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Analisi di Tessiture: Implementazione di alcuni descrittori statistici

Un computer interpreta tutti i tipi di dato come una sequenza di numeri, che si tratti di testi, di un brano musicale, di un filmato e naturalmente di immagini.
Per poter elaborare un immagine, questa, viene acquisita tramite dispositivi particolari come scanner, fotocamere digitali o microscopi elettronici, questi dispositivi trasformano un immagine in immagine digitale tramite dei sensori al loro interno.
Le immagini digitali non sono altro che delle matrici numeriche, dove ogni elemento è chiamato pixel, questo riporta un valore reale che da indicazione dell’intensità del colore. Un insieme di pixel uniformi (con colore molto simile) o una loro disposizione sistematica, periodica, da origine al concetto di tessitura (o texture).
L’analisi di questi elementi, può fornire informazioni importanti sulle immagini delle quale fanno parte; un’accurata analisi riesce a trovare dei minuscoli dettagli in un immagine digitale, che l’occhio umano potrebbe non percepire.
In questo elaborato saranno analizzati questi metodi proponendo un'implementazione differente da quelle presenti nell'ambiente Matlab, confrontandone i risultati, in termine di precisione e di tempo di elaborazione.

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Capitolo 1 - Introduzione Capitolo 1 Introduzione Un’immagine digitale è una rappresentazione numerica di un'immagine dopo un processo di digitalizzazione; queste possono essere rappresentate come matrici a due dimensioni, dove ad ogni posizione corrisponde un valore numerico, o come un insieme di punti uniti in linee, che compongono l’immagine. In questo elaborato sarà presa in considerazione la prima rappresentazione. Ogni posizione della matrice corrisponde ad una coordinata reale sul piano immagine, questi punti sono chiamati pixel (picture per element). Il valore numerico del pixel può: • dare indicazione della tonalità di grigio che colora la singola cella; questo valore per la maggior parte delle immagini digitali viene rappresentato su 8 bit, quindi i valori ricadono nell'intervallo che va da 0 a 255, in altri casi il livello di grigio viene rappresentato in una scala da 0 a 1 (es. Fig. 1); • dare indicazione del livello di intensità dei colori fondamentali, il modello RGB, (rosso, giallo, blu) è il più utilizzato. Solitamente, per questo tipo di rappresentazione non si utilizza una matrice bidimensionale, ma una struttura composta da tre array di dimensione M*N, dove M ed N sono il numero delle righe e colonne dei pixel nell’immagine, la terza dimensione consiste in tre piani, contenenti i livelli di rosso, giallo e blu che compongono il colore finale (es. Fig. 2). Fig. 1. Esempio di un’area di un’immagine, in bianco e nero, digitalizzata sull'intervallo [0,1] 1

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali

Autore: Riccardo Casula Contatta »

Composta da 32 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 741 click dal 12/02/2013.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.