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La politica estera e di sicurezza comune dell'Unione europea e il caso Libia

Questa tesi analizza le disposizioni dei trattati europei sul funzionamento della Politica estera e di sicurezza comune di cui l'Unione europea si è recentemente dotata e presenta nel dettaglio i casi pratici, tra difficoltà e successi, in cui tale politica è stata attuata. Vengono presentati, in particolare, gli atti e le azioni che l'Unione europea ha intrapreso in occasione della guerra civile in Libia nel 2011.

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5 1. INTRODUZIONE Il presente lavoro si propone di esaminare le modalità attraverso cui l‟Unione europea elabora e attua la sua politica di sicurezza esterna (Politica estera e di sicurezza comune o PESC), intesa come l‟insieme degli strumenti posti in essere dall‟Unione per fronteggiare quelle situazioni percepite come minacce, in quanto suscettibili di mettere in pericolo la sicurezza dei suoi Stati membri e la pace internazionale. La popolazione dell‟Unione europea sfiora i 500 milioni di persone ed è la terza nel mondo per ordine di grandezza dopo quelle della Cina e dell‟India. Le sue dimensioni e il suo impatto in termini commerciali, economici e finanziari fanno dell‟Unione una delle principali potenze mondiali: essa è all‟origine della maggior parte degli scambi commerciali e genera un quarto della ricchezza mondiale. Ma le dimensioni e la straordinaria espansione economica degli ultimi decenni comportano anche una doverosa assunzione di responsabilità: infatti, oltre ad essere una potenza commerciale sempre più influente, negli ultimi anni l‟Unione europea si è dotata di una propria politica estera e di sicurezza che le dovrebbe consentire di parlare e agire con una sola voce sulla scena mondiale. L‟Unione opera insomma a tutto campo sul piano internazionale, con una continua espansione della propria azione e con un peso politico crescente; a questo punto il problema che si pone è quello di conformare le strutture, i meccanismi e gli strumenti d‟azione al ruolo di protagonista sulla scena internazionale che ormai le compete, in coerenza con l‟obiettivo di rafforzare “l‟identità dell‟Europa e la sua indipendenza al fine di promuovere la pace, la sicurezza e il progresso nell‟Europa e nel mondo” (come recita il Preambolo del Trattato sull‟Unione europea). E tuttavia proprio in questo settore, lo sviluppo del processo comunitario è passato attraverso la continua dialettica tra istanze integrazioniste ed intergovernative: esso è stato possibile solo grazie alla faticosa ricerca di compromessi e mediazioni per tener conto delle ragioni e anche delle pressioni dei singoli Stati membri 1 . Infatti, come ricorda il noto giudice Antonio Tizzano, «above all, what remains is a fragmented and divided structure, 1 A. TIZZANO, Note in tema di relazioni esterne dell’Unione Europea, in Luigi Daniele (a cura di), Le relazioni esterne delle’Unione europea nel nuovo millennio, Milano, 2001, pp. 31-32.

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Davide Alemanni Contatta »

Composta da 55 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2301 click dal 18/01/2013.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.