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Il turismo all'Orto Botanico dell'Università di Padova, sito del Patrimonio Mondiale

Da qualche anno mi interesso allo studio dei siti del Patrimonio Mondiale, in particolare dal punto di vista turistico, progettando itinerari di viaggio nei quali faccio corrispondere le tappe a questi siti.
La mia crescente curiosità per l’argomento mi ha portato a pormi alcune domande, che ho trasformato in altrettante questioni da affrontare nell’ambito della tesi: che rapporto c’è tra il turismo e i Siti del Patrimonio Mondiale? E quanto influisce nella scelta della destinazione dei potenziali turisti il fatto di essere un sito della Lista UNESCO?
In questa tesi ho provato a rispondere a questi interrogativi e ad analizzare, sinteticamente, l’importanza che viene attribuita al turismo da parte delle istituzioni che si occupano dei siti del Patrimonio Mondiale, adottando come caso di studio l’Orto Botanico dell’Università degli Studi di Padova, sito iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale dal 1997.

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1 INTRODUZIONE Nel 2012 si celebra il 40° Anniversario della Convenzione riguardante la Protezione sul piano Mondiale del patrimonio culturale e naturale 1 , cui diede vita l’Assemblea Generale dell’UNESCO (United Nations Educational Scientific and Cultural Organization) il 16 novembre 1972. Dopo la 36 a Conferenza del Patrimonio Mondiale, tenutasi quest’anno a San Pietroburgo, sono 962 i beni che fanno parte della Lista del Patrimonio Mondiale (World Heritage List), di rilevanza culturale o naturalistica o misti 2 . Gli Stati Parte (Signatory Parties) che hanno ratificato la Convenzione sono 190 (UNESCO, World Heritage Centre, 2012), su un totale di 195 Stati Membri dell’UNESCO; grazie alla loro adesione hanno offerto il proprio contributo alla conservazione non solo dei siti individuati come Patrimonio Mondiale all’interno dei loro stessi confini, ma anche alla salvaguardia di tutti gli altri siti iscritti nella Lista 3 . L’attività della Convenzione fonda le sue radici sul riconoscimento che alcuni luoghi della Terra possiedano un tale “eccezionale valore universale” (“outstanding universal value”) per caratteristiche naturali, valenza storica o significato spirituale, da rendere la loro protezione non di esclusiva responsabilità di una singola nazione, ma della comunità internazionale nel suo insieme. Alla luce di queste premesse, ognuno dei siti iscritti nella Lista, con le sue peculiari caratteristiche culturali o naturali, rappresenta un’eredità inalienabile del patrimonio del Paese in cui si trova. Dal punto di vista di coloro che, a vario titolo, si occupano di turismo, i siti del Patrimonio Mondiale sono visti come importanti mete turistiche del Paese dove si trovano, come landmarks, cioè elementi simbolo della destinazione, utilizzati 1 Si tratta della traduzione ufficiale italiana della denominazione ufficiale. La denominazione originale in inglese è “Convention Concerning the Protection of the World Cultural and Natural Heritage”. 2 Per le categorie dei siti, vd. Capitolo Primo, par. 1. 3 In Italia, nel linguaggio comune si utilizza spesso la dizione di “Patrimonio dell’Umanità”, anziché quella, formalmente corretta, di “Patrimonio Mondiale”.

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Lorella Negro Contatta »

Composta da 84 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 641 click dal 15/01/2013.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.