elettorale sono stati promessi inasprimenti di pene per i reati più frequenti, di aumento di risorse per le forze dell’ordine, di impegni sul territorio di militanti di partito (ronde e quant’altro), per poi passare nel dimenticatoio ad elezioni avvenute. 1 Chi non ha cavalcato l’emozione di fatti criminali ha perso le elezioni, chi ha strumentalizzato tali fatti le ha vinte come, ad esempio, per quanto avvenuto a Roma con la strumentalizzazione dell’omicidio di Giovanna Reggiani, 47 anni, uccisa il 30 1 Nello specifico le ricerche sulla paura della criminalità hanno preso l’avvio negli Stati uniti a metà degli anni 60, (in particolare il suddetto tema è stato oggetto di ampia discussione da parte della Commissione Katzenbach, istituita negli USA nel 1967, con l’obiettivo di condurre periodicamente degli studi sulla paura e sull’insicurezza dei cittadini), dimostrando che “non esiste una relazione diretta tra vittimizzazione e percezione della sicurezza. Non sempre, cioè, il legame tra reati subiti e paura della criminalità ricalca quanto davvero accade nella realtà” [E. Rossi, 2009]. Alcune ricerche, focalizzandosi sulle variabili socio-demografiche, hanno rilevato come le persone oltre i 65 anni di età e le donne dichiarano mediamente livelli di paura più elevati rispetto alle altre categorie di età e sesso. In Italia, ad esempio, un indagine da parte dell’Istat ha confermato questi dati rilevando che il 18,5% degli uomini non si sente sicuro ad uscire da solo la sera, contro il 36,1% delle donne, che dichiarano anche di aver timore a rimanere sole in casa e spesso di rinunciare ad uscire per paura [M. Mart, 2003]

Tesi di Master

Autore: Giuseppe Sorghi Contatta »

Composta da 41 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.