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"CIAK, si guida!" La motorizzazione dell'Italia del boom e la sua rappresentazione cinematografica

Ogni giorno un individuo trascorre mediamente da una a due ore nella propria automobile e ancora di più le ore per uscire con gli amici o viaggiare. Da questa riflessione nasce l’idea di comprendere quale sia stato il cammino svolto dalla società italiana rispetto alla motorizzazione di massa, e l’idea di analizzarla attraverso il cinema degli anni Cinquanta e Sessanta cercando di evidenziare quali cambiamenti sociologici e psicologici la diffusione di questo mezzo di trasporto ha portato con sé e chiedendoci proprio come il cinema abbia rappresentato questo fenomeno. In quasi tutti i film che appartengono alla Commedia all’italiana si vedono le automobili, alcune volte sono protagoniste altre un po’ meno.
L’Italia grazie ad alcune scelte politiche e alla voglia di rinascita dopo un devastante conflitto mondiale, riuscì a diventare un Paese moderno e industrializzato. Nascono in quegli anni infatti l’Autostrada del Sole, la Vespa e la 600, “l’utilitaria per tutti”. Nascono anche i primi autogrill, ma si assiste pure all’aumento del traffico e degli incidenti.
Il cinema va di pari di passo con questo sviluppo, partendo dal Neorealismo alla Commedia all’italiana con i suoi protagonisti più famosi come Alberto Sordi, Vittorio Gassman e Marcello Mastroianni.
Attraverso film come “Il vigile”, “Made in Italy” o “Accadde al cmmissariato”, si evidenziano le manie, l’amore, le ansie degli italiani nei confronti dell’automobile. Si evidenzia il diverso utilizzo di questo mezzo di trasporto e il significato che assume per il singolo individuo e per l’individuo all’interno della società. Quindi automobile come alleata nella conquista di una donna come in “Bravissimo”, automobile per un uso poco convenzionale come il furto in l’ “Audace colpo dei soliti ignoti” o l’auto per elevare il proprio status sociale come ne “Il boom”.
Pellicole come “Vacanze romane” icona della cinematografia e film che ha contribuito alla diffusione della Vespa nel mondo; “Il sorpasso”, film simbolo del boom economico; “I motorizzati”, ironico e divertente sulle manie e gli aspetti negativi della motorizzazione al maschile; “Le motorizzate”, che rappresenta il rapporto tra le donne e l’automobile; “Ieri, oggi, domani”, con il secondo episodio “Anna”, mette in evidenza un mondo difficilmente raggiungibile dalla gente comune, evidenziano come nei diversi strati sociali fosse affrontato e avvertito questo fenomeno, e come questo mezzo fosse già allora un mezzo indispensabile che accompagnerà sempre l’uomo nella maggior parte della sua vita.

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14 1.1 Il boom 1.1.1 Il dopoguerra Alla fine della seconda guerra mondiale l’Italia è un paese profondamente ferito dai bombardamenti e dalla distruzione lasciata dai nazisti e dalle truppe anglo-americane. Le città sono un cumulo di macerie. La guerra, con le sue esigenze di risorse umane e materiali, si è presa tutto lasciando dietro di sé una popolazione alla paralisi: mancano i generi di prima necessità; manca il lavoro, ovunque è povertà e desolazione; l’economia è nelle mani del mercato nero; e molti sono rimasti senza casa; l’industria lamenta l’assoluta mancanza di materie prime e per ripartire si attinge dai rottami della guerra, soprattutto degli aerei militari. I problemi che si trovano ad affrontare i governi della neonata Repubblica negli anni dell’immediato dopoguerra, sono quelli della ricostruzione di un Italia che si ritrova con notevoli danni alle abitazioni, alla rete stradale e alla rete ferroviaria; ed è soprattutto il Sud che registra i danni e le perdite maggiori, essendo stato teatro delle battaglie più cruente. Nel nostro Paese oltre la metà delle strade e dei ponti è impraticabile, e quello della mobilità sembra essere uno dei problemi più pressanti per rimettere in moto l’economia. Si ripristinano quindi linee tranviarie e servizi pubblici urbani per dare alla gente la possibilità di

Tesi di Laurea

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere

Autore: Ersilia Contarino Contatta »

Composta da 139 pagine.

 

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