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Problematiche legali e fiscali per l'importazione di nuova costruzione navale in Brasile

Informazioni tesi

  Autore: Mattia Mantero
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli studi di Genova
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia bancaria
  Relatore: Mauro Chirco
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 64

Anche il settore marittimo, a livello mondiale ha risentito notevolmente gli effetti della crisi e della recessione che dal 2008 stiamo vivendo.
Gli effetti più tangibili di questo processo si sono avuti negli anni 2009 e 2010 dove gli ordini all’interno del settore navale in Europa sono crollati dell’80 per cento.
Previsioni di recupero degli ordinativi nel settore marittimo e dei noli delle merci sono fissate per gli anni 2013 o 2015, in linea con gli altri settori economici che attualmente stanno vivendo un momento di recessione.
L’Europa detiene circa il sei per cento degli ordinativi a livello mondiale, grazie alla costruzione di navi ad elevato valore aggiunto, a testimonianza dell’alta qualità che si riesce a raggiungere nei cantieri europei e soprattutto italiani.
Le maggiori quote di ordinativi sono detenute da Paesi nel sud est asiatico, dove Giappone, Corea del Sud e Cina ogni anno registrano un incremento degli ordinativi e raggiungono nella produzione standard qualitativi sempre più elevati.
A differenza dei Paesi competitori extracomunitari, che ricevono dai Governi ingenti aiuti di Stato ed agevolazioni, l’Europa ha scelto la linea del libero mercato, regolando la concorrenza interna e vietando ogni tipo di aiuto alla cantieristica da parte dei Governi di uno singolo Stato.
Si è ritenuto corretto attuare politiche di investimento al fine di svecchiare molte unità che risultano obsolete ed inquinanti, in favore di unità più nuove ed eco-friendly, grazie anche all’introduzione di incentivi eco-bonus.
A sostegno del rilancio della domanda, sono state previste semplificazioni sulle norme per l’accesso al credito, grazie al coinvolgimento della Banca Europea degli Investimenti.
In questo scenario di crisi ed ordinativi pressoché nulli in Europa, molti costruttori hanno ritenuto opportuno investire in mercati emergenti per acquisire quote di mercato in Nazioni che hanno grandi potenziali di crescita per i prossimi anni e dove siano previste agevolazioni sugli investimenti che vengono effettuati.
Uno dei mercati più interessanti per la nautica è il Brasile, questo grazie alla sua estensione, alla sua conformazione, con grandi territori vicino al mare adatti alla costruzione di cantieri e porti turistici e acque fluviali adatte ad essere navigate anche internamente.
Il Brasile, a livello di esportazioni ha solidi rapporti con i Paesi asiatici, seguiti da Europa e Stati Uniti, questo grazie all’enorme quantità di materie prime che si trovano nel Paese.
Il settore marittimo risulta articolato in maniera molto complessa e accedervi, senza stabilire una filiale in territorio brasiliano potrebbe non essere vantaggioso.
L’Organismo, istituito con Legge numero 10233/2001 dal Ministero brasiliano della Navigazione, è denominato ANTAQ e ha il compito di autorizzare e verificare annualmente che tutte le unità navali presenti nel mercato brasiliano siano idonee a compiere i servizi per cui è chiesta autorizzazione.
Pertanto, per una Società residente estera, al fine di poter operare all’interno del mercato, è necessario che ottenga tale autorizzazione, che verrà poi rivista annualmente, in quanto ANTAQ potrà favorire navi registrate in Brasile a discapito di navi straniere.
Considerata quindi la normativa fiscale applicata ai soggetti residenti esteri che concludono contratti di noleggio o vendita in territorio brasiliano per imbarcazioni registrate presso un registro navale straniero è importante valutare anche l’opzione dell’insediamento per una Società direttamente in territorio brasiliano.
L’insediamento può avvenire in due modalità: costituzione di una Società di diritto brasiliano, l’apertura di una filiale dell’Azienda
Nel caso si optasse per la costituzione di una Società di diritto brasiliano le forme giuridiche più idonee a compiere l’investimento sono la Sociedade Limitada (Società Responsabilità Limitata) e la Sociedade Anônima (Società per Azioni).
In conclusione, come dimostrato dai recenti insediamenti di alcune delle più importanti Società navali, di yacht e di design navale, europee ed italiane, il Brasile è una Nazione molto attrattiva e remunerativa con prospettiva di crescita e sviluppo molto ampie ma bisogna contemporaneamente valutare i rischi in cui si incorre nel caso venissero compiute scelte errate in merito agli investimenti nel Paese.

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2 INTRODUZIONE Anche il settore marittimo, a livello mondiale ha risentito notevolmente gli effetti della crisi e della recessione che dal 2008 stiamo vivendo. Gli effetti piø tangibili di questo processo si sono avuti negli anni 2009 e 2010 dove gli ordini all’interno del settore navale in Europa sono crollati dell’80 per cento. Previsioni di recupero degli ordinativi nel settore marittimo e dei noli delle merci sono fissate per gli anni 2013 o 2015, in linea con gli altri settori economici che attualmente stanno vivendo un momento di recessione. L’Europa detiene circa il sei per cento degli ordinativi a livello mondiale, grazie alla costruzione di navi ad elevato valore aggiunto, a testimonianza dell’alta qualità che si riesce a raggiungere nei cantieri europei e soprattutto italiani. Le maggiori quote di ordinativi sono detenute da Paesi nel sud est asiatico, dove Giappone, Corea del Sud e Cina ogni anno registrano un incremento degli ordinativi e raggiungono nella produzione standard qualitativi sempre piø elevati. Altro elemento determinante per l’andamento del settore, sono le politiche di mercato che la Commissione Europea sta adottando. A differenza dei Paesi competitori extracomunitari, che ricevono dai Governi ingenti aiuti di Stato ed agevolazioni, l’Europa ha scelto la linea del libero mercato, regolando la concorrenza interna e vietando ogni tipo di aiuto alla cantieristica da parte dei Governi di uno singolo Stato. Le uniche linee guida per superare la crisi ed incentivare gli investimenti sono state dettate durante la Conferenza di Bilbao, tenutasi ad aprile 2010. Si è ritenuto corretto attuare politiche di investimento al fine di svecchiare molte unità che risultano obsolete ed inquinanti, in favore di unità piø nuove ed eco- friendly, grazie anche all’introduzione di incentivi eco-bonus.

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Parole chiave

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