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Lo spazio della cronaca nei telegiornali: un'indagine diacronica

Informazioni tesi

  Autore: Raffaella Bastianelli
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Perugia
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze della politica
  Relatore: Paolo Mancini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 247

«Ormai c'è uno spazio abnorme, nei telegiornali e nei notiziari, dedicato alla cronaca nera e giudiziaria. Queste notizie hanno preso il posto di notizie essenziali come, ad esempio, le informazioni internazionali, spesso sottaciute», così affermava poco più di un anno fa il Capo dello Stato Giorgio Napolitano in visita al quotidiano L’Eco di Bergamo e continuava ammonendo: «occorre una informazione più responsabile, più pacata, affinché ci sia un clima politico di maggiore correttezza e sobrietà» (Napolitano: «Nei telegiornali troppo spazio a nera e giudiziaria», in Corriere.it, 2 febbraio 2011). Il giorno successivo i direttori dei principali
telegiornali nazionali, pur non sentendosi chiamati direttamente in causa, si affrettavano a dichiararsi in perfetta sintonia con le raccomandazioni del Presidente della Repubblica, tutti, da Augusto Minzolini del Tg1 a Clemente Mimun del Tg5, da Emilio Fede del Tg4 a Bianca Berlinguer del Tg3, passando per Enrico Mentana del TgLa7, sembravano perfettamente concordi con le parole di Napolitano e ognuno di loro si affrettava a mostrare come il proprio Tg non fosse uno di quelli a cui evidentemente il Presidente si riferiva nel proprio monito. Il direttore Mimun tentava anche di spiegare le ragioni di determinate scelte editoriali riflettendo su come l’interesse dei telespettatori italiani sia andato concentrandosi negli ultimi anni molto di più verso i misteri, i delitti e la cronaca giudiziaria che non verso i fatti relativi alla politica, specie internazionale. Per suffragare la sua considerazione, poi, sosteneva che bastava andare a confrontare i risultati dei dati di ascolto degli speciali dedicati ai casi di Avetrana, Cogne e via Poma con quelli degli speciali dedicati invece alle crisi in Tunisia ed Egitto per rendersi conto del fatto che sono gli stessi telespettatori a richiedere un determinato tipo di notizie a scapito spesso di altre e naturalmente il direttore di un telegiornale non può non tenere in considerazione tali evidenze (Cavalli Giovanna, E i direttori dei tg: ha ragione, noi però non c' entriamo, Corriere della Sera, 3 febbraio 2011, pag.2).
Ma stanno davvero così le cose? La cronaca sta davvero diventando la regina dei nostri telegiornali?

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3 INTRODUZIONE «Ormai c'è uno spazio abnorme, nei telegiornali e nei notiziari, dedicato alla cronaca nera e giudiziaria. Queste notizie hanno preso il posto di notizie essenziali come, ad esempio, le informazioni internazionali, spesso sottaciute», così affermava poco più di un anno fa il Capo dello Stato Giorgio Napolitano in visita al quotidiano L’Eco di Bergamo e continuava ammonendo: «occorre una informazione più responsabile, più pacata, affinché ci sia un clima politico di maggiore correttezza e sobrietà» (Napolitano: «Nei telegiornali troppo spazio a nera e giudiziaria», in Corriere.it, 2 febbraio 2011). Il giorno successivo i direttori dei principali telegiornali nazionali, pur non sentendosi chiamati direttamente in causa, si affrettavano a dichiararsi in perfetta sintonia con le raccomandazioni del Presidente della Repubblica, tutti, da Augusto Minzolini del Tg1 a Clemente Mimun del Tg5, da Emilio Fede del Tg4 a Bianca Berlinguer del Tg3, passando per Errico Mentana del TgLa7, sembravano perfettamente concordi con le parole di Napolitano e ognuno di loro si affrettava a mostrare come il proprio Tg non fosse uno di quelli a cui evidentemente il Presidente si riferiva nel proprio monito. Il direttore Mimun

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