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Le Donne, le Organizzazioni e le Politiche Femminili durante il Fascismo.

Il lavoro di questa tesi ripercorre la condizione femminile durante il fascismo, considerando i campi all'interno dei quali la donna operava. Si parte dal ruolo della donna casalinga per arrivare alla condizione della donna lavoratrice nei vari settori: fabbrica, lavoro nei campi, insegnamento e il nuovo ruolo della segretaria. Si approfondirà la costituzione delle varie organizzazioni, quali FILDIS, ONMI, SOLD, Piccole e Giovani Italiane, Associazione Massaie Rurali, GUF e così via, in cui la donna doveva essere inquadrata. Si cercherà di creare un quadro generale del contesto femminile durante il ventennio vedendo la vita della donna attraverso la canzone, lo sport, la bellezza, i valori, l'organizzazione del tempo libero, il lavoro e la sua educazione.

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3 Introduzione In questa tesi si prende in considerazione la condizione delle donne durante il ventennio fascista, analizzandola in diversi ambiti: lavorativo, familiare, sociale e sportivo. La storia femminile, per lungo tempo, non ha destato un particolare interesse fra gli studiosi ed è stata, nella maggior parte dei casi, affrontata indirettamente e marginalmente. Per il periodo fascista, analisi più approfondite sono state elaborate solo negli anni più recenti. Molti sono stati gli studi compiuti, da quelli di Marina Addis Saba a quello di Victoria De Grazia Le donne nel regime fascista, sebbene manchi a tutt’oggi un’opera di ampio respiro, come fa notare Helga Dittrich-Johansen nel suo libro Le  militi dell’idea  , Storia delle organizzazioni femminili del Partito Nazionale Fascista, che rimane uno dei lavori più importanti sulle organizzazioni fasciste femminili. Sulla base degli studi esistenti è stato possibile tracciare un percorso - che è apparso articolato e, sotto molti aspetti, costellato da numerose contraddizioni - su quello che è stato il “cammino” delle donne nel corso del ventennio. Fu, infatti, proprio nel corso del fascismo che la posizione delle donne sia rispetto all’intera sfera sociale, sia agli interessi della nazione, assunse nuove caratteristiche alla luce dei compiti e dei ruoli che si prospettavano per loro. Mussolini impose una linea del tutto diversa che lo contraddistinse dall’atteggiamento della classe dirigente del passato: volle chiamare le donne alla partecipazione in prima persona in quanto avrebbero ricoperto un ruolo funzionale nell’organizzazione del consenso. Ciò richiedeva, ineluttabilmente, la capacità di gestire per intero l’universo femminile, senza alcuna esclusione. A questo scopo furono create organizzazioni femminili che inquadravano tutte le donne a seconda della loro posizione nella società. La prima organizzazione, in ordine temporale, fu quella dei Fasci femminili, costituita nel 1921, alla quale aderirono le attiviste e le donne del primo fascismo. I Fasci femminili, da soli,

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Sara Contini Contatta »

Composta da 188 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3397 click dal 11/01/2013.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.