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Indagine di incidenza sulle polmoniti associate a ventilazione assistita nell’ambito del programma di gestione del rischio clinico dell’Azienda Ospedaliera di Pesaro

L’indagine di incidenza sulle polmoniti associate a ventilazione assistita (VAP) nell’Azienda Ospedaliera di Pesaro è inserita in un programma di gestione del rischio clinico, che ha avuto inizio nel 1997 dopo l’evento epidemico verificatosi presso l’unità operativa di Ematologia che aveva causato 10 decessi.
Da allora è stato attivato un sistema di sorveglianza che si è sviluppato in varie tappe: due indagini di prevalenza nel 1999 per avere una visione generale della situazione in tutto l’ospedale; dal 2000 studi di incidenza mirati sulle infezioni da catetere venoso centrale e da catetere urinario; dal 2003 studi di incidenza sulle infezioni della ferita chirurgica.
Nel 2006 è stato condotto lo studio sulle VAP con l’obiettivo di determinare il tasso di incidenza di questa tipologia di infezioni ospedaliere, in quanto questo ambito non era stato precedentemente mai studiato presso l’Azienda Ospedaliera di Pesaro, e di confrontarlo con i dati presenti in letteratura al fine di programmare interventi di revisione delle procedure per migliorare la qualità dell’assistenza.
Nel progetto sono stati definiti i criteri per la diagnosi di vap:
Sono stati inclusi nello studio tutti i pazienti intubati in rianimazione o al pronto soccorso o al blocco operatorio;
sono stati esclusi dallo studio:
tutti i pazienti portatori di polmonite all’ingresso;
i pazienti che entrano in ospedale già intubati;
i pazienti che rimangono intubati per meno di 24 ore.
Dal novembre 2005 al novembre 2006 sono stati rilevati i dati di 84 pazienti ricoverati in Rianimazione attraverso la revisione delle cartelle cliniche e infermieristiche e il colloquio con gli operatori per la verifica sui dati incompleti o di difficile interpretazione.
I dati sono stati elaborati con l’ausilio del software EPI INFO.
Degli 84 pazienti ricoverati in Rianimazione e sottoposti a ventilazione meccanica 6 hanno sviluppato la VAP di cui 1 precoce e 5 tardive; 2 hanno sviluppato un’infezione delle vie urinarie (IVU) e 76 non hanno sviluppato alcuna infezione.
E’ stata calcolata l’incidenza di VAP su 1000 giorni di intubazione/paziente (TVAP1000) che risulta essere 10,2 casi/1000 gg/ventilazione.
Questo dato è stato confrontato con lo studio di sorveglianza delle VAP nei presidi ospedalieri dell’ASL 3 di Torino del 2006 il quale riporta un’incidenza di 12,8 casi; con lo studio del 2005 realizzato dal Gruppo Italiano per la Valutazione degli interventi in Terapia Intensiva (GiViTI) di Bergamo che riporta un’incidenza pari a 7 (6,6-7,5); infine con lo studio del NNIS (National Nosocomial Infections Surveillance) del 1998 che riporta un’incidenza che va da 5,6 casi nelle terapie intensive respiratorie a 21,1 casi nelle terapie intensive per ustionati e con un più recente studio del NNIS del 2004 che attesta un TVAP1000 di 5,4 casi.
Un’ulteriore analisi è stata fatta in relazione alla provenienza dei pazienti che hanno sviluppato la VAP in quanto 5 di essi provenivano dal Pronto Soccorso e di questi 4 erano stati intubati in situazione di emergenza in Pronto Soccorso.
Sono state calcolate le degenze medie dei pazienti con VAP (22.8 giorni/paziente) e di quelli senza infezioni (10.5 giorni/paziente). Considerando che nell’Az. Ospedaliera di Pesaro una giornata di degenza in Rianimazione costa 1344.40 euro possiamo calcolare quanto ci è costata la degenza media di un paziente con VAP pari a 30652,32 euro, mentre il paziente senza VAP ci è costato mediamente 14116,2 euro.
Concludendo, con la sorveglianza delle infezioni ospedaliere è stato studiato l’andamento del fenomeno nella nostra realtà e, confrontando i dati con quelli presenti in letteratura, è emerso che l’incidenza risulta compresa nel range di accettabilità.
La scelta dell’Azienda Ospedaliera di Pesaro è quella di puntare sul comportamento degli operatori e per questo motivo, accanto alla formazione e sensibilizzazione sulla epidemiologia e sulla prevenzione, si è scelto di aderire ad un progetto promosso dall’OMS che focalizza l’attenzione della prevenzione sull’igiene delle mani che è la misura più importante e semplice, ma che purtroppo è anche quella disattesa in più del 50% dei casi in cui sarebbe indicata.
In seguito la sorveglianza attraverso nuovi studi di incidenza ci permetterà di valutare se le energie investite nella realizzazione di questo progetto si saranno tradotte in ulteriori riduzioni dei tassi di incidenza delle infezioni ospedaliere.

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- 4 - INTRODUZIONE Il Comitato Infezioni Ospedaliere (CIO) ed il relativo Team Operativo sono stati istituiti presso l’Azienda Ospedaliera di Pesaro nell’anno 1997. I primi studi di prevalenza sulle infezioni ospedaliere risalgono solo al 1999 in quanto alla fine dell’anno 1997, presso l’Unità Operativa di Ematologia, si è verificato un evento epidemico di Epatite B che ha causato 10 decessi e ha assorbito le risorse e le energie dei professionisti del CIO, della Direzione Sanitaria e della Direzione Infermieristica. La gestione di una così grave emergenza igienico sanitaria infatti ha coinvolto la Direzione Sanitaria e la Direzione Infermieristica nella pianificazione, organizzazione e operatività di una serie di misure finalizzate alla gestione e risoluzione dell’evento avverso. Le carenze strutturali hanno richiesto l’attuazione di interventi finalizzati alla creazione di ambienti rispondenti agli standard igienici e di sicurezza, sia per utenti che per operatori. Inoltre l’evento ha fornito le basi sulle quali costruire una cultura organizzativa, operativa e igienica: la cultura della gestione del rischio clinico, della prevenzione del rischio e dell’apprendere dall’errore. Da allora sono trascorsi quasi 10 anni e nell’Azienda Ospedaliera di Pesaro la gestione del rischio clinico è ormai diventata un ambito integrato della governance clinica, nella programmazione sia a livello strategico che operativo- gestionale. Infatti sono stati attivati programmi di gestione del rischio da infezioni ospedaliere, da cadute accidentali, da errori nella somministrazione dei farmaci e da lesioni da decubito che ogni anno vengono misurati e valutati.

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Medicina e Chirurgia

Autore: Francesca Barbarini Contatta »

Composta da 104 pagine.

 

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