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L'intervento di counseling come sostegno all'allattamento materno

Informazioni tesi

  Autore: Valentina Cantù
  Tipo: Tesi di Specializzazione/Perfezionamento
Specializzazione in Diploma Life Counseling
Anno: 2011
Docente/Relatore: Loris Adauto Muner
Istituito da: Istituto Dialogos, Libera Università del Counseling
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 54

L'allattamento materno è il processo con il quale una femmina di mammifero nutre il proprio cucciolo dalla nascita, e durante il primo periodo di vita, attraverso la produzione e l'emissione del latte materno dalla mammella (lattazione), grazie alla suzione diretta del cucciolo dal capezzolo.
Questa pratica risulta essere il modo naturale di nutrire ed accudire il cucciolo nel periodo iniziale di vita ed è una delle caratteristiche fondamentali di tutti i mammiferi, di cui noi, Homo sapiens, facciamo parte.
Qualcosa però, ad un certo punto, per gli esseri umani, è cambiato.
Così, nelle società più civilizzate, allattare è visto come un comportamento primitivo, associato alle popolazioni povere del mondo ed agli altri animali.
Le cause principali di questo sconvolgimento nel modo di accudire la prole sono fondamentalmente tre:

• la necessità delle donne, a partire dal XIX secolo, di allontanarsi dal neonato per lavorare nelle fabbriche, arrivando dunque a delegare anche la nutrizione ad altre figure: da qui la necessità del biberon.
• la produzione di massa di sostituti del latte materno, che non vengono venduti come ‘ la migliore alternativa ’ in caso di necessità, ma come la soluzione a presunti problemi delle neomamme.
• Il potere sempre più grande acquisito dai medici che, forti delle loro ‘ conoscenze scientifiche ’ si sono pian piano appropriati delle competenze delle madri, che sono state quindi espropriate della loro capacità di accudire il piccolo e relegate nel ruolo di ‘incapaci’, bisognose di essere guidate in tutto e per tutto: dalla scelta dell’alimentazione, alla gestione del sonno e così via.

In seguito a questi eventi il latte materno è stato via via screditato con falsi miti, come ‘ Il tuo latte non è abbastanza nutriente ’ ed altre affermazioni prive di fondamento (1). Intorno all’allattamento sono sorti nel tempo pregiudizi e luoghi comuni che condizionano pesantemente la scelta della donna: allattare stanca, il seno si rovina, il bambino monopolizza la madre, convincendo le donne che tale scelta sia incompatibile con la vita moderna.
Le conseguenze di questo drastico cambiamento nel modo di alimentare i bambini non riguardano però solo la loro salute e la mera nutrizione , ma coinvolgono la sfera psico-emotiva dei bambini stessi e delle loro mamme.
Sempre più donne non riescono ad allattare, e non per cause organiche.
Dal mancato allattamento possono nascere molte insicurezze, soprattutto riguardanti le capacità di accudimento del proprio bebè, con possibili conseguenze negative sulla futura relazione col neonato e sul benessere personale delle mamme. (2)
Fortunatamente, negli ultimi anni, si sta facendo strada un movimento che sostiene l’allattamento, formato da associazioni a favore dell’allattamento al seno quali La Leche League o Ibfan Italia, per citare le più conosciute, e sostenuto da organizzazioni quali Unicef ed OMS, che hanno dato vita a diverse iniziative (Ospedale amico del Bambino) e contribuito alla stesura di svariati testi quali la dichiarazione “L’allattamento al seno: protezione, incoraggiamento e sostegno.L’importanza del ruolo dei servizi per la maternità”, OMS, Ginevra, 1989, all’interno della quale sono riportati i Dieci Passi per l’Allattamento al Seno, ovvero un decalogo delle misure che ogni struttura sanitaria dovrebbe dimostrare di rispettare, rimesso in luce durante la Settimana Mondiale dell’Allattamento, tenutasi dal 1°ottobre 2011, e la Dichiarazione degli Innocenti 2005 sull’alimentazione dei neonati e dei bambini.
Tutto questo dovrebbe aiutare le donne a riappropriarsi di uno spazio totalmente personale, intimo e che rimette nelle loro mani un grande potere: quello di nutrire il proprio piccolo.
Nonostante ciò, sono ancora poche le donne che riescono ad ascoltarsi tanto da portare avanti questo compito assegnato loro da Madre Natura e, ancora oggi, l’allattamento non è più un gesto spontaneo e naturale, ma è diventato un’attività condizionata dalla cultura di riferimento.

In questo lavoro vorrei evidenziare le difficoltà vissute dalle mamme nella nostra società, i disagi che le portano a scegliere di non allattare nonostante un forte desiderio di farlo. Vorrei inoltre concretizzare la possibilità di offrire un aiuto attraverso una mirata attività di counseling.

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4 1. INTRODUZIONE E’ uno dei momenti attesi con più trepidazione: dopo nove mesi di gravidanza finalmente hai tra le braccia il tuo piccolino e cerchi di attaccarlo al seno..ma qualcosa non funziona! Fai qualche tentativo, speri che tutto vada per il meglio, eppure, invece di entrare in quel periodo idilliaco di cui tante donne raccontano estasiate, tu senti stanchezza, dolore e disperazione. Cosa succede? L'allattamento materno è il processo con il quale una femmina di mammifero nutre il proprio cucciolo dalla nascita, e durante il primo periodo di vita, attraverso la produzione e l'emissione del latte materno dalla mammella (lattazione), grazie alla suzione diretta, da parte del cucciolo, dal capezzolo della madre. Questa pratica risulta essere il modo naturale per nutrire e accudire il figlio nel periodo iniziale di vita ed è una delle caratteristiche fondamentali di tutti i mammiferi, fra i quali l’ Homo sapiens. Qualcosa però, ad un certo punto, per gli esseri umani, è cambiato: nelle società più civilizzate, allattare è considerato un comportamento primitivo, associato alle popolazioni più povere del mondo ed agli altri animali. Le cause principali di questo sconvolgimento nel modo di accudire la prole sono fondamentalmente tre:  la necessità delle donne, a partire dalla metà del XIX secolo, di allontanarsi dal neonato per lavorare nelle fabbriche. La nutrizione del piccolo viene delegata ad altre figure quali nonni o badanti: da qui la necessità del biberon;  la produzione di massa di sostituti del latte materno, che non vengono venduti come ‘la migliore alternativa’ in caso di necessità, ma come la soluzione a presunti problemi delle neomamme;  Il potere sempre più grande acquisito dai medici che, forti delle loro ‘conoscenze scientifiche’ si sono pian piano appropriati delle competenze delle madri, defraudate di conseguenza della loro capacità di accudire il piccolo e relegate al ruolo di ‘incapaci’, bisognose di essere guidate in tutto e per tutto, dalla scelta dell’alimentazione, alla gestione del sonno e così via. In seguito a questi eventi il valore del “latte materno” è stato spesso screditato da falsi miti, fra i quali “Il tuo latte non è abbastanza nutriente” ed altre affermazioni totalmente prive di fondamento. 1 Intorno all’allattamento sono sorti pregiudizi e luoghi comuni che condizionano pesantemente la scelta della donna: allattare stanca, il seno si rovina, il bambino monopolizza il tempo e lo spazio della madre. Tutto ciò ha reso tale pratica, così naturale, apparentemente incompatibile con la vita moderna. Le conseguenze di tale drastico cambiamento nel modo di alimentare i bambini non riguardano solo la loro salute e la mera nutrizione , al contrario coinvolgono la sfera psico-emotiva dei bambini stessi e delle loro mamme, ed il loro benessere generale. Sempre più donne non riescono ad allattare, e non per cause organiche.

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